palestre chiuse covid 19
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Come si stanno comportando i club durante questa crisi? Abbiamo inaugurato una sere di veloci interviste che possano inquadrare come i centri sportivi stanno reagendo a questa situazione di chiusura forzata. La formula più utilizzata dai centri sportivi in Italia, come all’estero, è stata quella della riscoperta delle piattaforme online per mantenersi connessi anche “umanamente” con i propri iscritti.

Abbiamo chiesto ad Andrea Antoniazzi, titolare Body Evidence di Conegliano e Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, nonchè socio benemerito ANIF, che armi ha messo in campo il suo club contro il COVID – 19, per accorciare le distanze con i suoi frequentatori.


Anche se sembra ineliminabile il contatto umano, la relazione interpersonale in una palestra, sembra che a Body evidence siano riusciti nell’impresa.

“Abbiamo attivato una specie di smart working. Le nostre receptionist hanno contattato tutti i tesserati, collegandosi da remoto al gestionale aziendale, per fargli sentire principalmente la nostra vicinanza – racconta Andrea Antoniazzi – chiedendogli come stanno ed allo stesso tempo, fornendogli informazioni sulla situazione degli abbonamenti.

Inoltre, abbiamo attivato tramite whatsapp business un servizio con il quale avvisiamo tutti i tesserati della possibilità di avere un percorso di allenamento personalizzato, in base alle proprie esigenze, contando sui piccoli attrezzi che si possono utilizzare in casa.

Il tesserato risponde ad un messaggio, con un semplice questionario di screening ed i suoi dati, in debita osservanza della normativa privacy, vengono inviati ai trainer. Grazie al programma di Technogym ogni tesserato sarà così seguito in modo professionale nonostante la chiusura dei centri.”

Un ottimo servizio che permette di proseguire l’allenamento come se non fosse mai stato interrotto e di garantire un servizio utile a non trascurare il proprio benessere in questo periodo inedito. Come ci spiega Andrea, non è l’allenamento online il segreto quanto “mantenere il legame con il tesserato” perchè “l’allenamento online non è di per sè vincente anche se è uno strumeento utile”.

Vale a dire che è il club che deve entrare nelle case degli sportivi con tutto il suo calore umano, non dei semplici esercizi di allenamento. Ed è questo il valore aggiunto.

“Abbiamo creato – continua Andrea – un palinsesto di lezioni live che i nostri istruttori svolgono da casa. Inoltre, postiamo sui social due video – tutorial al giorno di esercizi che si possono fare a casa a corpo libero o con piccoli attrezzi.” E i risultati sono arrivati. “Le live – prosegue Andrea – piacciono, e sono più attrattive rispetto ai classici video tutorial che hanno una già vasta diffusione sul mercato.”

Con quali strategia Body Evidence pensa di affrontare la ripresa?

“Più che strategie, credo che dobbiamo far capire al nostro popolo di sportivi che sarà difficile riuscire a restituirgli tutto il tempo perso con un semplice accredito in coda agli abbonamenti. Allo stesso tempo non è giusto che sia il frequentatore finale a rimetterci.  Il messaggio che deve passare è che stiamo lavorando per fare il possibile, ma è necessario anche quantificare gli strumenti che il Governo ci darà per affrontare questa crisi.

In ogni caso, il frequentatore va tutelato e faremo in modo che non si senta mai tradito dalla “promessa” targata Body Evidence.

Doveroso chiedere a questo punto: cosa chiedete alle istituzioni per tenere alta la produttività del settore sport?

“Abbiamo chiesto: aiuti concreti. Il nostro è un settore meravigliosamente unico. In questi giorni, su tutte le reti, prima di ogni pubblicità passa un messaggio del Governo inerente all’emergenza Coronavirus. Il primo consiglio che viene diffuso è stare a casa, il secondo è mantenersi in movimento. E’ la prima cosa che appare sullo schermo.

L’esercizio fisico e il movimento sono e saranno sempre fondamentali. Più la gente sarà sana e meno impatterà sulla comunità, sui costi sociali e sanitari.

Il movimento può abbassare moltissimo il rischio per la nostra salute.

Servono degli aiuti economici immediati per i collaboratori dello sport, per poter far fronte ai compensi di questi mesi. Partiamo con il rendere gratuiti i certificati medici non agonistici, col poter scaricare la totalità delle spese sostenute per lo svolgimento di attività sportiva. Aumentare le ore di ginnastica nelle scuole.

Dobbiamo creare la cultura che muoversi fa bene a tutti!

Grazie ad Andrea Antoniazzi, Body Evidence

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