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sport lockdown

La fase 3 potrebbe essere intitolata come “ricerca di una nuova normalità”: la pandemia ha sottratto certezze e punti di riferimento e ha rivoluzionato i trend di consumo, alla luce dei quali privati ed imprenditori ispiravano scelte strategiche e comportamentali, in molti casi spazzando via i vecchi business model.

Stiamo tutti cercando un nuovo status quo ma, per ritrovarlo, è necessario guardare in faccia al cambiamento e analizzarlo.

Cosa vogliono i consumatori della “nuova normalità”?

Una domanda alla quale non può seguire una risposta unica e onnicomprensiva perché sappiamo quanto il consumatore dell’epoca digitale sia sfuggente e come le esigenze di mercato non siano mai risolte ma in continuo divenire.

Possiamo però mappare il cambiamento del consumatore durante la pandemia per prevedere quali di queste nuove abitudini di consumo sopravviveranno anche dopo il COVID.

Quel che è certo è che la pandemia ha lasciato un segno profondo non solo nella scelta di prodotti e servizi ma anche nella cultura di consumo.

Nuova domanda di benessere e salute

Guardando, in prima analisi, alle statistiche del Global Wellness Institute, l’Italia si piazza all’ottavo posto nella graduatoria dei mercati dove si sviluppa la quota maggiore di business legato alle attività wellness, con 19,3 miliardi di dollari.

Una quota che sembra destinata, sempre secondo l’indagine del GWI ad aumentare dopo la pandemia soprattutto in merito alle attività legate al benessere mentale come lo yoga, che già conta nel mondo 165 milioni di praticanti e che durante la pandemia è cresciuta ulteriormente.

Diverse ricerche tra cui, tra le più autorevoli, quella di Strategy 3, nuova divisione dell’Ipsos, hanno rilevato la crescente domanda online di salute ed igiene personale sia sottoforma di prodotti da acquistare sia sottoforma di siti web e portali d’informazioni. A ciò bisogna aggiungere come l’Italia sia stato il Paese al mondo che abbia registrato la crescita maggiore di acquisti online rispetto al periodo pre COVID.

Il lockdown ha triplicato i nuovi consumatori online nel nostro Paese rispetto ai primi 4 mesi del 2020.

Ipsos Strategy 3

Insight n.1 La prima lezione da trarre è: qualsiasi sia la tua attività una piattaforma online diventa sempre più strategica per coprire una fetta di mercato importante per i tuoi servizi e prodotti.

La vendita online è passata da un nice to have ad un must have.

I club potrebbero affiancare corsi in sede a corsi online valutandone la monetizzazione. Durante e anche dopo il lockdown le prenotazioni dei corsi online offerti dalle palestre sono cresciute dell’11%, in controtendenza con la prenotazione di corsi in sede: scegliere di monetizzarli potrebbe significare compensare le perdite da subite durante la chiusura.

Le ricerche online in merito alla cura della salute, come riportato da Comscore, durante la pandemia, a partire da fine febbraio hanno avuto un balzo repentino di crescita nei paesi europei colpiti dal lockdown: Spagna, Italia, Francia, Germania e Regno Unito.

In Italia, la domanda di salute ha virato, in particolare, verso siti web di dieta e fitness.

Il numero delle visite a siti web o app di dieta o fitness durante il lockdown è aumentato del +69% in Francia, +20% in Germania, +31% in Spagna e +23% nel Regno Unito e addirittura di +133% in Italia.

Insight n.2. La pandemia con le sue restrizioni ha fatto esplodere l’esigenza di sport, vissuta come un bisogno naturale e insopprimibile e ha convertito ancora di più gli italiani alla cultura di fitness, attività fisica e benessere.

Il fenomeno va al di là del contesto di fruizione della mera digitalizzazione dell’offerta, ciò che è cambiato è l’atteggiamento culturale che la pandemia ha cristallizzato: una nuova domanda di fitness, attività motoria e wellness sentita come qualcosa a cui non è più possibile rinunciare. Il cambiamento culturale è alla base delle scelte di consumo, è ciò a cui dobbiamo aspirare.

Se l’attività motoria diventa uno stile di vita e quindi parte della nostra routine (pensiamo come sostiene spesso Nerio Alessandri se l’esercizio fisico diventasse simile alla routine di lavarsi i denti) allora il corso in palestra sarà una scelta sempre più naturale e automatica.

La lezione da cogliere dunque è: trasformiamo sempre più i nostri club in un centro di servizi dove è possibile stare bene, sia online tramite consigli blog da trainer, nutrizionista, allenamento a distanza, app ecc sia in sede dove l’offerta digitale diventa un’esperienza di salute live.

Sport e fitness: le tendenze post COVID

L’acquisizione di nuove abitudini durante il lockdown tenderà a condizionare le scelte di sport e wellness anche in futuro in quanto ha portato gli italiani a:

  1. riscoprire l’importanza del benessere fisico e mentale indirizzando le persone verso le discipline olistiche, come yoga e meditazione;
  2. replicare gli sport outdoor in modalità indoor con la crescita dell’utilizzo delle attrezzature per il fitness.

In base a ciò gli sport indoor, secondo dati Garmin, che sono più cresciuti durante la pandemia sono:

  • il ciclismo indoor (indoor cycling) che, in Italia, ha mostrato secondo le stime di Garmin un incremento del 309%;
  • il fitness in generale che si è incrementato del 105%;
  • è crescita la domanda di attrezzature fitness e di articoli sportivi;
  • il running indoor che è cresciuto del 130%;

In pratica tutti gli sport che hanno bisogno di grandi spazi sono cresciuti: una reazione al confinamento che ha visto diventare runner e ciclisti anche chi finora non lo era o si cimentava solo sporadicamente.

Infine, un altro grande tema a cui le persone destineranno grande attenzione sarà quello dell’inquinamento e del riscaldamento globale: secondo il sondaggio, sempre di Ipsos, la pandemia ha cambiato anche la valutazione delle aziende da parte dei consumatori che, avendo sviluppato una maggiore sensibilità alla salute propria e del prossimo, saranno sempre più interessate all’approccio etico di una realtà che considera l’impatto ambientale una minaccia per la salute delle persone.