sport dilettantistico

Restituire lo Sport allo sport: è così che vogliamo definire lo spirito delle Circoliadi, un’iniziativa che prevede una competizione tra 12 circoli romani dove i soci non agonisti, amatori si sfidano con la “maglia” del loro circolo di appartenenza. Lo scopo è quello di promuovere quel mix di agonismo e socialità e l’insieme dei valori che lo sport dilettantistico porta con sè, senza dimenticare che è nei circoli sportivi che si crescono i campioni olimpici del domani. 

L’inaugurazione della competizione tra i circoli della Capitale che si ispira appunto allo spirito decoubertiano dello sport, il vero spirito olimpico, si è tenuta venerdì 24 febbraio a Roma: da subito le Circoliadi, nome di battesimo con espresso richiamo alle olimpiadi, hanno mostrato la loro missione che sta nel restituire allo sport i suoi valori più autentici, di socialità, integrazione e partecipazioneLa competizione come trasmissione di valori formativi, un aspetto che è alla base della carta olimpica ma che a volte può essere messo in ombra dalla retorica del punteggio e della vittoria nello sport.

Dopotutto i grandi campioni che vediamo salire sul podio nascono da quel mondo dilettantistico ed è lì che si vuole riportare lo stesso loro spirito sportivo con le Circoliadi.

“Sentirsi un po’ tutti campioni”

È questa la premessa di Andrea Lupi che insieme a Simona Rolandi dà il via alla giornata inaugurale che inizia con l’ottica visionaria di Walter Casenghi: sul palco ribadisce il modello di sport a cui ogni iniziativa o progetto dei circoli di cui è fondatore insieme a Giampaolo Duregon, si ispira. Le Circoliadi vogliono promulgare il concentrato dei valori sportivi presenti nei circoli: socialità, passione, competizione.

“Vivere e crescere insieme cercare di migliorare e di aiutarsi spingendo qualcuno verso gli ultimi chilometri della corsa. Un’iniziativa che è un’occasione di sviluppo per i circoli sportivi che – continua Walter Casenghi – devono diventare punto di riferimenti per i soci, per la famiglia e per i grandi atleti.”

Sì alla socialità e ai valori etici senza dimenticare la competizione e, ad incarnare questo mix vincente, ospite attesissimo Gelindo Bordin sale sul palco in mezzo ad un applauso scrosciante e si fa portavoce delle istanze dello sport.

Il maratoneta, primo in Italia a vincere una maratona olimpica e due volte campione europeo nell’86 e nel 90, intervistato sullo status quo del movimento atletico in Italia, solleva i nodi da sciogliere: “Non è un momento bellissimo per l’atletica, soprattutto rispetto alle medie e lunghe distanze, come non lo è in generale per gli sport difficili, in tutti i paesi occidentali. I nostri giovani perdono capacità motorie anche perché a scuola non gli si dà importanza e questo è un paese che ha scarsa attenzione per il nostro settore e –  continua – credo nel valore sociale dello sport e siete voi a tenere alto lo sport in Italia, insieme alle altre iniziative volontarie.”

Essere sociali non social

Tra gli ambasciatori dello sport che unisce e fa bene ai cittadini c’è alla giornata di inaugurazione delle Circoliadi anche Roberto Tavani della segreteria politica della Regione Lazio che ricorda come lo sport sia un investimento per la città non una spesa.

Ricordiamoci che essere sociali non è stare solo dietro una tastiera, ecco perchè i circoli sportivi rappresentano un valore sociale che va sostenuto.

D’altra parte, Massimiliano Brocchi, vice presidente dei rapporti con il settore tecnico di FIT Lazio elogia un merito quasi aulico, in iniziative come queste: rifarsi ai valori decubertiani dello sport.  Inoltre enfatizza il ruolo dei circoli sportivi di portare gli atleti alla massima espressione e socialità.

E allora si parte con le Circoliadi, restituendo lo sport allo sport! E a chi lo fa tutti i giorni lontano dal mainstream mediatico.

 

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