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cassazione attività sportiva

Caro Collega,

ultimamente stiamo assistendo ad un vero e proprio attacco ai centri sportivi da parte degli Organi di Controllo, volto a demolire lo “status giuridico” delle AS/SSD, attraverso il suo disconoscimento e l’attribuzione di una natura commerciale al fine di recuperarne le relative imposte.

ANIF, grazie all’ impegno personale del Presidente Giampaolo Duregon, si è prontamente attivata presso il MEF, per sollecitare l’istituzione di un tavolo di lavoro volto a chiarire i punti della normativa di riferimento, in particolare la legge 289 art.90 /2002 e legge 398/ 1991, che sono state, purtroppo, oggetto di interpretazioni più o meno fantasiose.

Ed oggi, in attesa che il tavolo di lavoro riesca ad inquadrare la normativa in un corretto ed esaustivo modus operandi, il Presidente Duregon comincia già a raccogliere i primi frutti del suo impegno istituzionale.

La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 2150/2020 ribadisce infatti la necessità di considerare il profilo sostanziale dell’attività di promozione sportiva dichiarata dalla AS/SSD ancorata ad un’effettiva attività promozionale dei valori sportivi. L’accertamento dei verificatori, se vuole resistere in giudizio – prosegue lo Corte – deve essere puntuale, non approssimativo, né sommario.

L’onere della prova spetta in sostanza all’ Organo di Controllo e non già al centro sportivo sotto verifica.

È questo, in sostanza, un primo importante passo avanti verso gli auspicabili chiarimenti che, attraverso il suddetto tavolo di lavoro, ANIF intende perseguire.

Il Corriere della Sera dell’11 febbraio u.s. ha commentato esaurientemente l’argomento nella pagina “Fisco e Costituzione” che ti invito a leggere attentamente.

Renderemo ovviamente noti gli sviluppi del nostro impegno nel costituendo Tavolo presso il MEF.

Cordiali saluti

Gianfranco Mazzia

Scarica l’articolo del Corriere della Sera