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I gestori dei centri sportivi molto spesso si confrontano fra di loro e si scambiano consigli su come poter migliorare le loro strategie, implementare i servizi e la qualità offerta nei loro impianti, ma quali spunti invece possono prendere dagli altri settori merceologici?
Abbiamo cercato di dare un’occhiata fuori dal nostro ambiente e abbiamo selezionato qualche iniziativa degna di nota…

Il mondo del fitness e dello sport in genere è stato indubbiamente uno dei più penalizzati da questa pandemia.
I club sono stati costretti a chiudere, dall’oggi al domani, per diversi mesi (in alcuni Paesi sono ancora chiusi) e per molti la riapertura è stata molto scoraggiante.

In queste situazioni si tende istintivamente a guardare cosa fanno i propri “simili”, si cerca conforto e confronto proprio nei colleghi, a volte si arriva anche a collaborare fra competitor!
Viene naturale pensare che sia più efficace e pertinente un consiglio ricevuto da chi si trova nello stesso mercato e sta vivendo le stesse dinamiche.

Ci sono invece aziende di altri settori che possono essere dei perfetti modelli di riferimento soprattutto in termini di misure di sicurezza, comunicazione interna con il proprio staff e di gestione dei contatti con il proprio pubblico e la stampa.
Eccone alcuni…

Starbucks ha puntato su messaggi costanti e coerenti

Grazie alle ordinazioni tramite App per ordinare, il drive-through e il servizio di consegna, Starbucks si è adattata con successo alle nuove dinamiche sociali.

Starbucks si è saputa attrezzare alla perfezione per gestire le difficoltà generate con l’emergenza Covid. Probabilmente uscirà da uno dei periodi peggiori della storia dell’umanità più forte che mai perché ha saputo fare tutto il necessario per mantenersi flessibile e preparata al futuro”, secondo un articolo pubblicato da Forbes.

Una componente del successo è stata sicuramente una strategia coerente e costante su varie piattaforme.

starbucks

In home page del sito aziendale è stata pubblicata una nota in cui viene spiegato: “Rimaniamo fedelmente impegnati per la salute e il benessere dei nostri partner e dei nostri clienti. Lavoriamo in collaborazione con tutti gli operatori sanitari locali”. Con un link che rimandava gli utenti a leggere tutto il loro nuovo regolamento organizzativo.

L’applicazione mobile di Starbucks include “Un promemoria sulle mascherine” e riporta: “Nei nostri negozi, vi chiediamo rispettosamente di indossare una mascherina e di rispettare le regole di distanziamento sociale per proteggere la salute dei nostri clienti e amici“.

Starbucks pubblica online le comunicazioni con i propri partner in modo da rendere trasparente agli occhi degli utenti il proprio operato. Questa trasparenza non fa che migliorare la percezione del marchio da parte del pubblico.

La segnaletica all’interno dei negozi rafforza lo stesso messaggio, indirizzando le persone in entrata in una porta e quelle in uscita da un’altra, con adesivi sul pavimento indicando dove le persone devono stare per garantire la distanza di sicurezza. I cartelli segnalano anche la capienza del locale e, una volta raggiunto il numero massimo (in base alle dimensioni del negozio), i nuovi arrivati devono aspettare fuori.

L’elemento che accomuna i coffee shops come Starbucks e i centri sportivi è che tradizionalmente entrambi hanno cercato di diventare il cosiddetto “terzo posto”.

“Starbucks ha costruito gran parte della sua fama su quello che l’ex CEO Howard Schultz ha descritto come un unico “terzo posto”, cioè il luogo tra il lavoro e la casa dove le persone vanno per incontrare amici, lavorare, mangiare, bere o semplicemente stare insieme”.

Lo scorso giugno, in una lettera agli stakeholder, i dirigenti della società hanno scritto: “Non conta il format, perché sappiamo che l‘esperienza del ‘terzo posto’ vissuta da Starbucks inizia nel momento in cui un cliente immagina la sua esperienza quotidiana di Starbucks fino al momento in cui si gode realmente la sua consumazione in negozio”.

In questo periodo molte persone hanno un solo posto: la casa.

Molti degli attuali iscritti ai club lavorano da casa in modalità smart working e altri potrebbero addirittura essere senza lavoro proprio a causa della pandemia. Quindi per alcuni, il club potrebbe diventare il secondo posto (invece del terzo). Bisogna lavorare molto sulla comunicazione, sul senso di svago mentale e fisico e soprattutto dimostrare che il club è un luogo pulito, sicuro e sano… i frequentatori saranno più incentivati a tornare!

Whole Foods ha lavorato sugli standard di sicurezza

Nel nuovo Consumer Health & Safety Index, la società di ricerche di mercato Ipsos Group ha confrontato le misure di sicurezza che le diverse catene alimentari del gruppo hanno adottato durante la pandemia. I risultati hanno rivelato che Whole Foods ha registrato i migliori feedback da parte dei clienti grazie ai cambiamenti e alle implementazioni nei punti vendita.

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“Dal distanziamento sociale alla rigorosa igienizzazione e disinfezione, siamo qui per aiutarvi a fare la spesa in modo più sicuro“, si legge in una nota sul sito web di Whole Foods.

Oltre alle raccomandazioni di base, come coprirsi il viso e igienizzare le mani, l’azienda ha sospeso tutte le campionature di cibo e le dimostrazioni in store di prodotti, ha chiuso tutti i punti ristoro sia caldi che freddi, compresi quelli della pizza a taglio, delle insalate fresche e del self-service.

“Abbiamo installato dei separatori in plexiglass trasparente per proteggere i clienti e lo staff, abbiamo nominato alcuni membri del personale dedicati alle misure di sanificazione, tra cui la disinfezione di ogni carrello della spesa e del lettore di carte di credito ad ogni passaggio di cliente“. Leggendo sempre nel loro sito, hanno anche riservato alcune fasce orarie di shopping nei loro negozi per le popolazioni a rischio come gli anziani o immunodepressi.

Universal Orlando Resort si è differenziato per i protocolli di pulizia

Il Universal Orlando Resort ha riaperto al pubblico lo scorso 5 giugno, dopo aver attuato numerose misure di sicurezza, tra cui la riduzione della capacità e l’aumento delle procedure di pulizia e disinfezione, già molto accurate e severe prima del Covid.

Tutti, compreso il personale, devono indossare una mascherina e controllare la temperatura (non sono ammesse persone con una temperatura superiore a 37,7° = 100,4F).

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I clienti sono invitati a mantenere una distanza di almeno un metro e ottanta e a rispettare la segnaletica a terra che favorisce il distanziamento sociale. In certi posti, anche prima di salire a bordo dei veicoli, i clienti sono obbligati a disinfettarsi le mani.

Una nota sul loro sito web avverte i potenziali visitatori: “Il rischio di esposizione a COVID-19 è presente in qualsiasi luogo pubblico in cui si trovano persone; non possiamo garantire che non sarete esposti durante la vostra visita“. È importante responsabilizzare i propri utenti e farli rendere conto che anche i migliori sforzi di un’azienda devono essere poi supportati dalla comunità, siamo tutti responsabili e nessuno può escludere al 100% i rischi di contagio.

Un video come quello di Universal Orlando Resort è un ottimo modo per far sì che le persone siano entusiaste a ritornare ad allenarsi al club, pur mostrando al tempo stesso tutte le ampie misure che si stanno adottando per tenerle al sicuro.

È più probabile che le persone guardino un video con immagini positive piuttosto che leggere diversi paragrafi di puro testo su un sito web.

È quindi molto utile fare un breve video, anche in maniera amatoriale, registrato con uno smartphone, magari con l’aiuto di un club manager. Può essere accattivante anche registrare il percorso che l’utente farebbe nel centro. Un virtual tour dall’ingresso fino agli spogliatoi, le varie sale… può aiutare a riassicurare i soci e avvicinarli alla struttura.
Bisogna mostrare in maniera chiara dove e come sarà misurata la temperatura, quali attrezzature sono confinate per consentire il distanziamento sociale, dove si trovano le stazioni di igienizzazione delle mani, ecc.

 

Il Governatore della Florida Ron DeSantis ha elogiato Universal Orlando per gli sforzi compiuti. “I parchi tematici sono andati alla grande, guardate cosa sta facendo Universal“, ha affermato “credo che questa sia la lezione da tenere a mente. Dobbiamo pensare alla socialità. Si può fare vita sociale mantenendo le persone al sicuro e, una volta messe in atto tutte le nuove procedure igieniche e comportamentali, … ogni ambiente diventa un ambiente sicuro”.

 

Fonte: https://www.ihrsa.org/

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