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Si dice spesso che dietro ogni difficoltà si nasconde un’opportunità, ma altrettanto spesso prevale lo sconforto e la paura della realtà che cambia andando a minare gli equilibri faticosamente raggiunti o prospettando comunque scenari sconosciuti.

Immaginare quindi una nuova realtà (o nuova normalità, come viene definita) in cui inserire il proprio modello di business non è di certo semplice, ma effettivamente quando vengono a crollare tutte le dinamiche a cui siamo stati abituati per anni, non possiamo fare altro che reagire in maniera costruttiva.

Sono stati mesi difficili per tutti ed è inutile negare che le difficoltà economiche e finanziarie pesano un po’ in tutti i settori.
Il mondo dello sport è certamente uno dei più penalizzati: dall’annullamento dei Giochi Olimpici (rimandati al 2021) e tutti i Campionati fino alla chiusura dei 100.000 centri sportivi italiani per oltre 3 mesi.

Oggi ci troviamo quindi una situazione che vede molti operatori in difficoltà (circa il 25% degli impianti non ha ancora riaperto, aspettando settembre o prendendo altre scelte gestionali), appena il 60/65% dei frequentatori è tornato ad allenarsi nei club, gli altri preferiscono posticipare all’autunno il rientro nelle strutture, potendo godere adesso di un clima favorevole all’allenamento outdoor ed in autonomia (a costo zero!).

In questi mesi numerose tavole rotonde e piani di lavoro sono stati avviati tra gli stakeholder della filiera sportiva.
ANIF ha preso parte agli appuntamenti sia nazionali che internazionali, dando un fattivo contributo con i propri consulenti e soci.

Interessanti e utili momenti di confronto sono stati organizzati anche dal REX, che, grazie ad un calendario magistralmente gestito da Fausto Di Giulio, ha ospitato in rete oltre 100 personaggi degni di nota (per esperienza e professionalità) e residenti in ogni parte del mondo.

ANIF ha avuto il piacere di essere presente nelle varie discussioni e possiamo affermare che il messaggio che ne è venuto fuori è sempre lo stesso: cogliamo le opportunità che questo momento ci sta offrendo!

 

Lo hanno ribadito ancora una volta gli ospiti della RoundTable di lunedì scorso, aperta dal carismatico ed entusiasta David Patchell-Evans, CEO del gruppo GoodLife Fitness che in Canada conta 300 club.
david patchell

In questi mesi ci siamo tutti resi conto dell’importanza della digitalizzazione e delle piattaforme virtuali, ma le persone vogliono la socializzazione, vogliono attenzioni, vogliono essere ascoltate e coccolate, vogliono consigli sulla propria salute. Il mio invito a tutti gli operatori è proprio quello di non trascurare il fattore umano, tutti i club hanno un ruolo importante e non devono dimenticarlo. Nei nostri centri, gli utenti non cercano solo la pratica sportiva, ma un sano stile di vita!

 

Ha proseguito poi David Stalker, CEO di MyZone EMEA/APAC e attuale Presidente di EuropeActive, rinforzando questo pensiero anche da un punto di vista istituzionale.

david stalker

Tutti i Paesi hanno dimostrato grande reattività e collaborazione con le istituzioni locali/nazionali. Abbiamo fatto sentire la nostra voce, siamo un settore sottovalutato e proprio per questo dobbiamo uscire dal concetto di sport. Nei nostri club diffondiamo salute, benessere, dobbiamo esserne consapevoli noi in primis.
Il mondo del fitness deve avvicinarsi sempre di più ad un health delivery service

 

Anche Laurie Smith, Vice Presidente del Villa Sport Athletic and SPA, un gruppo che possiede 7 centri negli Stati Uniti, ha speso parole di elogio nelle modalità con cui gli operatori del fitness hanno saputo rispondere all’emergenza.

Laurie Smith

Una situazione imprevedibile e unica che ha messo in luce una forte capacità di reazione e adattamento. Nei nostri centri abbiamo visto come lo staff, a tutti i livelli, si è ingegnato per trovare canali e contenuti alternativi per riuscire a seguire gli iscritti anche da remoto. I trainer hanno saputo sviluppare nuovi protocolli di workout -o adattare quelli esistenti- nel rispetto delle nuove regole comportamentali. Grande flessibilità e disponibilità da parte di tutti con l’obiettivo di non arrendersi alla sedentarietà e all’inattività.
Oggi si parla tanto di nuova normalità ma, secondo me, il nuovo lo stiamo già costruendo ogni giorno e dobbiamo essere pronti a ricalibrare le nostre scelte day-by-day.”

 

Philipp Roesch-Schlanderer, CEO di EGym, ha sottolineato come l’esperienza vissuta dai singoli Paesi sia stata effettivamente molto simile…

Philipp Roesch-Schlanderer

Tutto il mondo è paese! Grazie alla nostra banca dati e ai feedback riportati dai nostri clienti worldwide, possiamo notare che i frequentatori tornati ad allenarsi nei club hanno dimostrato ancora più entusiasmo e consapevolezza di prima. Stanno manifestando un forte desiderio di sentirsi in forma e di canalizzare nella pratica sportiva tutti gli stress generati dalla situazione contingente. Noi siamo i problem solver per la comunità, dobbiamo offrire benessere e leggerezza in un momento così difficile e stressante!
In questo periodo si sono delineate in maniera sempre più netta le due leve che il fitness deve saper utilizzare: la digitalizzazione da una parte e la motivazione dall’altra.

Per digitalizzazione non si intende semplicemente mettere online i propri workout, ma creare una user experience che sia coinvolgente e stimolante. Non dimentichiamoci che, a livello globale, il 77% dei frequentatori di un centro fitness frequenta la sala cardio e non le lezioni di gruppo quindi anche online non dobbiamo proporre solo il group exercise altrimenti escludiamo a priori un’importante fetta di utenti. Gli iscritti devono sentirsi collegati ai trainer anche quando si allenano in autonomia o non stanno frequentando la struttura. Con questo obiettivo, ad esempio, i fitness tracker devono essere integrati nella strategia digitale per capire e monitorare le abitudini e le reazioni degli utenti, oltre a dargli la possibilità di misurare i progressi e condividerli, innescando quel sano spirito di competizione che aiuta la fidelizzazione.

La motivazione che spinge i frequentatori possiamo riassumerla in due macro obiettivi finali: l’estetica e la salute. È fondamentale capire il target di riferimento e fare scelte strategiche per catturare il target definito.
Differenziare la proposta e avere un messaggio chiaro per l’utente è alla base della soddisfazione e della fidelizzazione

 

Un prezioso contributo è stato fornito da Ronnie Cai, Vice Presidente di Wills Group in Cina, la più grande catena di palestre cinese con 150 location distribuite su 12 differenti città e con un totale di 600.000 iscritti.

ronnie_cai

noi, a differenza degli altri Paesi, stiamo affrontando la seconda ondata… tanto temuta anche nel resto del mondo, ma devo essere onesto nel dire che è tutto più semplice ora.
Prima di tutto perché abbiamo preso consapevolezza del virus e sappiamo già di cosa si tratta. Nei club abbiamo già studiato i protocolli di contenimento e igienizzazione. Siamo riusciti a gestire questa seconda ondata restando operativi. Il mio consiglio è proprio quello di far capire ai Governi locali che i centri sportivi hanno recepito e fatto rispettare i protocolli di sicurezza, non c’è nessuna necessità di chiudere le strutture. Lo sport ha un forte ruolo in questa emergenza perché aiuta la comunità a superare lo stress e mantenere il proprio stato di salute alto.
Ovviamente consiglio a tutti di rispettare le direttive locali e cercare di modulare l’offerta in maniera funzionale. Ad esempio, è meglio sospendere per il momento le lezioni di gruppo che prevedono coreografie e spostamenti, tipo la Zumba o il Body Jam, si possono però incrementare lezioni di Body Pump o Yoga, che tendenzialmente prediligono movimenti sul posto e senza contatti tra i partecipanti. È fondamentale pulire gli ambienti e le attrezzature dopo ogni workout e proprio per questo magari è preferibile mettere le lezioni più partecipate a fine giornata così da non dover dedicare troppo tempo già in mattinata nella disinfezione di materiale e di grandi ambienti.

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