Caro collega,
finalmente con la Circolare del 1 dicembre u.s.(vd.all) l’Ispettorato Nazionale del Lavoro mette un punto fermo sull’annosa questione sorta sulle spesso stravaganti interpretazioni dell’Art. 67 del TUIR (DPR 917/86) da parte degli Organi di Controllo riguardo le prestazioni rese dai tecnici sportivi a favore delle AS/SSD affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali, agli Enti Promozione Sportiva ed alle Discipline Sportive Associate.

Tuttora infatti molti ispettori dell’INPS, dopo ben trent’anni dall’emanazione della legge, rigettano l’applicazione dell’art. 67 (comma 1 let. M) del TUIR per i collaboratori sportivi provvisti di riconoscimenti tecnici rilasciati da FSN, EPS e DSA del CONI, riconducendo i compensi percepiti da questi collaboratori nell’ambito dei redditi di lavoro autonomo in quanto considerati “professionisti”.

In sostanza, l’Ispettorato chiarisce, di contro, che laddove siano rispettate tutte le normative dettate dalla legge n. 289 art. 90 del 2002 e succ., riportate peraltro anche nella circolare (“riconoscimento CONI” delle AS/SSD attraverso l’iscrizione nell’apposito registro delle AS/SSD mansioni dei collaboratori rientranti nell’ambito delle attività riconosciute da: FSN, EPS e DSA ecc.) “la qualifica acquisita, attraverso specifici corsi di formazione tenuti dalle federazioni, dai soggetti che svolgono le mansioni sopra indicate (qualifica di istruttore, allenatore, addetto al salvamento, ecc.), non rappresenta in alcun modo un requisito, da solo sufficiente, per ricondurre tali compensi tra i redditi di lavoro autonomo, non essendo tale qualifica requisito di professionalità, ma unicamente requisito richiesto dalla federazione di appartenenza per garantire un corretto insegnamento della pratica sportiva dilettantistica”.

Cordiali saluti

Giampaolo Duregon

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