Ormai da diversi mesi l’Italia è invasa da un’ondata di annunci di riforme strutturali che ha via via creato nell’opinione pubblica alternanti motivi di preoccupazione, curiosità, delusione, speranza.
Il febbrile impegno della politica su questo terreno sta interessando tutti i settori della vita pubblica e di quella privata : dalla sanità, al lavoro; dal fisco alla pubblica amministrazione; dal sistema elettorale alla giustizia e così via fino a toccare anche lo sport dilettantistico.
Ed è proprio su questo terreno che ANIF – Eurowellness, Associazione Nazionale Impianti per il Fitness e per lo Sport, ha concentrato negli ultimi tempi la sua attenzione.
L’ANIF è un’Associazione che rappresenta e tutela sul piano, normativo, fiscale e giuslavoristico gli interessi dei gestori dei proprietari dei principali centri sportivi italiani.
Per la credibilità, la competenza e la validità della sua azione vincente – grazie al duro impegno profuso da oltre un decennio dal Presidente Giampaolo Duregon-si pone quale principale organizzazione di riferimento per l’ impiantistica sportiva nazionale.  Il Presidente  è impegnato quindi oggi su una proposta di Legge quadro, incentrata sull’istituzione di un nuovo tipo di società sportiva dilettantistica srl che per l’alto valore sociale, didattico, salutistico, sportivo delle attività svolte godrebbe di alcuni importanti strumenti di incentivazione fiscale, di livello inferiore a quelli riconosciuti per legge alle attuali Associazioni/Società Sportive Dilettantistiche (AS/SSD), ma privi di vincolo relativo alla indivisibilità relativo  degli utili.
La legge, in sostanza, eliminerà finalmente l’incerto confine esistente tra profit e “no profit” entro cui si è mossa fin qui, lasciando spazio purtroppo alla più stravaganti operazioni di verifica da parte  del Fisco  aventi in verità  il solo obiettivo di fare comunque “cassa” intervenendo su chi è visibile e soprattutto solvibile.
I punti cruciali di questo disegno di legge sono rappresentati dall’IVA relativa ai proventi derivanti dalle attività istituzionali che passerebbe dall’attuale zero al 4%; dalla contribuzione previdenziale sulle collaborazioni, che passerebbe dall’attuale zero al 10% per importi superiori ai 15.000,00 euro annui; dalla tassazione che passerebbe da zero al 50% dell’imponibile ed infine dall’IMU che rimarrebbe esente per i locali nei quali si svolge attività istituzionale, facendo astrazione, però, dal soggetto giuridico che la gestisce (proprietario, affittuaro, in comodato d’uso, ecc.).
Tale impianto, che tra l’altro, si pone anche l’obiettivo di sciogliere tutti i nodi ancora esistenti sul piano interpretativo delle non poche normative cui fa riferimento l’attuale complessa Legge Quadro, che si articola sempre e comunque all’interno della Legge n. 186 / 2004 che ha fissato uno dei pochi punti chiari ed importanti dell’intero  quadro normativo vigente, attribuendo esclusivamente al CONI la competenza di certificare l’attività svolta in una Associazione/Società sportiva dilettantistica “riconosciuta”.
Ma sulla strada delle riforme Duregon non si è trovato a procedere da solo, vi è sceso infatti anche un gruppo di Deputati coordinati dall’On. Filippo Fossati ex Presidente dell’UISP (Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI) che ha presentato presso la XII Commissione Affari Sociali un’altra  riforma sull’associazionismo sportivo.
La Riforma è incentrata nella valorizzazione dello sport sociale e del volontariato.  Stante pertanto la funzione sociale dello sport, i promotori della proposta intendono favorire la pratica sportiva attraverso l’introduzione di nuove e più efficaci agevolazioni fiscali, tributarie e lavoristiche a favore delle associazioni sportive, con una serie di modifiche all’art.90 della Legge n.289 del 27 dicembre 2002 .
Le due proposte,  pur ispirandosi agli stessi principi generali, si muovono comunque  su  piani del tutto indipendenti .
Anche l’iniziativa di ANIF parte infatti dal riconoscimento della funzione sociale e salutistica dello sport che costituisce la base del suo impianto normativo. Ma mentre la “Riforma Fossati” è incentrata nella valorizzazione dello sport sociale e del volontariato in ambito AS, la “Riforma ANIF” è essenzialmente orientata verso l’introduzione di una nuova forma di gestione dello sport dilettantistico attraverso la costituzione di una  società sportiva dilettantistica di capitali ordinaria.
Ovvero un soggetto giuridico che, per le sue particolari caratteristiche strutturali ed organizzative, opera con scopo di lucro pur godendo di alcune agevolazioni tributarie, per l’alto valore dei principi  cui si ispira.
I due iter parlamentari non si muovono quindi in senso divergente, anzi si integrano, creando un quadro di riferimento gestionale-amministrativo per le strutture sportive più moderno, trasparente, efficace, in stretto collegamento come sempre con il CONI, con le FSN, con gli EPS.

Gianfranco Mazzia
Direttore ANIF-Eurowellness