OMS: 150 minuti di salute attiva, per una nuova Politica della Salute

Gli italiani sono i più sedentari tra gli europei: il 60% della popolazione del Belpaese dichiara di non svolgere alcuna attività fisica o sport contro una media europea del 42%. Eppure basterebbero 150 minuti a settimana di movimento per gli adulti e 60 minuti al giorno per bambini e giovani, per contrastare un comportamento ad altissimo rischio. Lo raccomanda l’OMS nelle nuove Linee guida per l’attività fisica 2016 – 2020, presentate il 6 Aprile a Roma, dove è emerso anche il primato negativo, tutto italiano, che deve diventare un target delle politiche sanitarie e di sviluppo del settore sportivo, a livello nazionale e locale. Le sinergie tra enti locali e nazionali, insieme ai comportamenti individuali sono al centro del documento dell’OMS secondo cui la mancanza di movimento è uno dei principali fattori di rischio per la salute.

Dati OMS e correlazione tra patologie e sedentarietà

Si tratta di un fenomeno dilagante e pervasivo su scala europea: in 46 paesi in Europa, l’87% del totale, oltre la metà degli adulti sono in sovrappeso e obesi e il dato tende ad aumentare. In Europa si verificano oltre un milione di decessi all’anno causati dalla mancanza di attività fisica.
La salute paga un prezzo altissimo alla sedentarietà: l’OMS ha stimato che, sempre a livello europeo, all’inattività fisica sono imputabili il 5% delle affezioni coronariche, il 7% del diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori al colon. Sono dati allarmanti che andrebbero invertiti a partire da politiche rivolte alla promozione dell’attività fisica tra i giovani: solo il 34% degli adolescenti europei tra i 13 e i 15 anni fa sport o movimento e questo comporta che, in alcuni paesi, quasi il 50% dei bambini di otto anni di età sono in sovrappeso e oltre il 25% è obeso.
Partire dunque dalle scuole, un bacino di coltura dove introiettare fin da piccoli la cultura del wellness, inteso come stile di vita salutare: il progetto ALCIS, di cui ANIF insieme a EuropeActive, si è fatta organizzatrice e promotrice è una delle leve di diffusione dell’attività fisica nelle scuole e ha il merito di far “riscrivere” ai bambini, nel loro linguaggio e schema percettivo, le “raccomandazioni degli adulti” tenendo un personale diario degli stili di vita corretti.

Politiche “attive”

Le raccomandazioni dell’OMS sulla giuste dose di attività fisica riguardano tutti: 150 minuti a settimana, per adulti e anziani compresi, 60 minuti al giorno per bambini e giovani, compresa quella fascia di età critica, di cui parlavamo nel precedente articolo sui numeri dello sport, che fa detonatore dei comportamenti scorretti su tutto l’arco di vita della popolazione. Gli obiettivi che l’OMS ha lanciato, nel Piano di azione globale per la Prevenzione del 2013, sono di ottenere una riduzione relativa del 10% dell’inattività fisica entro il 2025 e una riduzione relativa del 25% della mortalità preco¬ce dovuta a malattie cardiovascolari, tumori, diabete o malattie respiratorie croniche. Obiettivi cruciali e vitali che possono essere raggiunti solo con politiche pubbliche, centralizzate, che riconoscano l’“emergenza sedentarietà” e gli diano un nome nelle iniziative pubbliche.

Health cities: l’attività fisica al centro della politica

Le politiche governative che si attendono e che sono indicate nel documento dell’OMS sono: incentivi fiscali per incoraggiare l’attività fisica, il finanziamento di progetti che promuovono il movimento in modo equilibrato e trasversale, per fasce d’età e per gruppi sociali, gli interventi di pianificazione urbanistica come gli edifici scolastici e le modalità di trasporto e spazi per il tempo libero. Obiettivo delle politiche di cittadinanza attiva è la trasformazione delle città in health cities ovvero le città come modello di salute.