legge sport

Breve sintesi dei motivi che hanno portato ANIF a promuovere la legge 205, del 27 dicembre 2017

L’ANIF, Associazione Nazionale degli Impianti Sportivi Italiani, ha sentito l’esigenza 4 anni fa di intraprendere la strada per un progetto di riforma, attraverso una legge quadro che si occupasse della gestione degli impianti sportivi dilettantistici.

Motivi del progetto

  1. Maggiore chiarezza sull’attuale normativa che comprende:
    a. le associazioni sportive dilettantistiche senza fini di lucro (ASD);
    b. le società sportive dilettantistiche a r. l. senza fini di lucro (SSD).
  2. Ridurre le continue verifiche fiscali e lavoristiche, frutto di interpretazioni troppo discrezionali dell’attuale normativa.
  3. Cominciare a prevedere una copertura previdenziale inizialmente ridotta per i contratti di compenso sportivo e amministrativo, oggi inesistente.
  4. Introdurre una terza via di gestione per un impianto sportivo dilettantistico, quella della Società Sportiva Dilettantistica Ordinaria, poi chiamata dal Ministero delle Finanze “Lucrativa”. La nuova società rinuncia, rispetto alle altre (ASD/SSD) nel dettaglio:
    1. alle agevolazioni dell’IVA che passa da 0 a 10%;
    2. all’agevolazione della tassazione sul reddito, che passa da 0 al 50% dell’imponibile. In aggiunta, per la nuova Società Sportiva Dilettantistica Ordinaria (lucrativa), si inserisce la contribuzione previdenziale sui sopraddetti contratti di compenso sportivo ed amministrativo, che passa da 0 al 50% per i primi 5 anni, per andare poi a regime.
  5. La prima stesura della legge era molto più ampia e si occupava anche della salute dando incentivi fiscali, per ora riservati alla fascia d’età dai 5 ai 18 anni, a tutti i cittadini che fanno attività fisica.
  6. Durante il percorso legislativo sono stati tagliati tanti articoli che reputiamo adatti ad una legge quadro e sono stati approvati solo gli articoli che riguardano gli aspetti finanziari della normativa.
  7. La legge quadro sullo sport creerebbe emersione, trasparenza e sicurezza applicativa, dando la possibilità ai tantissimi impianti sportivi, frutto di importanti investimenti privati, di poter continuare ad investire senza i timori di vedersi chiudere l’impianto, a causa di arbitrarie interpretazioni. Esistono infatti in Italia circa 70.000 centri sportivi dilettantistici, tra associazioni sportive e società sportive, dei quali circa 15.000 di medie e grandi dimensioni. Tali impianti, con uno statuto come quello attuale che prevede l’assenza di lucro, hanno notevoli difficoltà con il credito, con i finanziamenti e con gli investimenti. Sono infatti tutti organizzati in una doppia struttura societaria, una immobiliare e l’altra dilettantistica, in affitto tra loro: risulta quindi più agevole e trasparente che esista una sola società sportiva dilettantistica ordinaria (lucrativa).
  8. Se aderissero 10.000 delle 70.000 ASD e SSD al nuovo progetto si avrebbe un gettito, rispetto a IVA, tassazione e previdenza, di un miliardo di euro.
  9. L’iter della legge si è svolto in più fasi:
    1. stesura condivisa con i vertici del CONI, l’Agenzia delle Entrate e il Ministero del Lavoro;
    2. il percorso della legge è passato attraverso almeno tre governi, ricominciando ogni volta daccapo;
    3. quando è stata approvata, come già detto, la legge aveva subito parecchi tagli facendole perdere le caratteristiche originarie. Infatti la trasformazione è diventata più costosa e quindi di interesse minore per le ASD e le SSD che intendano trasformarsi.

Secondo noi, comunque, gli articoli approvati sono integrabili e migliorabili, in modo da attrarre verso questa strada il maggior numero possibile dei centri sportivi lasciando totalmente nello stato normativo attuale tutte le ASD e SSD che non ritengono di poter affrontare tali oneri. Qualora, come preannunciato dal sottosegretario Giorgetti, la decisione fosse quella di tagliare gli articoli dal 353 al 361, andrebbero comunque salvati il 358 e parte del 359 che sono interamente a vantaggio normativo delle attuali ASD e SSD (migliore qualificazione dei contratti di compenso sportivo e amministrativo in modo che non vengano attaccati, come avviene oggi, dall’INPS che li ritiene contratti per professionisti a partita IVA).

In conclusione, crediamo che questa legge, pur con i suoi limiti dovuti ai tanti passaggi che ha dovuto subire, sia un’ottima base per arrivare a quella legge quadro tanto auspicata.

Nei 6 mesi che l’Associazione ha dedicato alla diffusione della legge, ci siamo resi conto che l’interesse della base è fortissimo e che le uniche voci contrarie erano quelle di alcune federazioni ed enti di promozione sportiva (spesso per motivi ideologici) che non sono però i soggetti a cui era destinata.

In conclusione, l’ANIF, proprio perché rappresenta le migliaia di centri sportivi che ogni giorno ricevono cittadini di tutte le fasce d’età, dai bambini delle scuole sportive ai giovani agonisti e campioni anche olimpionici, fino allo sport di base amatoriale che accompagna adulti e anziani verso un sano stile di vita, ha lottato per vedere attuato un progetto che crei investimenti sicuri, crescita dei livelli occupazionali e crescita dell’intero settore.

Ribadiamo ulteriormente che le SSDL avranno un maggior carico di tasse, IVA e contributi in cambio di poter essere aziende sportive dilettantistiche, creando notevole sviluppo. Invece le ASD e SSD rimarranno esattamente come sono sempre state, senza maggior onere burocratico, amministrativo, gestionale di nessun tipo e che anzi, grazie agli articoli 358 e 359 vedono riqualificati i contratti di compenso sportivo e amministrativo, ancora oggi, dopo quasi 20 anni, contestati dall’INPS.

Anche i temuti adeguamenti per il libro unico del lavoro erano stati risolti dal Ministero del Lavoro esonerando di fatto le sole ASD ed SSD da questa incombenza.
Il motivo per cui riteniamo che anche le società sportive dilettantistiche ordinarie (lucrative) debbano rimanere nel dilettantismo è che la loro origine e vocazione è e rimarrà sempre quella di operare nel mondo dilettantistico, agonistico e amatoriale.

Il nuovo panorama dei centri sportivi diverrebbe il seguente: associazioni sportive dilettantistiche – ASD, società sportive dilettantistiche a r. l. – SSD e società sportive dilettantistiche lucrative, SSDL.

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