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CrunchFitness-post-covid

Tempi estremi richiedono misure estreme.

Lo sa bene Jim Rowley, CEO del gruppo Crunch Fitness (gruppo che conta 55 club di proprietà e oltre 300 in franchising in tutto il mondo).
Rowley ha alle spalle una carriera militare nel prestigioso corpo dei marines dove ha imparato bene le tattiche di difesa e sopravvivenza. I militari devono infatti affrontare situazioni di emergenza e devono gestirle in modo efficiente e pragmatico.

Oggi, a capo dell’impero Crunch Fitness, una delle aziende leader del fitness a livello internazionale, Jim Rowley è riuscito ad affrontare le sfide del Covid19 grazie alla sua acuta capacità di analisi e di reazione.

“Il grande vantaggio che abbiamo avuto è stato quello di aver sviluppato già diversi anni fa un protocollo di intervento EAP (Emergency Action Plan). Questo piano era già stato testato, purtroppo, in seguito ad avvenimenti catastrofici come gli uragani nel New Jersey e in Florida e quindi avevamo già sperimentato situazioni di chiusura in emergenza delle strutture, la gestione di una repentina interruzione dei flussi di cassa e delle utenze. Mi ricordo anche il clima di paura e panico in seguito all’11 settembre oppure le difficoltà che hanno affrontato le nostre strutture in Cile dopo il violento terremoto… ma questa emergenza Covid19 onestamente è stata piuttosto unica e ci ha colpito in maniera più profonda.

Da ogni crisi però nascono opportunità e sono sicuro che in futuro avremo dei club più puliti e organizzati. Ogni struttura ha capito l’importanza di fare previsioni e budget accurati. I gestori stessi hanno oggi un atteggiamento più attento e di ascolto ai propri iscritti… ecco, tutto questo aiuterà il nostro settore ad essere più professionale e reattivo, oltre ad essere forse tutti più cortesi gli uni con gli altri”.