L’ultimo report sul mondo dello sport in Italia, pubblicato dall’Istat, fotografa una realtà in crescita, sul piano quantitativo ma con persistenza di squilibri socio-demografici. Il numero di italiani che praticano sport è aumentato, negli ultimi di due anni, del 2,7%, buona performance se comparata alla crescita 2001-2015: una timida ripresa della pratica sportiva c’è stata nella fascia d’età che va dagli 11 ai 24 anni, mentre la crescita più significativa (59,5% a 65,3%) si è verificata nei bambini di 6-10 anni.

Nel 2014, secondo il rapporto del CONI, 17,7 milioni di italiani dichiaravano di praticare sport contro i 19,6 milioni del 2015, con una crescita, in percentuale sulla società italiana, dal 30% al 33%.

La crescita industriale: non solo servizi

I dati sulle imprese del settore rilevano una crescita, dal 2008 al 2013, nell’ambito dei servizi ma una decrescita nella manifattura e nel commercio: in tale direzione va il protocollo d’intesa tra ANIF e Assosport che mira ad una crescita del settore, sia per quanto riguarda i servizi, sia in ambito commerciale – manifatturiero.

L’ accordo con l’Associazione nazionale di produttori sportivi vuole promuovere l’immagine delle aziende che ne fanno parte attraverso sinergie di co-marketing. Sempre secondo il rapporto ISTAT, la crescita del settore sportivo determina un valore aggiunto di 4,5 miliardi di euro, con rilevante ricaduta sulle casse dello Stato: il Coni ha stimato che ogni punto di percentuale della stessa determinerebbe un risparmio di 80 milioni di euro per lo Stato, proprio per il circolo virtuoso tra stile di vita, salute e attività fisica.

Infine, secondo Eurostat, in Italia, la quota di lavoratori occupati nello sport è dello 0,54%, notevolmente inferiore alla media europea (0,72%): è un dato che segnala la necessità di interventi sul piano contrattuale-normativo da parte del Governo, in linea con l’attività di sensibilizzazione dell’agenda politica promossa da ANIF.

Una crescita a velocità binaria

Anche se, nell’ultimo biennio, si registra una crescita della quota di praticanti sportivi, resta ancora molto elevata la percentuale di sedentari sulla popolazione italiana dai 3 anni in su: 39,9% è un dato allarmante che richiede politiche di welfare e di sensibilizzazione sociale, per promuovere l’attività fisica e lo sviluppo del settore fitness presso le istituzioni politiche e la società civile. ANIF da sempre lavora in questa direzione: venerdì, 1 aprile, si è tenuto il primo incontro con Confindustria Federvarie per parlare di sport nelle sue declinazioni etiche, sociali e istituzionali.

Presso la sede di Milano di Federvarie, ANIF, insieme alle altre associazioni di categoria, tra cui ASSORTOPEDIA (Associazione nazionale aziende ortopediche), ASSOPROM (Associazione italiana produttori e distributori articoli pubblicitari e promozionali), ASSOSPORT (Associazione nazionale produttori articoli sportivi) e A.D.M. – A.REHA (Associazioni imprese ausili per disabilità motorie) parte di Federvarie, ha condiviso best practice e progetti “in cantiere” sul tema dello sport, collegato alla disabilità, riabilitazione, salute, scuola e welfare. Sono state discusse proposte per orientare la crescita dell’attività fisica verso uno sviluppo equilibrato per tutte le categorie sociali.

Il rapporto ISTAT, infatti, rivela una crescita a diverse velocità, rispetto alle variabili di età, genere, cultura, reddito e località geografica. Secondo l’Istat emerge ancora un divario, nella fruizione dell’attività fisica, tra maschi e femmine, divario, tra l’altro, costante per classi di età, ad esclusione dei bimbi dai 3 ai 5 anni dove le femmine superano i maschi. Aumenta il gap tra sedentari e sportivi tra il Sud e il Nord del Paese: nel 2014, il CONI attestava al 35% la quota di persone che praticavano qualche sport al Nord contro il 22% di quella del Mezzogiorno; nel 2015 si passa dal 39% al 23,9%, anche se la quota risale al 26,8% nelle Isole.

L’Istat conclude il rapporto richiamando la necessità di stabilire un circolo virtuoso tra stile di vita, salute e attività fisica.