mercato del fitness

Gli ultimi dati presentati al FIBO 2019 durante il convegno di EuropeActive,European Health and Fitness Forum”, a cura di Deloitte, rappresentano ad oggi la più vasta ricerca sul mercato europeo del fitness e wellness. L’Italia è tra i primi 5 Paesi leader del mercato europeo, per membership, quota di mercato e numero di iscritti ai club. È al 4° posto dopo, nell’ordine, Germania, Inghilterra, Francia e prima della Spagna mentre i Paesi leader per penetrazione di mercato sono Svezia e Olanda. Questo significa che in tali Paesi la percentuale di persone attive sul totale della popolazione è estremamente alta se commisurata a quella di Paesi come l’Italia e la Francia: la Svezia guida la classifica con il 21,6% di penetrazione di mercato rispetto al circa 9% dell’Italia,più vicino al dato della Francia.

Italia: un mercato frammentato

La differenza tra il mercato italiano e quello francese e del resto d’Europa sta nel ruolo delle catene e dei low cost: se le revenue di Francia (2.556 milioni) e Germania (5.330 milioni) sono trainate dalle catene in franchising e dai low cost, in Italia i principali gruppi di mercato come Virgin e McFit hanno il 3% di mercato, come numero di club e il 9% come quota di mercato. E tutto il resto? È un mercato abitato da tante piccole e medio-grandi palestre e centri sportivi di proprietà interamente italiana, un unicuum del nostro Paese che va in controtendenza rispetto al mercato dominante.

Se infatti guardiamo al mercato del fitness europeo che si conferma il primo mercato al mondo per revenue e numero di iscritti ai club, scopriamo un trend dilagante: a macchia d’olio, le grandi catene, trainate dalle low cost, hanno aumentato dal 2017 al 2018 il numero di iscritti di 1,5 milioni, un + 11,2%, raggiungendo 15,4 milioni di iscritti, se raggruppate tutte insieme. In pratica le loro quote di mercato sono aumentate vertiginosamente e anche le loro revenue: i primi 10 top operatori del mercato del fitness europeo, in termini di revenue, contengono 5 low cost, McFIT GLOBAL GROUP, Basic-Fit, PureGym, Fitness World and Clever fit.

Margine di crescita attuale e futuro

In Italia operano, secondo il report di EuropeActive e Deloitte, 7.700 club che ospitano 5,46 milioni di membri. Su una percentuale di popolazione attiva del 28% gli iscritti ai club sono il 9%, percentuale che sale al 10,5% in riferimento alla stessa popolazione al di sopra dei 15 anni. In media, ogni club ha circa 709 iscritti, un dato relativamente basso che rispecchia la bassa concentrazione del mercato italiano del fitness. Questa cifra bassa è dovuta al numero elevato di club più piccoli, di proprietà indipendente, dai quali il mercato italiano è caratterizzato e da unapercentuale relativamente bassa di operatori di catena e club in franchising.
Questo evidenzia nel mercato italiano un margine di crescita più ampio in termini di iscritti ai club se si considera la percentuale attuale rispetto alla popolazione fisicamente attiva.

Nei fatti però a questo panorama di poco più di 7.000 club registrati da EA e Deloitte sfugge il vasto mondo dei 12.000 impianti sportivi polivalenti in cui si pratica anche il fitness che, insieme alle altre associazioni e società sportive dilettantistiche dove si pratica l’esercizio fisico, dalla ginnastica a corpo libero finalizzata anche alla salute alle tante altre attività indoor e outdoor si arriva a contare circa 70.000 tra società e associazioni sportive dilettantistiche presenti nel Registro CONI. 

È necessario però sottolineare come il primo obiettivo da porsi di fronte ad un crescente tasso di obesità anche nel nostro Paese è quello di aumentare il numero di persone attive, un risultato che vede il coinvolgimento anche dei club, insieme alle politiche istituzionali che incoraggerebbero la crescita del settore a beneficio dell’economia del Paese e della salute dei cittadini.

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