sport sociale

Lo sport è importante perché la maggior parte dei ragazzini di oggi non è abituata a lottare. Lo sport insegna a vincere, a perdere, dà passione, crea aggregazione, comunità, gruppo. E noi maestri spesso dobbiamo fare anche da padri. La maggior parte non riesce a raggiungere il diploma e vive con il mito dei soldi facili.

Il nostro portavoce morale, oggi, della rubrica #comecambialoSport è Gianni Maddaloni, un nome dalle sonorità partenopee che si definisce il “sacerdote” dello sport. Difficile essere un’autorità laddove questa parola ha un suono quasi minaccioso ed ha perso la sua credibilità: a Napoli, nel quartiere Scampia Gianni Maddaloni ha costruito un’oasi di sport e legalità con la Star Judo Clubo, la palestra che funziona come incubatrice di campioni sottratti alla criminalità.

Perché lo abbiamo scelto?

La Star Judo Club, diciamolo subito, non è una casa famiglia, è un’eccellenza del judo mondiale che ha compiuto un miracolo prettamente sportivo, sotto gli occhi di tutti: forgiare campioni spesso significa recuperare situazioni sociali degradate e al confine con la criminalità, strapparli alla strada e meritarsi la medaglia di eccellenza nel sociale, con la S maiuscola. Quello che accade a Scampia con Maddaloni, nel Judo, succede anche nelle favelas di Rio che esportano campioni, dalla marginalità al Calcio. Scampia ha così vinto a livello giovanile due ori, un argento e un bronzo.

Gianni Maddaloni però si merita più di una medaglia ma di entrare nella storia stessa di Napoli e dello sport da eroe, un po’ di più di un campione, sì, perché lo fa senza i finanziamenti stellari delle major del calcio ma promuovendo ovunque il suo progetto, sensibilizzando le istituzioni e cercando di sopravvivere per permettere a figli di detenuti e boss di non pagare anche la minima retta della sua palestra. Perché lo fa? È semplice: l’alternativa è rispedire questi ragazzi in strada e Gianni non se la sente, per lui la strada è un virus da fermare perché chiudere anche una sola porta potrebbe significare perderli.

Ecco perché: sensibilizzazione, promozione della cultura sportiva, i valori in cui crediamo e anche noi, senza accenti eroici, ci impegniamo a promuovere presso le istituzioni.

Perché Gianni Maddaloni lotta costantemente contro il tempo per strappare vantaggio alla criminalità in una singolare partita a colpi di judo, da eroe buono e lo fa con l’arma sociale dello sport.

Perché il Judo?

Esempio di combattimento leale, il judo a Scampia incanala la rabbia e l’aggressività dei ragazzi di strada, trasformandola in energia e sfida positiva. Lo sport insegna disciplina, rispetto delle regole, rispetto degli altri e di se stessi, un vero e proprio miracolo giornaliero.

Lo Sport ovunque, anche nelle scuole

A Scampia, nella palestra di Gianni Maddaloni “figli di poliziotti e di detenuti stanno tutti insieme. Senza pregiudizi, senza paure. Il male non è nei giovani, ma tutto nostro, delle famiglie” – dichiara “o maè”, come è noto nella sua terra. Inoltre la palestra accoglie anche disabili e non vedenti. Lo sport dunque funziona! Si sostituisce spesso alle famiglie come agenzia di trasmissione di valori e alle istituzioni come integrazione e recupero di una normalità quotidiana.

Quindi è necessario che la scuola sia il primo luogo dove praticarlo.

 

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