formazione internazionale istruttori
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Ormai il messaggio è chiaro: il mondo non sarà più quello di una volta!
Le dinamiche comportamentali, lavorative e sociali stanno subendo trasformazioni profonde e dobbiamo accettarlo, imparando a convivere con queste nuove procedure ed essere pronti alle sfide che ci attendono.

Abbiamo incontrato oggi Julian Berriman, Direttore del Comitato degli Standard Professionali di EuropeActive e gli abbiamo rivolto qualche domanda per capire come sta cambiando anche il mondo della formazione tecnica

Julian è inoltre anche a capo del progetto EREPS e coordina quindi tutti gli Education Provider (scuole e società di formazione tecnica professionale) nei vari Paesi.

 

Questa emergenza ha portato al blocco totale in quasi tutti i Paesi europei (e anche in gran parte del mondo). Di conseguenza, anche i club e i trainer sono stati costretti ad adottare nuove e/o diverse strategie sia per mantenere i contatti con i loro iscritti che per continuare a tenerli attivi, cosa ne pensi?

Penso che sia stato un momento estremamente difficile sia per i club che per i trainer e altrettanto complicato è mantenere vivi i contatti a distanza. Si sono dovuti adeguare alle circostanze e trovare alternative, appoggiandosi agli strumenti digitali. Molti di loro hanno velocemente dimostrato un’ottima dimestichezza con le tecnologie e ne hanno saputo cogliere i benefici. In questo senso, la pandemia del Covid-19 ha accelerato il processo di digitalizzazione del settore del fitness. Alla fine di questa emergenza, vedremo come il settore riuscirà ad adeguarsi e sopravvivere.

 

Secondo te, quali sono le migliori soluzioni per gli istruttori di lezioni di gruppo e per i Personal Trainer?

Consiglio di fare riferimento alle direttive nazionali soprattutto per le specifiche tecniche in materia di distanza sociale, misure igieniche, ecc…
In termini di distanza, ad esempio, ci sono direttive differenti da Paese a Paese, ma in linea generale sembra essere necessaria sempre una distanza fisica di almeno 2 metri tra le persone. In Grecia ad esempio è stato stabilito uno spazio minimo di 15 m² a persona, nella Repubblica Ceca invece di 10m² – ma la risposta più corretta è quella di seguire la guida nazionale.

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Molte scuole di formazione stanno offrendo formazione gratuita online in questo momento, come consideri questa decisione a breve e lungo termine?

Credo che in questo periodo, e nel prossimo futuro, dovremmo supportare il più possibile formatori e istruttori. Molti di loro stanno sfruttando proprio questo periodo di inattività per seguire corsi di formazioni e di specializzazione o approfondimento per essere ancora più preparati nel prossimo futuro. E questo è certamente una nota positiva per il settore. L’unica preoccupazione da sollevare è sulla qualità dell’istruzione gratuita (o a pagamento!) che viene erogata, vale a dire che bisogna sempre accertarsi della validità della scuola formatrice… magari verificando che sia accreditata da EuropeActive.
In futuro faremo poi tutto il possibile, in qualità di organismo di accreditamento, per garantire la qualità di tutte le informazioni fornite dagli education provider nazionali. Direi anche che l’adesione all’EREPS, in virtù della loro qualifica ed esperienza, sarà un criterio importante in fase di valutazione di un corso, per distinguerne l’effettiva validità.

 

In questi giorni è molto facile trovare allenamenti gratuiti su diverse piattaforme o social network, ma come può un trainer mantenere una lezione di alto livello sul digitale?

Molti trainer stanno svolgendo workout online. La qualità viene indubbiamente mantenuta alta dai trainer che hanno alle spalle una formazione professionale e qualificata (meglio se certificata da Scuole accreditate EREPS). EuropeActive sta attualmente valutando l’aggiunta di ulteriori criteri di formazione da aggiungere agli attuali standard PT che focalizzino proprio sull’allenamento online in modo che la qualità anche in questo settore abbia un riferimento europeo.

 

Dobbiamo prendere in considerazione grandi cambiamenti in futuro (a tutti i livelli e in tutti i mercati), come vedi il futuro per le scuole di formazione?

Il fatto che molti education provider siano stati costretti, da questa emergenza, a digitalizzare la loro formazione, ha senza dubbio degli aspetti positivi. Tutor e studenti hanno acquisito maggiore familiarità con le tecnologie. Gli stessi Trainer hanno sperimentato alcuni aspetti positivi dell’ambiente digitale sia in termini di interazione che di coinvolgimento degli studenti stessi e hanno deciso che inseriranno dei moduli online nei loro percorsi formativi. Quindi credo che sarà sempre più probabile che nel futuro ci sarà un approccio misto alla formazione che coniughi sessioni “faccia a faccia” e sessioni online. Il punto chiave sarà mantenere alta la qualità della formazione indipendentemente dalla modalità di erogazione del servizio, motivo per cui EuropeActive sta attualmente cercando di elaborare una guida completa per quanto riguarda i requisiti di qualsiasi apprendimento online in termini di contenuto, esperienza degli studenti e supporto. Questa guida si affiancherà alle attuali condizioni di accreditamento degli education provider.

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