registro coni

Dove eravamo rimasti? I temi in agenda a settembre.

Ultimi step legislativi ed appuntamenti ANIF a questi inerenti.

  • Approvazione legge n.205 del 27 dicembre 2017.

  • Abrogazione della legge n. 205 ad opera del Decreto Dignità, il 13 luglio 2018.

  • Approvazione della Riforma dello Sport del 6 agosto 2019.

  • 4° riunione ANIF in settembre con il Dipartimento dello sport per mettere a disposizione il nostro contributo d’esperienza, rimandata per cambiamento interlocutori.

  • Richiesta di nuova riunione con il nuovo Ministero dello sport per portare avanti il discorso di una legge quadro sulla gestione dei centri sportivi italiani.

L’agosto bollente della politica italiana ha sollevato, come era ovvio, alcuni interrogativi anche sulla questione Sport: in una fase in cui cambiano gli interlocutori istituzionali anche il sistema sportivo italiano sta a guardare perché, pur essendo l’ordinamento sportivo in Italia autonomo è di fatto soggetto a regolamentazione, controllo e potere da parte dello Stato di sindacare il suo operato attraverso gli organi giurisdizionali.

Un tema che le società e associazioni sportive italiane conoscono bene, dato le continue operazioni di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria, Ispettorato del lavoro e Inps che interpretano in modo spesso discordante la normativa in materia di Sport. Nel 2018 – 2019 vi sono stati alcuni cambiamenti che impatteranno in questo 2019 – 2020 in merito a legislazione, fiscalità e regolamenti sportivi. Quali?

Ci occupiamo di questo: sport e esercizio fisico per tutti, compresi adulti e anziani.

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Rapporti di lavoro e Riforma dello sport

La Riforma dello sport, approvata il 6 agosto 2019, in via definitiva al Senato, rappresenta un ulteriore passo avanti per superare la nebulosità del settore a favore di una legislazione “di sistema” che “metta a tacere” le derive particolaristiche, se non ideologiche, dei vari Enti di controllo.

Questa Riforma si pone come una soluzione di svolta che dovrebbe, attraverso i decreti attuativi da parte del Governo, colmare il vuoto normativo sulla disciplina di settore e in particolare sull’inquadramento lavorativo dei collaboratori sportivi, che la legge 205 del 27/12/2017 voluta da ANIF e portata all’attuazione dal precedente Governo aveva riempito, con la definizione ex lege della natura del rapporto lavorativo nelle società e associazioni sportive: contratto di collaborazione sportiva.

La sua abrogazione, ad opera del Decreto Dignità del Governo Conte, ha nuovamente lasciato scoperta una questione che preoccupa moltissimo le SSD e ASD, essendo la tipologia del rapporto di lavoro al centro delle controversie degli Organi di Controllo.

La crisi che ha investito il Governo lascia ancora aperte le modalità con cui i decreti attuativi risolveranno la situazione.

ANIF ha intavolato un dialogo serrato con le figure istituzionali che può rappresentare uno dei pochi elementi di continuità: l’Associazione è infatti un punto di riferimento per il settore che si contraddistingue per la coerenza di obiettivi per le conquiste necessarie per lo sport dilettantistico, nel solo interesse della sua base a prescindere dalle ondate politiche.

ANIF, prima, durante e dopo questo mese turbolento per la politica italiana non ha mai smesso di tenere aperta una finestra sullo sport italiano serrando l’attenzione degli alterni interlocutori politici sullo Sport.

Ci occupiamo di avviamento allo sport, agonistico e amatoriale, per bambini e ragazzi.

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Riconoscimento dei benefici fiscali 2.0

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.18/E del 1/08/2018 ha reso chiaro che l’iscrizione al Registro CONI  2.0, uno dei più divampanti cambiamenti nell’operatività della gestione di una asd o ssd per, è un passaggio fondamentale per il riconoscimento dell’attività sportiva dilettantistica delle associazioni e società, essendo il CONI unico ente certificatore dell’attività sportiva dilettantistica (D.L. 136/2004).

Il Registro CONI 2.0 istituito con le delibere del 1 gennaio 2018, è diventato il terreno più trasparente e funzionale, sempre secondo la Circolare, alle verifiche di quegli adempimenti formali e sostanziali che consentono alle ASD e SSD di usufruire delle agevolazioni fiscali.

Le nuove regole di inserimento nel Registro sono state diramate dagli Enti di promozione sportiva ai quali il CONI ha affidato il compito dell’inserimento delle rispettive società e associazioni affiliate. La compilazione adeguata può avvenire solo con un ruolo attivo però delle ASD e SSD che devono fornire agli EPS i dati corretti che sono estremamente importanti perché sono, di fatto, una notifica all’Agenzia delle Entrate del corretto svolgimento dell’attività sportiva dilettantistica che, come ha chiarito anche la suddetta Circolare, deve comprendere le discipline sportive riconosciute dal CONI.

Ci occupiamo di sport ed esercizio fisico per la salute di persone di ogni età.

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Insomma, il Registro CONI 2.0, se ben utilizzato, rappresenta uno strumento trasparente per certificare nel modo più inequivocabile possibile l’appartenenza al sistema dilettantistico. Importante, quindi, diventa sempre più il rapporto di affiliazione con il proprio Ente di promozione sportiva che deve essere improntato ad uno scambio sempre più costruttivo.

In questo periodo di vuoto normativo i controlli sulle attività sportive di associazioni e società potrebbero comportare, come è accaduto con la sentenza 21535 del 21 agosto 2019 da parte della Cassazione su una struttura sportiva di Genova, la messa in discussione della natura stessa dell’attività dilettantistica.

Ci occupiamo di avviare fin da piccoli i ragazzi all’agonismo sportivo.

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Ecco perché adesso più che mai è necessario stringere i tempi su una normativa che tuteli le associazioni e società sportive “per la natura sociale e quali strumento di miglioramento della qualità della vita, mezzo di educazione e di sviluppo sociale” come recita la stessa nuova Riforma dello sport portata all’approvazione.

Negli intenti dichiarati dalla Riforma c’è anche l’individuazione di una “nuova disciplina del rapporto di lavoro sportivo e in particolare la figura del lavoratore sportivo” un problema su cui, prima dell’approvazione definitiva della Riforma, ANIF ha battuto più e più volte sui tavoli dei decisori istituzionali e che, se costantemente messo in luce dall’associazione, continuerà ad essere al centro della legislazione del Governo.