“finalmente è operativa la realtà che farà crescere il settore”
BOLOGNA 21 febbraio 2014

I 150 gestori/titolari di centri sportivi presenti al Convegno ANIF organizzato nell’ambito del prestigioso evento fieristico FORUM CLUB di Bologna, hanno tirato un profondo sospiro di sollievo al termine della seguitissima relazione del Presidente Giampaolo Duregon.
Duregon nel fare il punto della situazione politico-organizzativa dell’Ente, ha fornito ampie assicurazioni circa gli esiti della preoccupante e capillare azione degli Organi di Controllo intrapresa nel corso del 2013 dall’INPS riguardo i contratti di lavoro vigenti nel mondo dello sport dilettantistico. Ovvero i “compensi sportivi” percepiti dai tecnici, allenatori, cui all’art.67 del TUIR che rientrano nei cosiddetti “redditi diversi” per i quali non si configura l’assoggettamento a contribuzione previdenziale.
Secondo l’Ente previdenziale il tecnico sportivo, per le cognizioni di cui dispone, deve configurarsi come lavoratore autonomo professionista soprattutto laddove tale attività viene svolta in presenza di più committenze.
In verità, in assenza di un “albo dei professionisti sportivi”, tale rapporto di lavoro può essere definito solo sulla base del ruolo che l’AS/SSD intende coprire e dalla sottoscrizione del relativo contratto in base al quale il collaboratore si impegna a svolgerlo al di fuori di un rapporto dirigistico, con orario concordato con altri colleghi, a tempo determinato, senza vincoli di orario.
Occorre d’altra parte anche tener presente che le AS/SSD svolgono la loro attività all’interno del sistema CONI e quindi anche per l’inquadramento degli addetti che vi operano non si può prescindere dall’Ordinamento Sportivo. La legge sul professionismo sportivo (Legge 91  23 marzo 1981) definisce chiaramente il campo di applicazione del cosiddetto “professionismo sportivo”. Precisiamo a tal proposito che le Federazioni che prevedono il professionismo sono soltanto 6:

  • Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC)
  • Federazione Italiana Pallacanestro (FIP)
  • Federazione Ciclistica Italiana (FCI)
  • Federazione Italiana Golf (FIG)
  • Federazione Pugilistica Italiana (FPI)
  • Federazione Motociclistica Italiana (FMI) 

le attività svolte con le altre Federazioni ( ed anche parzialmente nella base di alcune delle sei Federazioni professionistiche ) sono pertanto dilettantistiche.
Purtroppo, precisa Duregon, la tesi dell’INPS è stata condivisa anche da diversi “autorevoli” professionisti del settore (commercialisti ed avvocati — pochi per fortuna– ) che invece di approfondire e studiare il complesso ed articolato quadro normativo di riferimento del settore sport, preferiscono ( e non riusciamo a capire perché ) allinearsi agli orientamenti che di volta in volta assumono gli Organi di Controllo nei confronti dei rapporti di lavoro esistenti nel mondo dello sport dilettantistico, forzando la normativa ai fini contributivi anche nei confronti di coloro che operano nel pieno rispetto della Legge.
Duregon, nel corso del suo appassionato intervento, rassicurando l’Assemblea sull’inconsistenza delle tesi sostenute dall’INPS sulla base dei fatti (e non di parole) che ha realizzato attraverso il suo tempestivo intervento presso la Direzione Generale del Ministero del Lavoro e presso la Direzione Generale dell’INPS, fa presente che le Istituzioni hanno accolto, al termine di un lungo ed impegnativo confronto, le istanze portate avanti con la collaborazione del Direttore Gianfranco Mazzia ed il prezioso contributo fornito sul piano legale e lavoristico dall’avv. Alberto Succi.
Malgrado quindi il deleterio terrorismo seminato nell’ambiente da organismi e da professionisti, l’azione degli Organi di Controllo su questo terreno è stata bloccata. ANIF ha solo chiesto che venissero rispettate le normative di settore ed ha trovato attenzione e sensibilità da parte dei vertici sia del Ministero del lavoro che dell’INPS.
Purtroppo, si rammarica il Presidente, che anche in questa importante occasione si è trovato solo a combattere tale battaglia, i soggetti di cui sopra e coloro che da sempre remano contro l’azione di ANIF, non solo non hanno appoggiato la sua linea politica, ma trincerandosi dietro il solito slogan “lo avevamo detto noi!” avallano teoremi che fortunatamente anche le Istituzioni riconoscono privi di consistenza giuridica.
Ma l’impegno politico di ANIF, prosegue Duregon, negli ultimi tempi non si è limitato ad affrontare le problematiche del lavoro. Anche sul fronte dell’IMU infatti il Presidente è riuscito a mettere a segno un altro importante risultato.
Il Decreto Legge “Grilli” del 2012 prevede l’esenzione IMU per i locali in cui si svolge esclusivamente l’attività sportiva dilettantistica. I locali adibiti a scopi commerciali (bar, terme, ecc.) devono, pertanto, risultare distinti catastalmente.
Il Presidente si è mosso con i suoi esperti presso la Direzione Generale del Ministero delle Finanze e presso la direzione dell’Agenzia del Territorio per le rispettive competenze e per i necessari chiarimenti riguardo l’applicazione della norma.
Dopo una lunga trattativa i lavori si sono conclusi con una Circolare (verrà emanata in questi giorni) in cui vengono definite due categorie catastali: D6 “fabbricati e locali per esercizi sportivi” (palestre, piscine, spogliatoi,ecc.) e D8 “locali per impianti commerciali”. Questo importante passo avanti riguardo l’esenzione IMU, attraverso il decreto Grilli e la circolare esplicativa, per i locali adibiti alle attività sportive svolte da tutti gli enti sportivi dilettantistici comprese le SSD (non solo le ASD esenti fin dagli anni 80) è stato possibile grazie all’importante e preziosa consulenza dell’avv. Succi ed alla disponibilità a risolvere il problema, sia del Ministero delle Finanze che dell’Agenzia del Territorio.
Duregon conclude il suo intervento con un accorato appello affinché ogni socio sostenga questa importante azione di ANIF attraverso la difesa convinta della linea e dei risultati che via via l’ente realizzerà lungo la sua strada, operando correttamente, nel rispetto del suo codice etico  e prendendo soprattutto le distanze da tutti coloro, anche da quelli più “autorevoli”, che si muovono in senso contrario.
I lavori sono proseguiti quindi con gli interventi di Massimo Cicognani, AD “Movimento per la Salute srl” sullo stato di avanzamento dell’importantissimo progetto progetto che porterà benefici alla salute pubblica e lavoro ai centri sportivi; ad oggi nei soli Club pilota si sono iscritti con l’indicazione del medico di famiglia, più di cento persone  in quattro centri in due mesi. Alberto Succi esperto di Diritto Sportivo e Societario che ha puntualmente parlato degli aspetti tecnico-giuridici degli  argomenti trattati dal Presidente sul piano politico. Edoardo Cognonato, che da esperto di marketing relazionale, ha parlato dell’importanza  delle relazioni umane nella fidelizzazione dei frequentatori degli impianti sportivi ed ha dato una sferzata di ottimismo imprenditoriale a tutti.

I soci ANIF in regola con l’affiliazione possono consultare nella parte del sito riservata, la Circolare interna del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali su “Società ed associazioni sportive dilettantistiche – vigilanza – indicazioni operative” del 21 febbraio 2014 e la lettera del Presidente Giampaolo Duregon al Ministro del Lavoro Enrico Giovannini sulle problematiche connesse alle ispezioni INPS.

 

Roma, 25 febbraio 2014

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