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“Manca l’ultimo miglio” e la legge di riforma dello sport dilettantistico può esserne lo strumento di percorrenza. Nerio Alessandri, al convegno ANIF, “Una riforma per lo sport dilettantistico“, del 1 giugno, al Rimini Wellness, interviene come relatore appassionato, massimo esperto e imprenditore illuminato del fitness e come socio fondatore di ANIF- Eurowellness. Due anime e due passioni che coabitano nell’uomo che ha esportato il wellness nel mondo e ha dato cittadinanza al wellness in Italia: al convegno a Rimini ha confermato la sua volontà di portare avanti il suo impegno nel settore sport dilettantistico facendo in modo che la legge , tramite ANIF e l’On. Daniela Sbrollini, sia un ponte per realizzare la visione di un’Italia che cresce.

I Millennials stanno arrivando e stanno prendendo il posto di noi baby boomers

Questo cambiamento sta avvenendo adesso, non tra 20 anni ma tra 6 mesi, 12 mesi, continua Nerio Alessandri, presidente di Wellness Foundation ed è necessario misurarsi con questa nuova realtà che domani sarà già vecchia perchè è in continua evoluzione. Nerio Alessandri fa riferimento alla 4° rivoluzione industriale, la rivoluzione digitale che è il contesto entro cui è necessario imparare a muoversi. Sono cambiate le esigenze e i desideri dei consumatori, i millennials ed è ora di andargli incontro. Come e quale ruolo giocherebbe la legge di riforma dello sport dilettantistico?

Il mercato, i Millennials, la legge

Tre realtà contigue ma molto diverse, eppure con un unico obiettivo ed è il fine comune che secondo Nerio Alessandri giustifica la legge di riforma dello sport dilettantistico che vuole dare nuova dignità aziendale ad alcune realtà sportive che, strette tra la possibilità di fare impresa e quella di restare in un no profit che non le rappresenta più, finiscono per essere perseguite dall’amministrazione pubblica e dal fisco, solo perchè gli manca uno statuto che le tuteli. Il numero di queste realtà, secondo le nostre indagini ANIF, vanno dalle 12.000 alle 15.000 strutture.

Una tutela che permetterebbe di continuare a competere in modo leale su un mercato che cambia molto velocemente a partire dai suoi confini. Nerio Alessandri parla di rivoluzione del concetto di market space: il mercato non ha più dimensioni territoriali e come tale non serve una legge che difenda la fetta di mercato di ognuno. Ciò che mio e ciò che è tuo sono concetti obsoleti nell’epoca della digitalizzazione e dell’empowerment del cliente di un centro sportivo che è, prima di tutto una persona, costantemente connessa che può scegliere di fare fitness a casa come a lavoro come in palestra. Ecco che la concorrenza non è più la difesa di uno “spazio” perchè il cliente che si allena tra le mura domestiche non può certo essere considerato un concorrente ma un’opportunità che si gioca nella valorizzazione del suo tempo libero. La sharing economy tende ad abbattere i confini tra cliente e fornitore.

Ecco che deve cambiare il modello culturale della palestra e del centro sportivo: un modello che segua le persone 24 ore su 24 e non più solo all’interno del centro sportivo attraverso canali di connessione e socializzazione, il modello della sharing economy. Ed in questo sistema anche lo sconto, il free pass hanno i minuti contati per il fondatore della più grande azienda del wellness nel mondo. Lo sconto sul prezzo d’iscrizione è una filosofia miope e a breve termine: bisogna trovare un modello di coinvolgimento che vada oltre e crei valore per la persona H24.

La domanda, dunque, è: come si fa ad affermare un nuovo modello culturale se prima non cambia la cultura nazionale? Ed è qui che, secondo Nerio, subentra la legge di riforma per lo sport dilettantistico, nel promuovere l’adozione di stili di vita corretti che è appunto l’obiettivo comune di tutti: mercato, cittadini e politica. La legge dunque come leva del cambiamento culturale per gettare le basi di un’esigenza di benessere che abbracci in modo olistico la totalità della vita del cittadino.

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fibo 2017

Il Fibo 2017 si è concluso lasciando dietro di sè molta incertezza per il futuro del fitness, una cosa che potremmo definire sana entropia perchè l’industria del fitness è al suo giro di boa: si apre una nuova stagione che per il fitness potremmo definire 4.0 perchè il consumatore è cambiato per sempre e il centro sportivo deve adeguarsi.

Durante la convention che ha preceduto il FIBO, la European Health & Fitness Forum, EHFF, sono emersi nuovi trend che mettono principalmente al centro il consumatore, inteso a 360°, non solo il frequentatore di palestra o centro fitness ma anche un atleta, costante, saltuario o agonista che sia, che svolge attività fisica in diversi luoghi, contesti, tra cui anche ma non solo il centro sportivo.

Dall’altro lato il convegno ha posto il focus sull’istruttore e sull’importanza di fare da filtro di competenza delle esperienze fitness del cliente. Il FIBO ha sviluppato proprio questa tendenza creando, per la prima volta una fiera nella fiera: la FIBO European Training Convention, realizzata grazie al supporto di EuropeActive.

Che cos’è la FIBO European Training Convention?

Si tratta di fiera interamente dedicata al mondo degli istruttori, una delle più grandi novità al FIBO 2017 è stata la riscoperta del capitale umano, in quanto solo un rapporto umano fidelizzato con il proprio trainer può erodere mercato alle catene di centri fitness low cost che stanno ridefinendo il mercato del fitness e la sensibilità al prezzo del potenziale cliente.

Ecco perchè alla EHFF si è parlato di cliente core e di quanto questo sia un cliente molto meno sensibile al prezzo e più sensibile all’offerta di servizi premium che spesso vengono dati per scontati. Da qui subentra l’importanza della segmentazione del mercato e di rivolgersi a un target di persone che cercano valore nel fitness: questi clienti, denominati core, sono più fedeli e hanno un cliclo di vita più lungo e a maggior valore di spesa.

Ma la domanda è: come attrarli?

Con trainer competenti e motivati: EuropeActive e il FIBO stanno spostando sempre più la loro attenzione sugli standard formativi degli istruttori. Il 7 aprile al FIBO è stato sviluppato insieme alla European Training Convention anche il primo Training Provider Forum, una piattaforma di discussione dei temi principali che affrontano i professionisti del fitness, i trainers.

Novità del FIBO 2017

Il FIBO 2017 è stato un grande successo di partecipanti: 170 quelli provenienti dall’Italia, 3.000 gli istruttori e i trainer, 36 le classi di fitness e ben 30 workshop in due giorni. Oltre alla Training Convention grandi novità sono state:

  • la presenza di un padiglione dedicato al social fitness, inteso come tutte quelle strategie social che un centro fitness deve attivare;
  • la conferenza sul digital fitness;
  • i workshop sulla customer experience a 360°.

Sono tutti temi correlati che mettono al centro il consumatore che, una volta entrato in un centro fitness, dovrebbe trovarsi in un ambiente sociale, virtuale e interattivo. Al centro c’è l’esperienza del consumatore che deve essere arricchita dalla sessione fitness in palestra, la possibilità di condividerla attraverso app, monitorarla attraverso fitness tracker, di sperimentare nuove attrezzature con esperienze aumentate in 3d, senza perdere il contatto umano con l’istruttore e la condivisione live delle esperienze con gli altri soci.

Non dimentichiamo infatti che il primo aspetto social dei centri sportivi è la possibilità di aggregazione!