Nel 2018, in Italia, la popolazione attiva è cresciuta, attestandosi al 26% e, secondo i dati di Deloitte Italia, tra i fattori che hanno trainato la crescita vi sono anche le campagne anti sedentarietà che, come Let’s #Beactive, hanno convertito all’attività fisica i pigri d’Italia. Scopri come attrarre nuovi target di persone inattive nel tuo club: lo scorso anno, il 45,2% dei sedentari si sono “convertiti” in iscrizioni. 

Nel 2018 – 2019 vi sono stati alcuni cambiamenti che impatteranno in questo 2019 – 2020 in merito a legislazione, fiscalità e regolamenti sportivi. Quali?

formazione fitness

Tra i key trend più significativi del mercato del fitness in Italia c’è la personalizzazione dell’allenamento, alla base della crescita delle boutique fitness (+ 32 unità nel 2018), scelta sposata anche dai club medium che, cominciano a “pensare” come le boutique, modificando il proprio modello di offerta. Un’offerta sempre più personalizzata richiede anche maggiori livelli di specializzazione formativa per gli istruttori.

L’attenzione di ANIF al lavoro nello sport su un piano giuslavoristico si è estesa anche alla formazione, in linea con le priorità dell’Unione europea che, anche in virtù dei cambiamenti di mercato sopra menzionati, ha messo in atto dei processi che mirano a nuovi sistemi di qualificazione e formazione. Tra questi c’è l’EQF (European Qualification Network), un quadro europeo di qualifiche che vuole uniformare i livelli formativi, nei vari paesi, necessari per ricoprire un ruolo e/o competenza lavorativa.

ANIF ha già anticipato, nel mondo dello sport l’adesione a questo sistema. Dopo la presentazione al Rimini Wellness, il 12 luglio, si riunisce per la prima volta il quartier generale di EREPS, il registro europeo degli istruttori del fitness, che si ispira al sistema EQF. Il percorso intrapreso è stato possibile grazie al lavoro di guida e coordinamento di Angelo Desidera, delegato del Presidente di ANIF, Giampaolo Duregon, in EuropeActive, il responsabile dei progetti di ANIF in Europa.

Che cos’è EREPS

EREPS è un processo indipendente di registrazione di tutti gli istruttori, trainers e insegnanti che lavorano in Europa nel settore dell’esercizio fisico e del fitness. Creato da EuropeActive, permette agli istruttori che oggi non hanno un sistema di riconoscimento univoco, di veder riconosciute le loro qualifiche per lavorare in Italia e in Europa secondo standard predefiniti. Gli standard di EREPS sono sviluppati da EuropeActive attraverso un quadro di qualificazione del settore fitness suddiviso in 8 livelli (SQF), rispettando e ispirandosi pienamente al Quadro europeo di qualificazione (EQF).

L’istruttore, per iscriversi in REPs Italia, così si chiama il registro a livello nazionale, può frequentare scuole di formazione, accreditate da EuropeActive, tra le quali figurano ELAV e ISSA. Scuola e relativo percorso di formazione, in quanto entrambe rispondenti a degli standard, sono sottoposti ad un controllo incrociato di qualità che alza l’asticella del sistema formativo in Italia, se non altro perché lo uniforma a specifiche richieste di competenze lavorative.

EREPS rappresenta dunque una doppia tutela: l’istruttore, a valle di un percorso formativo, spesso, lungo e faticoso, riceve finalmente una qualifica autorevole per lavorare in Italia e in Europa; il frequentatore dei centri sport e fitness, dove lavorano istruttori iscritti nel Registro, migliorerà il suo allenamento e avrà risultati veloci e sicuri. La garanzia del risultato, nel raggiungere un obiettivo, aumenterà la motivazione della persona a tornare nel club.

Alla prima riunione di venerdì 13 luglio, per dare piena attuazione al progetto, saranno presenti i partner che hanno firmato a Rimini il protocollo di adesione per lo sviluppo di REPs Italia: Giampaolo Duregon, presidente ANIF Eurowellness, Julian Berriman, direttore del comitato degli standard formativi presso EuropeActive, Michele Marchetti, Direttore generale CSI, Enrico Guerra, Direttore Ricerca e Sviluppo ELAV, Adriano Borelli, presidente ISSA Europe e Francesco Bertiato, Wellness Institute manager.

Lo scopo di EuropeActive e di ANIF è di promuovere lo sviluppo e migliorare la qualità dell’istruzione e della formazione per il sistema del fitness, di chi vi lavora e di chi lo pratica.

lazio youth card

We GIL, l’ex GIL restituito ai cittadini romani grazie alla Regione Lazio, il 13 giugno, è stato teatro della conferenza stampa, voluta dal Presidente Nicola Zingaretti, di lancio del pacchetto turistico e tempo libero della Lazio Youth Card, la nuova carta giovani della Regione Lazio, dedicata ai giovani tra i 14 e i 30 anni.

ANIF come partner del settore sport, ancora in fase di sviluppo della carta, era presente tra il pubblico a testimoniare la sua completa adesione ad un’iniziativa che prevede sconti, omaggi e tutta una serie di vantaggi per promuovere cultura, viaggi e sport tra i giovani. Non potevamo mancare ad un progetto fatto dai giovani, il giovanissimo Lorenzo Sciarretta che ha moderato l’evento ne è il promotore, per i giovani, un target ancora in parte pericolosamente escluso dalla fruizione dello sport. I

n particolare i dati più preoccupanti sono quelli relativi all’abbandono da parte dei ragazzi dell’attività fisica in età adulta e quel 45% delle ragazze tra i 15 e i 24 anni che non pratica sport (dati Eurobarometro 2017).

Anche se la situazione sta migliorando, con una forte crescita nel 2018, in cui la popolazione attiva ha raggiunto il 26% della popolazione, noi di ANIF continuiamo a sensibilizzare sul tema dell’attività fisica a partire dai giovani.

Il Presidente Nicola Zingaretti che non è potuto essere presente al We GiL per un altro impegno, ha avocato a sé la gestione delle politiche giovanili che, come affermato dal suo capo di gabinetto Albino Ruberti, è un tema trasversale a cui Zingaretti tiene davvero tanto. A presentare l’iniziativa, oltre al capo gabinetto, Mauro Alessandri, Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità, e Lorenza Bonaccorsi, Assessore Turismo e Pari Opportunità.

Il principio a cui si ispira la Lazio Youth Card è lo scambio di idee, di saperi, di cultura e valorizzazione di talenti, di cui i giovani hanno bisogno: la card è una app dove chi è tra i 14 e i 30 anni può reperire tutta una serie di agevolazioni grazie alle strutture convenzionate. Ad oggi, l’app conta 18.000 iscritti tra i giovani e la Lazio Youh Card ha stretto già 735 convenzioni in ambito turistico tra cui player nazionali come Alitalia, Best Western, IH Hotels, AVIS-Budget, ostelli AIG, Eurostar Hotel per un totale di 2000 esercenti partner. A questi si sommano teatri, concerti, eventi sportivi come gli Internazionali di tennis ai quali i giovani hanno potuto assistere gratuitamente.

Il progetto di diffusione della cultura tra i giovani si inserisce in un piano di recupero e valorizzazioni degli spazi che sta portando alla nascita di molti ostelli nella capitale: uno spazio simbolo tra tutti è il Castello di Santa Severa, oggetto di un grande recupero da parte della Regione che sabato 15 giugno è stato il vero teatro di lancio ufficiale dell’iniziativa. Si è tenuto infatti un evento per i giovani per una giornata di musica, street food, sport. Tra i personaggi ospiti che incontreranno i ragazzi all’evento il campione romano di surf Alessandro Marcianò e Marco Rissa chitarrista e fondatore dei Thegiornalisti.

ANIF invita i centri sportivi affiliati ad aderire all’iniziativa ed aprire le porte degli impianti ad un target, quello dei millennial, sempre più padrone della scena che non può essere lasciato indietro dalle politiche di marketing. Potreste anche voi entrare a far parte dei 2.000 esercenti che, riservando sconti e convenzioni ai giovani, hanno un canale di visibilità privilegiata nell’app Lazio Youth Card.

L’app che dopo soli 6 mesi conta già 18.000 iscritti sarà oggetto, inoltre, in diverse occasioni di campagne comunicazione dedicate ed eventi come quello di sabato 15 giugno al Castello di Santa Severa.

Per informazioni e contatti:
ANIF Eurowellness:
e – mail: marketing@anifeurowellness.it
tel: 06 61522722

LazioCrea
e-mail: lazioyouthcard@laziocrea.it
tel: 06/51681647 – 1721-1803 – 1784

mercato fitness

Come si stanno riorganizzando i centri fitness rispetto alle scelte di consumo della popolazione fitness: è quanto emerge dall’analisi dei trend di mercato in Italia di Deloitte, in collaborazione con EuropeActive che Tommaso Nastasi, Partner di Deloitte Financial Advisory e del Value Creation Services in Italia, ha mostrato e commentato alla Convention di EuropeActive del 30 maggio al Rimini Wellness. Con il titolo “Experience the Power of Innovation” la convention, promossa e coordinata anche da ANIF Eurowellness, interlocutrice di EuropeActive per l’Italia come Associazione che rappresenta i centri sport e fitness, numerosi di questi presenti in sala, si è rivolta a titolari dei club e club manager mirando a fornire concept innovativi nella gestione di un centro fitness.

Italia: un mercato frammentato e polarizzato

Il mercato italiano ha mostrato segnali di crescita in termini di popolazione attiva, numero di club e numero di membri per club negli ultimi anni, raggiungendo 2,3 miliardi di euro nel 2018. Considerando i primi 10 paesi Europei per valore di mercato nel 2018, l’Italia si attesta 4° in termini di dimensione e 5° in termini di crescita percentuale tra il 2016 e il 2018 con un CAGR del +2,0%, dietro Polonia (+8,2%), Svizzera (+2,9%), Germania (+2,7%) e Spagna (+2,7%). La peculiarità del panorama fitness nel Belpaese è la frammentazione del mercato dei club. Esso, infatti, è caratterizzato da un basso livello di penetrazione delle grandi delle catene (come Virgin, David Lloyd ecc.) che si attesta intorno al 21%, mentre nei primi 6 mercati europei in termini dimensionali può raggiungere anche il 44%. Pertanto, il mercato italiano presenta un buon potenziale di crescita per le catene, ad oggi ancora inespresso.

Il processo di trasformazione della domanda e la conseguente segmentazione di mercato da parte dei club, che appare più matura in altri paesi europei, sta investendo anche l’Italia: uno degli effetti di questo fenomeno è la polarizzazione tra offerta premium (rappresentata in Italia dalle boutique) e low cost. In Italia la crescita maggiore ha riguardato infatti queste due tipologie che sono aumentate, rispettivamente, di + 32 e di + 27 unità tra il 2017 e il 2018. Di fronte alla crescita dei low cost, la reazione dei centri fitness generalisti è stata quella di specializzarsi sempre più offrendo una maggiore personalizzazione. Ecco che i club della categoria medium generalisti stanno ridisegnando l’esperienza offerta, assomigliando sempre più a dei premium, pur mantenendo una fascia di prezzo da operatore generalista.

Popolazione attiva: gap da colmare

La popolazione attiva in Italia è aumentata e, nel 2018, ha raggiunto il 26% della popolazione. In particolare questa crescita è trainata da alcune tendenze tra i millennials, come una maggiore attenzione all’apparenza fisica, l’incremento d’uso dei social network e da una più diffusa consapevolezza dei benefici dell’attività fisica sulla salute. Sono infatti aumentate le campagne anti-obesità e quelle per l’adozione di stili di vita corretti. Resta inalterato il proverbiale gap tra le città del Nord e quelle del Sud: chi si allena di più risiede a Milano (28,5%), Trieste (28,1%), Verona (27,8%), concentratati prevalentemente al Nord, con la sola eccezione di Roma che comunque raggiunge il 27,3% contro, ad esempio, il 24,7% di Torino.

Trend di consumo nel fitness

Ecco i key trend più significativi del mercato attuale del fitness in Italia.

  1. La crescita dei low cost ha impattato sull’offerta dell’esperienza fitness, riducendo anche la media delle revenue mensili per iscritto.
  2. Il segmento medium tende a ridisegnare il suo business model verso una maggiore specializzazione: questo crea una polarizzazione dell’offerta low cost- premium.
  3. I 4 trend del fitness sono: group training, interval training, medical fitness e wearable design.
  4. Nuove partnership tra aziende e club.
  5. Cambiamento dei lifestyle behaviour: più attenzione alla salute ma anche più attenzione all’aspetto fisico, da parte dei millennials.
mercato del fitness

Gli ultimi dati presentati al FIBO 2019 durante il convegno di EuropeActive,European Health and Fitness Forum”, a cura di Deloitte, rappresentano ad oggi la più vasta ricerca sul mercato europeo del fitness e wellness. L’Italia è tra i primi 5 Paesi leader del mercato europeo, per membership, quota di mercato e numero di iscritti ai club. È al 4° posto dopo, nell’ordine, Germania, Inghilterra, Francia e prima della Spagna mentre i Paesi leader per penetrazione di mercato sono Svezia e Olanda. Questo significa che in tali Paesi la percentuale di persone attive sul totale della popolazione è estremamente alta se commisurata a quella di Paesi come l’Italia e la Francia: la Svezia guida la classifica con il 21,6% di penetrazione di mercato rispetto al circa 9% dell’Italia,più vicino al dato della Francia.

Italia: un mercato frammentato

La differenza tra il mercato italiano e quello francese e del resto d’Europa sta nel ruolo delle catene e dei low cost: se le revenue di Francia (2.556 milioni) e Germania (5.330 milioni) sono trainate dalle catene in franchising e dai low cost, in Italia i principali gruppi di mercato come Virgin e McFit hanno il 3% di mercato, come numero di club e il 9% come quota di mercato. E tutto il resto? È un mercato abitato da tante piccole e medio-grandi palestre e centri sportivi di proprietà interamente italiana, un unicuum del nostro Paese che va in controtendenza rispetto al mercato dominante.

Se infatti guardiamo al mercato del fitness europeo che si conferma il primo mercato al mondo per revenue e numero di iscritti ai club, scopriamo un trend dilagante: a macchia d’olio, le grandi catene, trainate dalle low cost, hanno aumentato dal 2017 al 2018 il numero di iscritti di 1,5 milioni, un + 11,2%, raggiungendo 15,4 milioni di iscritti, se raggruppate tutte insieme. In pratica le loro quote di mercato sono aumentate vertiginosamente e anche le loro revenue: i primi 10 top operatori del mercato del fitness europeo, in termini di revenue, contengono 5 low cost, McFIT GLOBAL GROUP, Basic-Fit, PureGym, Fitness World and Clever fit.

Margine di crescita attuale e futuro

In Italia operano, secondo il report di EuropeActive e Deloitte, 7.700 club che ospitano 5,46 milioni di membri. Su una percentuale di popolazione attiva del 28% gli iscritti ai club sono il 9%, percentuale che sale al 10,5% in riferimento alla stessa popolazione al di sopra dei 15 anni. In media, ogni club ha circa 709 iscritti, un dato relativamente basso che rispecchia la bassa concentrazione del mercato italiano del fitness. Questa cifra bassa è dovuta al numero elevato di club più piccoli, di proprietà indipendente, dai quali il mercato italiano è caratterizzato e da unapercentuale relativamente bassa di operatori di catena e club in franchising.
Questo evidenzia nel mercato italiano un margine di crescita più ampio in termini di iscritti ai club se si considera la percentuale attuale rispetto alla popolazione fisicamente attiva.

Nei fatti però a questo panorama di poco più di 7.000 club registrati da EA e Deloitte sfugge il vasto mondo dei 12.000 impianti sportivi polivalenti in cui si pratica anche il fitness che, insieme alle altre associazioni e società sportive dilettantistiche dove si pratica l’esercizio fisico, dalla ginnastica a corpo libero finalizzata anche alla salute alle tante altre attività indoor e outdoor si arriva a contare circa 70.000 tra società e associazioni sportive dilettantistiche presenti nel Registro CONI. 

È necessario però sottolineare come il primo obiettivo da porsi di fronte ad un crescente tasso di obesità anche nel nostro Paese è quello di aumentare il numero di persone attive, un risultato che vede il coinvolgimento anche dei club, insieme alle politiche istituzionali che incoraggerebbero la crescita del settore a beneficio dell’economia del Paese e della salute dei cittadini.

club dell'anno forum club

In una Regione come la Sicilia, che presenta tra i maggiori tassi di sedentarietà in Italia e con una preoccupante crescita dell’obesità infantile, il club, affiliato ad ANIF, Body Studio Emilia, rappresenta un modello di wellness e salute, prima, di sport e fitness, poi , che ha saputo creare a Palermo una realtà sportiva dove medico, istruttore, personal trainer lavorano in modo integrato per garantire l’accesso alla salute per tutti attraverso l’attività fisica. Body Studio Emilia, con nostro grande orgoglio, è stato fra i club premiati al Forum Club 2019, a Bologna, dove ha ricevuto il premio prestigioso “Club dell’anno”. Per noi di ANIF, invece, ha vinto il premio wellness e salute per la sua sfida a tenere alta la bandiera dell’esercizio fisico come farmaco e prevenzione, una sfida che è nel DNA di ANIF.

Ci definiamo una società sportiva con un grande tasso d’innovazione ma a “conduzione familiare”

Abbiamo chiesto a Giorgio Trupiano, direttore tecnico e  motore instancabile del circolo, in che modo hanno conquistato i palermitani e convertiti in cittadini attivi. Se siete curiosi di conoscere nel dettaglio come fidelizzare i frequentatori di un club, chiedetelo a Giorgio Trupiano o proseguite nella lettura di questa intervista.

Giorgio, il premio nella categoria club dell’anno al Forum Club, che cosa rappresenta per voi?

Ricevere il riconoscimento del “Nuovo Club” per noi è motivo di grandissimo orgoglio. Ci definiamo una società sportiva con un grande tasso d’innovazione ma a “conduzione familiare”. Mi piace lavorare su questi 2 valori: Innovazione e Famiglia, per noi sono importantissimi.

A quale leva attribuite l’eccellenza del vostro club? A quale, pensate, invece i vostri frequentatori diano maggior valore, qual è il loro percepito?

Probabilmente l’aspetto che ci ha portato le migliori performance è l’area del Commerciale, la capacità dei nostri consulenti di motivare i potenziali iscritti ad uno stile di vita attivo è la caratteristica che ci garantisce il costante incremento di nuovi utenti. Da 4 anni lavoriamo con grande efficacia anche sui servizi a maggiore valore aggiunto, allenamenti personalizzati con trainer dedicati, piccoli gruppi di allenamento ecc. che, ad oggi, rappresentano oltre il 19% del fatturato dei nostri club (la media in Italia è di circa l’8%). I nostri soci scelgono i nostri centri probabilmente per 2 fattori: il primo è la nostra storia, 35 anni di attività hanno reso il brand “Body Studio” molto riconoscibile e di forte appeal; l’altro aspetto è lo staff tecnico, non solo scegliamo trainer molto specializzati ma lavoriamo costantemente sulla formazione (11 giornate di formazione interna obbligatorie). Questa strategia ci permette di controllare l’erogazione del servizio in maniera approfondita e soprattutto con una serie di step di controllo intermedi. Stiamo sviluppando una App dedicata esclusivamente a questo aspetto!

In alcune province della Sicilia, oltre il 70% della popolazione non pratica attività sportiva, siamo nelle prime posizioni in Italia per tasso di obesità infantile

Da 1 a 4 club e ora state aprendo il 5: qual è il “fattore metabolico” che vi contraddistingue?

Il 5° club nasce da una collaborazione con un grande gruppo alberghiero che sta valorizzando, con un progetto di riqualificazione urbanistica, un’ex area industriale della città. Abbiamo uno standard interno che ci permette di replicare il format “Body Studio” in altri impianti. Fatte le debite distinzioni in termini geografici, i club si rivolgono tutti ad una clientela medio – alta. Modifichiamo, in funzione del quartiere di riferimento, il posizionamento dell’abbonamento Open e teniamo invariati i prezzi dei servizi personal.

Qual è la vostra ricetta/strategia di fidelizzazione?

La ricetta è semplice: Multidisciplinarietà = Frequenza = Fidelizzazione. Lavoriamo con i neofiti, soprattutto durante i primi 45 giorni, con una serie di lezioni dedicate che si articolano in small group, da massimo 6 persone. Il trainer li allena sottolineando, in ogni lezione, un aspetto della multidisciplinarietà: CARDIO, TONO, FLESSIBILITA’ e CORE.

 

È possibile individuare un modello di business distintivo nel vostro club? Qual è l’asset o gli asset di crescita?

Sicuramente l’aspetto tecnico ci offre un vantaggio distintivo rispetto alla concorrenza. Abbiamo riflettuto molto su una strategia per valorizzare i format ed alla fine abbiamo elaborato la seguente: nei giorni di maggiore frequenza (lunedì, mercoledì e venerdì), nelle fasce orarie del pranzo e alle 19.00 i nostri trainer ruotano, in modo tale che gli iscritti seguano protocolli di allenamento “Body studio” con 4 istruttori, a rotazione. Lo scopo è quello di spostare il focus dall’istruttore al contenuto tecnico della lezione per evitare che la persona si focalizzi su un’unica routine di allenamento. E’ stato semplice? Assolutamente no! Ma con determinazione abbiamo continuato a scommettere su questa innovazione tecnica e adesso offriamo un servizio che i nostri competitor non sono in grado di erogare.

Siete l’esempio che il fitness può davvero essere un ammortizzatore sociale, portando benessere, integrazione, salute alle persone. Nel vostro caso grazie al medical fitness… Volete raccontarcelo?

L’attività sportiva è un farmaco! E come tale deve essere somministrata da un medico: nel nostro caso il dott. Angelo Vetro, medico Fisiatra con una grandissima esperienza nel settore sportivo, fortemente convinto che il futuro della riabilitazione (nella sua ultima fase) debba essere il reinserimento del paziente nella pratica sportiva. Siamo partiti da questa riflessione per ragionare sul protocollo tecnico ed oggi il nuovo centro Body studio Emilia ha oltre 1300 iscritti che lavorano con protocolli di allenamento specifici per le loro patologie. Toglierci la tuta ed indossare il camice, potrebbe essere la chiave di volta del fitness del futuro. Offriamo servizi integrati di allenamento i cui player sono medico, fisioterapista, personal trainer, istruttore di sala corsi e attrezzi.

Lo scopo è quello di spostare il focus dall’istruttore al contenuto tecnico della lezione

In che modo si può definire un mercato difficile la Sicilia e come consigli di affrontarlo ad un gestore di centro fitness?

Conosco bene il mercato: oltre a gestire l’aspetto tecnico dei nostri centri lavoro come “consulente esterno” in altri centri fitness in Sicilia e non solo.
Le prime parole che mi vengono in mente per definire il nostro mercato è “guerra tra poveri” perché, negli anni di crisi, abbiamo assistito ad una guerra sul prezzo infernale. Oggi, grazie ad una forte crescita della domanda di Fitness e benessere, il prezzo sta tornando a crescere, anche se in alcune zone della Sicilia trovare abbonamenti annuali ad un costo maggiore di 250 euro l’anno è impossibile. Questo ci fa capire quanto siamo indietro in termini di posizionamento e valore attribuito al nostro servizio. Il mio consiglio è rendere il proprio servizio unico, speciale, solo così riusciremo a trasferire una unicità capace di creare valore.

Qual è la cultura dell’attività fisica in Sicilia e, in particolare, a Palermo?

In alcune province della Sicilia, oltre il 70% della popolazione non pratica attività sportiva, siamo nelle prime posizioni in Italia per tasso di obesità infantile. Credo sia un mercato difficile anche per capacità di spesa: in termini di Pil pro-capite, se prendiamo in considerazione quello della Lombardia, 38.000 euro annui, e lo paragoniamo con quello della Sicilia, con 17.400 euro ci rendiamo conto che probabilmente lavoriamo in un contesto sfavorevole. Da addetto ai lavori, però, riconosco che, con molta lentezza e con enormi difficoltà, anche burocratiche, il mercato registra una forte crescita: sono fiducioso perché fare impresa in Sicilia è un’ eccezionale “palestra … di Vita”.

forum club 2019

Chiarezza sul piano legislativo e creazione di valore su quello dei servizi offerti, sono le due facce dello sport dilettantistico emerse durante il Convegno sulla Gestione dei centri sportivi, tenuto da ANIF Eurowellness lo scorso venerdì 15 febbraio al Forum club di Bologna, di fronte a 150 partecipanti.

Quest’anno non era facile catalizzare l’attenzione dei circa 150 operatori sportivi, gestori e titolari di impianti sportivi che hanno seguito i lavori del convegno, tenuto conto che il Forum Club e Forum Piscine è il più importante evento B2B di riferimento in Italia per il fitness, wellness, piscine e spa; evento denso quindi di congressi, approfondimenti, workshop, corsi di formazione per manager, istruttori e proprietari. Si tratta in sostanza di un’importante occasione per essere sempre aggiornati e pronti ad affrontare le nuove sfide del mercato confrontandosi con i più grandi esperti del settore.

Ma la credibilità, da un lato, che ANIF ha conquistato grazie all’impegno ventennale del suo presidente nella vasta area dello sport dilettantistico con particolare riferimento al fitness e, dall’altro, l’alto livello dei relatori che hanno qualificato i lavori del convegno hanno consentito ad ANIF di registrare un importante successo di pubblico e di contenuti impensabile se visto alla luce del prestigioso palcoscenico allestito quest’anno dal Nuovo Club.

Il presidente Giampaolo Duregon

Il presidente Giampaolo Duregon ha introdotto il convegno focalizzando subito l’attenzione sulla riapertura di quello che è il vaso di Pandora nel dilettantismo sportivo: esigenza di recuperare il discorso sulla definizione del rapporto di lavoro e, in generale, sulla chiarezza gestionale in un settore che, a seguito dell’abrogazione della riforma dello sport (legge 205, del 27 dicembre 2017) promossa da ANIF, ancora si trova in una terra di mezzo di leggi, circolari, regolamenti e sentenze che spesso si contraddicono. Le preoccupazioni del settore veicolate da ANIF sono in linea con il provvedimento del Consiglio dei Ministri che, con un disegno di legge, collegato alla legge di bilancio 2019, delega al Governo di legiferare quanto prima in materia di sport. La neo riforma dello sport invocata dal Consiglio dei Ministri, richiama l’attenzione su alcuni temi da sempre cavallo di battaglia di ANIF e già inseriti nella legge promossa: in particolare, la semplificazione gestionale e burocratica degli organismi sportivi e la riforma del rapporto di lavoro negli enti sportivi dilettantistici.

L’avv. Alberto Succi, nel suo intervento, ha analizzato la circolare n.18/E di agosto 2018 dell’Agenzia delle Entrate ponendo attenzione sulle contraddizioni che sembrano emergere dal punto di vista giuridico. Parlando infatti delle agevolazioni fiscali relative alla 398 del 1991, ha sottolineato l’esclusione di attività come la sauna, in quanto attività commerciali non connesse a scopi istituzionali.
Il tema del lavoro e della sua configurazione giuridica resta prioritario per evitare che lo sport dilettantistico venga associato al professionismo per assenza di una legge a sé dedicata. Non si può ancora continuare a definire come professionista a partita IVA l’istruttore del centro sportivo e una lunga serie di decreti ministeriali e di sentenze di corti d’appello, elencate da Succi lo confermano.

L’Avv. Alberto Succi

Michele Marchetti, direttore generale del CSI è intervenuto sul tema dei valori sportivi sottolineando come, in un momento ancora indefinito sul piano giuridico, sia prioritario serrare le fila di enti e associazioni che operano in un settore strategico.
“Alla guerre dei prezzi sul tesseramento, noi opponiamo il valore dei servizi. La serietà della formazione, la possibilità di ottenere, in cambio di un contributo simbolico, delle tutele necessarie per la gestione di un centro sportivo. Pensiamo alla polizza RCT che l’affiliazione ANIF e CSI offre in cambio del tesseramento e che protegge il frequentatore e il club in caso di morte e infortuni” – afferma Marchetti e continua su quanto è importante che il costo del tesseramento debba essere equiparato ai servizi che un ente è in grado di offrire ai tesserati: formazione con requisiti certi e standard di qualità perché è attraverso istruttori formati e preparati che possiamo davvero affermare a testa alta che lo sport dilettantistico espleta una funzione sociale, etica e salutistica.

Premazione “Club award” Body Studio Emilia “Club dell’anno”

ANIF ha anche ospitato la 13^ edizione del club award del Forum Club dove Giampaolo Duregon insieme a Davide Venturi, responsabile di redazione per Il Nuovo Club, hanno premiato i professionisti del settore fitness e wellness che, svolgendo bene e con passione il proprio lavoro, favoriscono la crescita del settore, fungendo da fonte di ispirazione, se non addirittura da modello, per altri operatori.

Due sono stati i club ANIF a ricevere il premio: il primo per l’Innovazione, è andato a Interamnia di Teramo e si è distinto per l’elevata fidelizzazione in un contesto difficile e drammatico come quello del terremoto in Abruzzo, fungendo anche da punto di riferimento in una situazione di crisi per gli abitanti; il secondo, Body Studio Emilia di Palermo, Club dell’anno, premio prestigioso che va ad una realtà di 1.700 mq, dotati di piscina, centro fisioterapico e area personal training e medical fitness che è in procinto di aprire il suo 5° centro. Per la categoria Speciale, il club award 2019 è andato a McFIT italia, il ramo italiano della catena tedesca fondata da Rainer Schaller, pioniere del segmento low cost nel settore. Questo brand si distingue per la coerenza del suo modello di business imprescindibile per un operatore low cost.

Enrico Guerra, direttore Ricerca e Sviluppo Elav e Angelo Desidera, Delegato ANIF in EuropeActive presentano EREPS Italia

Il pomeriggio è stato dedicato allo studio dei mercati internazionali con Fausto di Giulio di REX e al marketing relazionale con Edoardo Cognonato, esperto in Psicologia relazionale.

 

Fausto Di Giulio

Fausto Di Giulio ha tracciato alcune tendenze di club europei ed extra europei. Ricorrente sembra essere l’attenzione per i fitness studio e boutique e, in generale, la tendenza dei gruppi di grandi dimensioni a creare dei sub brand, differenziati su vari target: pensiamo alla fitness boutique aperta all’interno di un club premium, in Olanda, dove il mercato è composto da frequentatori molto giovani ed il tasso di penetrazione (18%) del fitness è altissimo. All’opposto, Di Giulio riporta l’esperienza di un club finlandese che, da premium, ha esteso la sua linea di offerta aggiungendo un low cost.

Edoardo Cognonato

Infine, Edoardo Cognonato ha incentrato il suo appassionato intervento da vero performer dell’arte della motivazione al cambiamento dello stile di vita. Cognonato pone l’accento sul ruolo motore dell’emozione nei comportamenti umani e, nello specifico, sulla necessità che il trainer faccia vivere un’esperienza unica e imperdibile al neo iscritto in palestra come argine al calo drastico di rinnovi che, generalmente, avviene allo scadere del primo anno di abbonamenti.

 

fitness h24

Si fa presto a dire palestra, le ultime tendenze ci dicono che la moltiplicazione dell’offerta wellness ci è quasi sfuggita di mano e le vecchie categorie non sono più adatte a descrivere il magmatico attuale mondo. La segmentazione classica di centri sport e fitness basata su elementi del marketing mix tradizionale, come prezzo, dimensioni e tipologia di offerta potrebbe non essere più così rigida. Se pensiamo infatti solo al tema della fluidità degli spazi e dell’esperienza, vissuta dal nuovo popolo di sportivi che tende a dilatare gli spazi in cui si fa fitness e a portare, grazie alla tecnologia e all’outdoor, la palestra con il proprio gruppo ed il proprio istruttore preferito un po’dove desidera, già si capisce come le preferenze dei consumatori siano sempre più inafferrabili. Questo apre molte più opportunità sia nell’offerta di modelli di successo ai nuovi frequentatori di palestre e circoli sportivi sia nel moltiplicare le possibilità di crescita del business.

I modelli organizzativi di un centro sportivo potrebbero essere tanti quante sono i bisogni del cliente: ogni club ricerca la sintesi che ritiene di maggior valore per il suo target. In particolare vi proponiamo 5 modelli di successo che al di là delle alterne fortune e posizionamenti di mercato rappresentano delle tendenze da osservare e monitorare, se non altro perché se ne parla sempre di più.

Streming live e on demand in palestra

fitness in streaming

Se sei un istruttore e sogni di diventare un vero presenter probabilmente lo streaming dei corsi fitness che insegni, diffuso live oppure on demand, dalla tua palestra, potrebbe essere un buon canale. Se, invece, sei un titolare di un centro sportivo, introdurre questa forma di allenamento virtuale accanto a quella vis a vis può essere una strategia di fidelizzazione: da un lato, inserire nell’abbonamento al club anche la possibilità di partecipare da remoto alle lezioni e di farlo live può essere un incentivo per ritardatari cronici e per chi viaggia per lavoro, così da non perdersi neanche una lezione; dall’altro, potrai vendere questo servizio anche agli esterni, non abbonati, allargando la platea dei fruitori.

Uno dei vantaggi dello streaming è quello di trasformare il club, percepito come una factory di corsi fitness, a volte indifferenziata, in un brand la cui fruizione avviene in momenti e in luoghi diversi, una nuova strategia di posizionamento nella mente del tuo frequentatore.

Fitness boutique

fitness boutique

I fitness studio o fitness boutique sono una realtà in forte crescita, soprattutto a Londra e in Inghilterra. La filosofia che ne è alla base è molto interessante e rappresenta un modello di business che può essere calato nella realtà di ogni centro sportivo, anche perché le fitness boutique si prestano a vari format (insieme di professionisti, società di capitale, attività collegata a un club ecc.). Sono la moderna evoluzione dello studio da personal trainer: piccoli centri caratterizzati dall’elevata personalizzazione del servizio ai clienti. Nella fitness boutique si vende un’esperienza integrata di benessere che viene quasi cucita addosso al frequentatore: l’offerta avviene sulle specifiche esigenze dello sportivo che viene messo al centro del processo. Si creano una serie di servizi che vanno dalla cura del corpo ad un’attività fisica personalizzata, impostati in seguito ad un’anamnesi precisa di obiettivi ed esigenze a monte a cui segue la verifica dei risultati.

Dunque, le caratteristiche principali sono un’elevata attenzione ai dettagli e una spinta customizzazione dei servizi offerti.

Il medical fitness

medical fitness

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Anche questo modello può essere integrato nell’attività preesistente del club: l’importante è segnare un cambiamento d’investimento sia nella selezione del personale ed istruttori che dovranno essere formati per accogliere una clientela con bisogni specifici, sia come macchinari/spazi, nei casi in cui non siano idonei da un punto di vista di illuminazione inadeguata, attrezzature, corretta aerazione fondamentale per eseguire gli esercizi di attività fisica per l’ossigenazione del sangue ecc.

Il medical fitness estende il fitness ad una platea di persone che necessitano di fare attività fisica come cura per alcune patologie, ad esempio obesità, diabete e ipertensione oltre che come prevenzione delle stesse.

La differenza con dei centri ASL o ospedalieri

Una differenza che sta proprio nell’esperienza offerta dai centri sportivi che sono meglio in grado di coniugare l’intrattenimento, la socialità con la parte prettamente di esercizio fisico: anche l’esperienza emotiva, si sa, d’altronde, è una forma di terapia. Il medical fitness non è altro che il fitness prescritto dal medico e quindi richiede la presenza dentro o fuori dal centro sportivo di una serie di figure legate alla cura ospedaliera come i fisioterapisti e gli stessi medici sportivi.

Il vantaggio è quello di aprirsi ad una platea di inattivi che non sono abituati a fare attività fisica ma che, se convertiti, potrebbero diventare i più assidui grazie al cambiamento di stile di vita.

Fitness h24

fitness h24

Una strategia, quella dell’apertura 24 ore su 24 che, da un lato, potrebbe avere il vantaggio di attrarre una clientela che ha rinunciato al fitness per mancanza di tempo a causa degli orari di lavoro o di impegni che richiedono orari molto elastici, dall’altro si scontra con diversi problemi organizzativi e legislazioni vigenti sulle attività a cui è concessa l’apertura notturna che spesso variano regionalmente. Se pensi di fare questo tipo di scelta è chiaro che molta attenzione andrà dedicata all’ergonomia e all’interior design della location che dovrà puntare su colori rilassanti, spazi per il relax e il leisure tanto da far concepire la palestra una sorta di grande sala hobby dove accanto al fitness sarà possibile sostare in aree relax dedicate, ascoltando un sottofondo musicale ad hoc; tutto dovrà girare intorno al concetto di wellness e relax.

Fitness + elettrostimolazione

fitness elettrostimolazione

L’elettrostimolazione rappresenta un’altra possibilità di scelta wellness. La stimolazione tramite elettrodi può essere utilizzata insieme all’attività cardiovascolare e di forza. La tecnologia alla base permette di migliorare le performance grazie all’utilizzo di un maggior numero di fibre muscolari. I vantaggi sono che il traninig è più breve perchè in soli 20 minuti si può svolgere un allenamento concluso. Scegliere di offrire questo servizio naturalmente comporta dei costi importanti da sostenere: ecco perché è necessario valutare nel proprio piano di marketing la potenziale risposta del nostro target per verificare se e quanto sia profittevole.

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sport longevità

Fare sport fa vivere meglio e più a lungo: migliorare infatti la qualità delle nostre vite potrebbe renderci anche più longevi. Sono molti gli studi che ne parlano, dopotutto un tema come quello dell’invecchiamento attivo è un vero e proprio topic mondiale tanto è vero che gli anglosassoni hanno coniato un’espressione, successful ageing, che riguarda le strategie da mettere in atto per invecchiare felici. In realtà, non serve elaborare particolari piani strategici, in quanto le regole di un invecchiamento sano sono quelle che già conosciamo: fare attività fisica, seguire una sana alimentazione, fare prevenzione medica e combattere lo stress con una vita sociale attiva orientata al wellness ovvero al benessere psico-fisico.

Per comprendere fino in fondo l’importanza del successful ageing bisogna conoscere le relazioni tra longevità e movimento e i fondamentali aspetti clinici coinvolti. Percepire concretamente i risultati positivi sulla cura e prevenzione di specifiche patologie legate all’invecchiamento e, quindi, all’aspettativa di vita, attraverso l’attività fisica, è utile per calare moniti e programmatiche raccomandazioni nella vita di tutti i giorni. Ecco i 5 motivi per cui fare attività fisica allunga la vita. 

Cuore. Quando facciamo attività fisica il cuore accelera i propri battiti e noi stiamo meglio perché respiriamo di più, il sangue è in grado di trasportare più ossigeno ai tessuti, organi e muscoli, e i battiti cardiaci si mantengono nel tempo sotto i livelli di guardia. Allontanare malattie cardiovascolari ha un’incidenza, come si può facilmente ipotizzare, notevole, sulla longevità.

Alzheimer. È accertato dalla società italiana di geriatria che fare attività fisica può allontanare anche il rischio di ammalarsi di Alzheimer. Quello che potrebbe sembrare un collegamento arbitrario, se analizzato a livello medico, svela le correlazioni sottostanti. L’attività fisica, unita ad alimentazione corretta e prevenzione cardiovascolare è alla base della salute del cervello per migliorare le performance cognitive, riducendo l’insorgenza di forme di demenza tra cui l’Alzheimer. Secondo uno studio pubblicato su Neurology Clinical Practice, è emerso che tutte le attività aerobiche, anaerobiche e di tipo wellness come yoga e tai chi aumentano l’attenzione e la velocità dei processi legati alle abilità intellettive, sia nei soggetti sani sia in quelli in cui è già in corso un deterioramento mentale.

Arterosclerosi. Uno studio scientifico condotto sulle scimmie ha dimostrato che fare sport proteggeva i simpatici primati dalla arterosclerosi e dalle sue gravi complicanze cliniche. Fare movimento aiuta a bruciare i grassi che, negli anziani, si depositano sulle pareti dei vasi, specialmente delle arterie, provocando appunto l’arterosclerosi.

Complicanze arterosclerosi.
L’arterosclerosi nel tempo può diventare una malattia degenerativa multifattoriale provocando complicanze come embolia e infarto. Con il passare del tempo le arterie infatti aumentano di volume riducendone l’elasticità e ostacolando il flusso sanguigno.

Osteoporosi.
L’osteoporosi è una degenerazione delle ossa che si verifica usualmente nella terza età e comporta un maggior rischio di fratture che in alcuni casi possono provocare invalidità o conseguenze anche più serie per non parlare della riduzione della mobilità del soggetto. L’attività fisica migliora l’abilità funzionale nelle attività giornaliere e, aumentando la massa ossea, previene l’osteoporosi agendo sui principali fattori di rischio.