Anif-Eurowellness ancora una volta in prima linea

Negli ultimi dieci anni la gestione dello sport dilettantistico ha vissuto le situazioni più difficili ed indecifrabili  della sua lunga storia, fatta di gloriosi risultati, di esaltanti vittorie, di straordinari successi organizzativi  che hanno consentito all’Italia di collocarsi nell’arco di ben 120 anni su posizioni di preminenza assoluta nel panorama olimpico mondiale.
Questo vero e proprio “miracolo”  è stato realizzato grazie all’associazionismo  sportivo spontaneo e al volontariato che hanno dato vita sul piano organizzativo, a partire dal 1914 a un ente unico al mondo nella sua tipicità : il CONI, ente dapprima privato, successivamente pubblico, ma sempre indipendente politicamente ed autonomo sul piano amministrativo grazie ai proventi del  “totocalcio” di cui ha beneficiato per legge fino al 1999.

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Vi suggeriamo la lettura dell’articolo pubblicato su Il Nuovo Club n. 138 di marzo/aprile 2014 a firma del dott. Gianfranco Mazzia.

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17 aprile 2014

In allegato una prima rassegna stampa preliminare relativa al convegno nazionale di ieri organizzato dal Movimento per La Salute.

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Si pubblica l’articolo pubblicato su Il Nuovo Club n. 137 di gennaio/febbraio 2014.

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I rassicuranti punti di tenuta della ripresa USA e dello sviluppo asiatico sono soverchiati dalla sfiducia che sta travolgendo Eurolandia, spingendola in recessione. La spirale della crisi ha compiuto un altro avvitamento: partita dalle banche, la tempesta finanziaria si riabbatte sulle banche, via crollo del valore dei titoli sovrani, e mette in moto un credit crunch ancora più duro.

L’inadeguatezza delle risposte della politica resta il primo motore di questa più grave involuzione nell’Eurozona. I nessi, commerciali e finanziari, trasmettono impulsi regressivi al resto del mondo e frenano drasticamente il commercio internazionale.

La via di fuga e di rilancio esiste. Gli strumenti non vanno inventati ma utilizzati con elasticità istituzionale. E’ imperativo: i rischi sono enormi e la posta è altissima. Rispetto al 2008 si può contare sulla resistenza di fondo delle due principali economie (USA e Cina) e sulla maggior accortezza dei loro governanti.

L’unica previsione quantificabile è quella della soluzione positiva, che comunque non può più evitare la caduta del PIL nel 2012, ma consente l’avvio del recupero da metà anno. Lo scenario ingloba una politica BCE nettamente più espansiva nei tassi e nelle quantità.

Nell’immediato l’Italia perde ulteriore competitività a causa delle condizioni creditizie più avverse e dei bassi livelli produttivi. Può riguadagnarla in fretta con l’avvio rapido di una stagione di riforme che ne liberi le enormi potenzialità, giri favorevolmente le aspettative e ponga le basi per il rientro veloce degli spread.

Le infrastrutture devono costituire elemento emblematico e qualificante del nuovo corso. Il Paese sconta congiuntamente enormi ritardi nella dotazione, grandi inefficienze nell’impiego, penuria di fondi pubblici. Il coinvolgimento dei capitali privati, con ponderati incentivi, è fondamentale.

Scenari economici

Trasmettiamo l’indagine rapida sulla produzione industriale condotta dal CSC – Centro Studi Confindustria – che a novembre 2011 rileva una sostanziale stazionarietà della produzione industriale -0,1% rispetto al precedente mese di ottobre.

Cordiali saluti.

GIANFRANCO MAZZIA

Comunicato Ind Rapida CSC (29 Novembre 2011)