società sportive dilettantistiche

Al Convegno di Ascoli Piceno si è parlato di gestione degli impianti con relatori di peso tra cui il celebre esperto di diritto associativo, Guido Martinelli.

Non capisco come ci si possa scandalizzare del lucro nello sport quando è entrato a pieno titolo anche nella riforma del terzo settore

Guido Martinelli

Il rituale convegno ANIF sulla riforma dello sport dilettantistico che si è tenuto questa volta ad Ascoli Piceno, il 2 maggio, è stato simbolico per la sede istituzionale, la Sala del Consiglio comunale, Palazzo Capitani, che ha assunto il valore di “chiamata” alle istituzioni nel sostenere lo sport lungo i suoi cambiamenti normativi e sociali. Questo infatti è stato il tema introduttivo, in linea con la mission che ANIF persegue, mentre la seconda parte, come di rito, si è focalizzata sullo scandaglio tecnico della legge 205/2017.

Abbiamo riassunto i passaggi più importanti di questa giornata dove il salotto istituzionale è diventato platea di istanze della società produttiva, quella che vuole investire nello sport senza nascondersi: il luogo ha portato con sè anche riflessioni sull’importanza dello sport per la società civile.

Valore sociale ed economico dello sport

Igino Cacciatori ha parlato al posto del sindaco Ascoli Piceno Guido Castelli, impossibilitato a partecipare, trasferendo il messaggio del primo cittadino sul valore sociale dello sport e la necessità che sia più fruibile sul territorio grazie ad una maggiore capillarità delle strutture. Gli ha fatto da controcanto il presidente dell’ordine dei commercialisti di Ascoli Carlo Cantalamessa che ha saputo incarnare il doppio ruolo istituzionale e professionale: un’associazione di categoria deve sapere sporcarsi le mani, “spendere la sua credibilità e scendere in campo per sostenere le associazioni sportive, associazioni che praticano un vero e proprio welfare di sostanza, che spesso sostituisce la scuola e la famiglia nell’educare le nuove generazioni”, ha detto Cantalamessa aggiungendo che, per lo sport, è importante sia una crescita economica sia una crescita sociale. Questa è la direzione della SSDL, la società sportiva dilettantistica lucrativa che vuole salvaguardare l’aspetto sociale dello sport, incrementando la crescita.

Vantaggi Società Sportiva Dilettantistica Lucrativa

Giampaolo Duregon, presidente ANIF ha precisato quanto la Società sportiva dilettantistica lucrativa sia stata pensata per le srl dilettantistiche (SSD) senza discriminare le ASD che hanno ricevuto vantaggi dalla riforma. come quello di elevare il tetto dei compensi esenti da contribuzione da 7.000 a 10.000 euro. I vantaggi pensati per le SSD ma fruibili anche per le società commerciali che vogliono trasformarsi in lucrative sono:

  • evitare esiti disastrosi dai controlli fiscali grazie ad una nuova giurisprudenza del lavoro che qualifica in modo chiaro il contratto (co.co.co) di lavoro nelle SSD e SSDL, sovente causa di pesanti sanzioni da parte dell’Agenzia delle entrate;
  • l’accesso al credito vantando asset proprietari;
  • possibilità di investimento e sviluppo che si ripercuote su tutto il settore e che permette di raccogliere il valore economico dei sacrifici imprenditoriali.

Gestione degli impianti, lucrativi e non

Armando De Vincentis, delegato CONI della provincia di Ascoli, anticipa la questione dell’importanza delle figure lavorative e la delicata questione della distinzioni tra professionisti e non professionisti nello sport. Il settore infatti lamenta una latitanza da parte dei legislatori che fino ad oggi non hanno mai inquadrato le peculiarità del lavoro, nel dilettantismo sportivo.
A questo vuoto la legge ha dato una risposta salutata da tutti i partecipanti relatori al convegno con estremo favore, tra cui spicca la relazione di Guido Martinelli, per la prima volta ad uno dei nostri convegni a cui ha partecipato per far sentire il sostegno del settore a questa riforma che, come lui stesso ha detto “può essere migliorata ma resta l’unica risposta” a questo problema, un cul de sac senza fine, principalmente con il merito di segnare una linea netta demarcazione tra le ASD che sono associazioni sportive dove ogni socio partecipa alla vita associativa, le SSD e le nuove SSDL che hanno una forma giuridica differente.

Martinelli: “La srl dilettantistica è un’impresa a tutti gli effetti”. Perché?

Secondo uno dei maggiori esperti in campo di diritto tributario e associativo le stesse regole non possono disciplinare le associazioni parrocchiali, le squadre sportive e gli impianti sportivi di grandi e medie dimensioni., eppure è ciò che è accaduto fin ora. Ecco perché c’era proprio bisogno di una giurisprudenza dedicata.

E continua

“Non capisco come ci si possa scandalizzare del lucro nello sport quando è entrato a pieno titolo anche nella riforma del terzo settore”.

Guido Martinelli, ancora, solleva le responsabilità dell’Agenzia delle entrate che dovrebbe riconoscere la natura delle srl dilettantistiche, differente da quella delle associazioni dilettantistiche: ha insistito sulla natura di impresa che è già presente nelle SSD perché il valore commerciale è insito nella possibilità di fare utili. La differenza d’altronde con le società lucrative sta nella possibilità di investire questi utili e di distribuirli ai soci.

Questo riconoscimento da parte di Martinelli è importante perché smonta le tesi su cui si basano operazioni di controllo indebite se si pensa che le SSD sono già un’impresa per legge, in particolare la Legge 289 del 2002, nota come Legge Pescante, portata all’approvazione sempre grazie all’impegno di ANIF che ha esteso le agevolazioni fiscali e lavoristiche concesse alle associazioni sportive anche alle società di capitali senza scopo di lucro.

Questioni irrisolte della società sportiva dilettantistica lucrativa

La SSDL è ancora una forma aperta perché alla sua applicabilità mancano all’appello le delibere CONI sull’introduzione nel registro del nuovo status giuridico e sulle discipline oggetto di contratti di collaborazione.

D’altronde, ci aspettiamo a breve l’intervento del CONI, come ricorda l’avvocato Alberto Succi, tra i massimi esperti di diritto sportivo e societario, che fa leva sulla natura di ente di diritto pubblico del CONI che, come tale, non può esimersi dall’applicare la legge: in questo caso la definizione dei profili lavorativi che la legge qualifica come rapporti di collaborazione.

E’ importante infine sottolineare come la qualifica di un rapporto di lavoro, comunque, tuteli dinanzi all’agenzia delle entrate e non è più equivocabile grazie alla legge 205/ 2017 che introduce la Società sportiva dilettantistica lucrativa.

Anche Yuri Zugolaro porta alla luce le controversie che un nuovo status giuridico normalmente solleva:

  • la rilevanza del triennio nella ripartizione degli utili ai fini di usufruire delle agevolazioni IRES: se nell’arco di tre esercizi commerciali le agevolazioni superano i 200.000 euro, l’anno in cui ciò avviene decade l’agevolazione. Nonostante ciò la somma si azzera dall’anno successivo e la buona notizia è che il calcolo ricomincia e si può rientrare, per i tre esercizi successivi, nelle agevolazioni (12% IRES);
  • la determinazione dei servizi ancillari allo sport, come massaggi, spa, merchandising e la loro assoggettabilità alle agevolazioni IVA;
  • la distinzione tra indoor e outdoor sempre rilevante per godere delle agevolazioni IVA.
società sportive dilettantistiche

Linee guida e Statuto

Ci fa piacere poter pubblicare le linee guida relative alle nuove norme sulle società sportive dilettantistiche recentemente approvate.

ANIF, insieme ai suoi tecnici che hanno, per primi, scritto il testo poi recepito nel progetto di legge 3936 presentato dall’On.Sbrollini, da cui sono stati tratti gli elementi fondanti della disciplina sullo sport dilettantistico contenuta nella Legge 205/2017, portata all’approvazione dal Ministro dello Sport Luca Lotti, ha voluto fornire un primo esame di tutti gli aspetti legislativi.

Questo è il primo passo, dopo più di vent’anni, di evoluzione e ammodernamento di un settore che può finalmente essere al passo con le altre nazioni europee.

 

Pubblichiamo anche un modello di atto costitutivo e statuto delle nuove SSDL.

Scarica qui i suddetti allegati.

Linee guida sulla Legge 205/2017

Modello di Statuto per le SSDL

legge sport, formazione

Caro collega,

il lungo e difficile percorso che ci ha consentito di arrivare al tanto atteso traguardo della riforma dello sport dilettantistico si è felicemente concluso con l’approvazione del pacchetto sport contenuto nella Legge di Bilancio 2018. In verità la proposta di ANIF era più ampia ed articolata e affrontava tutti problemi aperti nel settore dello sport dilettantistico, in maniera coerente e globale attraverso il Disegno Legge n.3936 depositato alla Camera dall’On. Daniela Sbrollini.

I punti fondamentali del progetto originario sono comunque stati inseriti dal Ministro Lotti nel suddetto “pacchetto sport”. Un passo importante è stato quindi compiuto ma, per ammissione dello stesso Ministro Lotti, “… Ancora tanta strada c’è da fare per migliorare, rinnovare e dare ulteriore impulso allo sport dilettantistico italiano“. Il Ministro è comunque convinto che “la direzione intrapresa sia quella giusta“.

Il nostro e il vostro compito non è quindi finito. Occorre ora rimboccarci le maniche e cominciare a lavorare sul piano della “formazione” dei titolari dei centri sportivi, con il supporto dei nostri esperti più autorevoli, Alberto Succi in primis. Dobbiamo individuare i punti deboli della riforma, i problemi aperti, i dubbi e le perplessità.

Abbiamo pertanto calendarizzato una serie di seminari sul territorio volti ad affrontare sia questi aspetti che i problemi strettamente tecnici: nuovo statuto, trasformazione (o chiusura) delle attuali SSD in SSDL, Sezione Speciale nel Registro CONI per le SSDL, Regime de minimis, ruoli dei collaboratori all’interno delle AS/SSD/SSDL, ecc. Tali temi verranno affrontati con i referenti delle Istituzioni con cui abbiamo proficuamente lavorato in questi ultimi 3 anni: CONI, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro, INPS. L’obiettivo è quello di realizzare una sorta di vademecum che ci consenta di orientarci su questo delicato terreno con sufficiente sicurezza. Ovvero un documento (manuale) analogo a quello emanato, su nostra richiesta, attraverso la famosa Risoluzione n. 38/E del 2010 dall’Agenzia delle Entrate, che ha chiarito molti problemi lasciati aperti dalla Legge Pescante (Art. 90 legge 289-2002).

Certo, quindi, di poter continuare a contare sulla tua condivisione e quindi sul tuo prezioso supporto anche lungo questo nuovo percorso che ci accingiamo ad intraprendere, ti ringrazio per l’attenzione e ti invio i miei migliori saluti.

Leggi il documento di sintesi della legge sport 

Scarica la legge integrale in Gazzetta

 

Giampaolo Duregon

parlamento italiano anif legge sport

LEGGE 27 DICEMBRE 2017, N. 205

La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato

Il Presidente della Repubblica

promulga la seguente legge…

Articoli riguardanti il nostro settore 

Articoli riguardanti il nostro settore (clicca sul numero dell’articolo per visualizzarlo)
n.353 / 354 / 355 / 356 / 357 / 358 / 359 / 360 / 361 / 367

 


353. Le attività sportive dilettantistiche possono essere esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie di cui al titolo V del libro quinto del codice civile.


354. A pena di nullità, lo statuto delle società sportive dilettantistiche con scopo di lucro deve contenere:
a) nella denominazione o ragione sociale, la dicitura « società sportiva dilettantistica lucrativa »;
b) nell’oggetto o scopo sociale, lo svolgimento e l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche;
c) il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche affiliate alla medesima federazione sportiva o disciplina associata ovvero riconosciute da un ente di promozione sportiva nell’ambito della stessa disciplina;
d) l’obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione dell’apertura al pubblico dietro agamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, la presenza di un « direttore tecnico » che sia in possesso del diploma ISEF o di laurea quadriennale in Scienze motorie o di laurea magistrale in Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie (LM47) o in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate (LM67) o in Scienze e tecniche dello sport (LM68), ovvero in possesso della laurea triennale in Scienze motorie.


355. L’imposta sul reddito delle società è ridotta alla metà nei confronti delle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). L’agevolazione si applica nel rispetto delle condizioni e dei limiti del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis».


356. All’articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché delle società sportive dilettantistiche lucrative».


357. Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 123) è inserito il seguente: «123-quater) servizi di carattere sportivo resi dalle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI nei confronti di chi pratica l’attività sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti da tali società».


358. Le prestazioni di cui all’articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, individuate dal CONI ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n.242, costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa.


359. I compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati da associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI co-stituiscono redditi diversi ai sensi dell’arti-colo 67, comma 1, lettera m), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. I compensi deri-vanti dai contratti di collaborazione coor-dinata e continuativa stipulati dalle società sportive dilettantistiche lucrative ricono-sciute dal CONI costituiscono redditi assi-milati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’articolo 50 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986.


360 . A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, i collaboratori coordinati e continuativi che prestano la loro opera in favore delle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI sono iscritti, ai fini dell’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo istituito presso l’INPS. Per i primi cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la contribuzione al predetto fondo pensioni è dovuta nei limiti del 50 per cento del compenso spettante al colla-boratore. L’imponibile pensionistico è ri-dotto in misura equivalente. Nei confronti dei collaboratori di cui al presente comma non operano forme di assicurazione di-verse da quella per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti.


361. All’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 24, le parole: « a tutte le società e associazioni sportive » sono sostituite dalle seguenti: « in via preferenziale alle associazioni sportive dilettantistiche e
alle società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro»;
b) al comma 25, dopo la parola: «società » sono inserite le seguenti: «sportive dilettantistiche senza scopo di lucro»;
c) al comma 26, le parole: « a disposizione di società e associazioni sportive dilettantistiche » sono sostituite dalle se-guenti: « in via preferenziale a disposizione di società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro e associazioni sportive ditlettantistiche».


367. Al comma 2 dell’articolo 69 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) le parole: «di cui alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 81» sono sostituite dalle seguenti: « di cui alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 67 »;
b) le parole: « 7.500 euro » sono sostituite dalle seguenti: «10.000 euro».

 

 

LEGGE INTEGRALE VISIONABILE E SCARICABILE DALLA GAZZETTA UFFICIALE

 

 

 

Fitness, benessere e salute per tutti, anche in acqua: la Legge Quadro per lo Sport promossa da ANIF avrebbe una ricaduta positiva anche sulla salute delle persone che scelgono la piscina e più in generale il settore acquatico, dal fitness al wellness acquatico, per mantenersi in forma. Marco Tornatore, vicepresidente Acquanetwork, ne ha parlato al convegno ANIF a Rimini, sottolineando la collaborazione ormai di lunga data con ANIF che vuole estendere i benefici della Legge Quadro per lo Sport all’industria delle piscine, palestre e centri polifunzionali con vasche.

L’industria conta 500.000 operatori e un indotto di 200.000, compresi i fornitori e, afferma Marco Tornatore al convegno del 3 giugno: “È un settore decisivo del sistema Italia che ha bisogno vitale di una norma coerente con i cambiamenti degli ultimi 15 – 20 anni. ANWK (Acquanetwork) sostiene, in ogni passaggio, questo grande lavoro profuso dall’ ANIF Team, Giampaolo Duregon, Albero Succi e Gianfranco Mazzia perchè i grandi cambiamenti in Italia sono possibili solo se qualcuno si batte con passione per migliorare quello che non va. E, in questo, ANIF ha agito per il bene del sistema sport nazionale.”

Sport dilettantistico e Criticità del settore acquatico

Tra le criticità, bisogna considerare quelle legate alla linea ispettiva adottata dagli Organi di Controllo che, fin ora, ha rischiato e ottenuto di deprimere la produttività di un settore così importante per la collettività. Marco Tornatore riporta, durante la sua relazione al convegno,  la testimonianza di un proprietario di piscine che è riuscito, in appello, a spuntare una sanzione di € 560.000 con € 82.000 di spese legali che, se non avessero potuto sostenere, avrebbe comportato forse la chiusura dell’attività. Tali sanzioni spesso derivano da un quadro legislativo incerto sul settore dello sport dilettantistico che comprende le ASD/SSD, il quale determina interpretazioni estemporanee da parte degli Organi di Controllo Ispettivi rispetto allo status di ente sportivo dilettantistico.

Ecco perchè solo una legge, come quella già proposta e portata avanti da ANIF, che fa chiarezza sulla natura degli enti sportivi dilettantistici  e non, potrà evitare che un “momento” interpretativo non aderente alla realtà sostanziale dell’attività della ASD o SSD si traduca drammaticamente nel tracollo economico del centro sportivo.

Acquaticità è stare bene, prevenzione, evasione, non necessariamente nuotare su e giù per una vasca

Non solo nuoto: fare piscina è salute

Marco Tornatore ha esposto le ragioni  e le istanze “vitali” di una legge quadro che finalmente si occupi di innovare lo sport dilettantistico tenendo in considerazione la ricaduta sociale positiva, perchè fare sport significa trasmettere etica e valori, la ricaduta sull’assistenza sanitaria locale e statale perchè lo sport, come tuona ripetutamente l’OMS è salute e prevenzione contro le malattie e, allo stesso modo, acquaticità=movimento=cultura/stile di vita motoriamente attivo=salute.

Per diffondere la cultura del movimento in acqua e avvicinarla ai cambiamenti demografici e culturali, bisogna cambiare un’infrastruttura ancora autarchica e sorda alla domanda:

  • solo per il 5,8% degli italiani la piscina = nuoto e appena, per il 2,6% dei frequentatori estivi delle piscine;
  • con il tasso di natalità più basso della UE e l’aspettativa di vita più alta, fino ad ora la piscina è stata collegata a corsi per bambini
  • l’agonismo è praticato solo dall’1,7% degli italiani mentre i modelli di gestione delle piscine sono ancora fondati su schemi legati a questa nicchia.

Intanto è nata una “nuova Italia sportiva” che ha modificato i suoi stili di vita slegando le abitudini dall’età anagrafica e collegandole all’età biologica: oggi gli over-65 sono il 21,4% in Italia e saranno il 34,5% nel 2050 a ricercare il benessere nello sport, nel wellness acquatico per garantirsi un invecchiamento in salute. È una domanda sempre più evidente e redditizia che richiede di prendere visione di un trend che lo Stato, il Governo, le istituzioni dovrebbero tutelare per la salute dei cittadini: “acquaticità è stare bene, prevenzione, evasione, non necessariamente nuotare su e giù per una vasca.” sintetizza Marco Tornatore.

 

 

Il 20 luglio 2013 è stato pubblicato nella G.U. n. 169 il Decreto 24 aprile 2013 del Ministero della Salute recante la “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali dispositivi salvavita”, noto come Decreto Balduzzi. Il 20/8/2013 è stata pubblicata […]

Lo Studio S.I.A.F. di Daniela Ilacqua, consulente ANIF informa che: la Legge di Stabilità 2016 ha innalzato nuovamente il limite per il pagamento in contanti da 1.000 euro, come previsto dalla riforma posta in essere da Mario Monti, a 3.000 Euro. Preme sottolineare che modifiche alla normativa attualmente vigente sono state apportate solo al comma […]

9 febbraio 2016

Trasmettiamo in allegato la Risoluzione del Ministero del Lavoro N. 37 del 27 gennaio 2016 emanata a seguito dell’Interpello N. 6/2016 avanzato dal Coni e dall’ANCL (Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro).

Disciplina della certificazione dell’ attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita Si rendo noto che, con il Decreto del Ministro della Salute dell’11 gennaio 2016 adottato di concerto con il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, l’obbligo per le […]