palestre chiuse covid 19

Come si stanno comportando i club durante questa crisi? Abbiamo inaugurato una sere di veloci interviste che possano inquadrare come i centri sportivi stanno reagendo a questa situazione di chiusura forzata. La formula più utilizzata dai centri sportivi in Italia, come all’estero, è stata quella della riscoperta delle piattaforme online per mantenersi connessi anche “umanamente” con i propri iscritti.

Abbiamo chiesto ad Andrea Antoniazzi, titolare Body Evidence di Conegliano e Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, che armi ha messo in campo il suo club contro il COVID – 19, per accorciare le distanze con i suoi frequentatori.


Anche se sembra ineliminabile il contatto umano, la relazione interpersonale in una palestra, sembra che a Body evidence siano riusciti nell’impresa.

“Abbiamo attivato una specie di smart working. Le nostre receptionist hanno contattato tutti i tesserati, collegandosi da remoto al gestionale aziendale, per fargli sentire principalmente la nostra vicinanza – racconta Andrea Antoniazzi – chiedendogli come stanno ed allo stesso tempo, fornendogli informazioni sulla situazione degli abbonamenti.

Inoltre, abbiamo attivato tramite whatsapp business un servizio con il quale avvisiamo tutti i tesserati della possibilità di avere un percorso di allenamento personalizzato, in base alle proprie esigenze, contando sui piccoli attrezzi che si possono utilizzare in casa.

Il tesserato risponde ad un messaggio, con un semplice questionario di screening ed i suoi dati, in debita osservanza della normativa privacy, vengono inviati ai trainer. Grazie al programma di Technogym ogni tesserato sarà così seguito in modo professionale nonostante la chiusura dei centri.”

Un ottimo servizio che permette di proseguire l’allenamento come se non fosse mai stato interrotto e di garantire un servizio utile a non trascurare il proprio benessere in questo periodo inedito. Come ci spiega Andrea, non è l’allenamento online il segreto quanto “mantenere il legame con il tesserato” perchè “l’allenamento online non è di per sè vincente anche se è uno strumeento utile”.

Vale a dire che è il club che deve entrare nelle case degli sportivi con tutto il suo calore umano, non dei semplici esercizi di allenamento. Ed è questo il valore aggiunto.

“Abbiamo creato – continua Andrea – un palinsesto di lezioni live che i nostri istruttori svolgono da casa. Inoltre, postiamo sui social due video – tutorial al giorno di esercizi che si possono fare a casa a corpo libero o con piccoli attrezzi.” E i risultati sono arrivati. “Le live – prosegue Andrea – piacciono, e sono più attrattive rispetto ai classici video tutorial che hanno una già vasta diffusione sul mercato.”

Con quali strategia Body Evidence pensa di affrontare la ripresa?

“Più che strategie, credo che dobbiamo far capire al nostro popolo di sportivi che sarà difficile riuscire a restituirgli tutto il tempo perso con un semplice accredito in coda agli abbonamenti. Allo stesso tempo non è giusto che sia il frequentatore finale a rimetterci.  Il messaggio che deve passare è che stiamo lavorando per fare il possibile, ma è necessario anche quantificare gli strumenti che il Governo ci darà per affrontare questa crisi.

In ogni caso, il frequentatore va tutelato e faremo in modo che non si senta mai tradito dalla “promessa” targata Body Evidence.

Doveroso chiedere a questo punto: cosa chiedete alle istituzioni per tenere alta la produttività del settore sport?

“Abbiamo chiesto: aiuti concreti. Il nostro è un settore meravigliosamente unico. In questi giorni, su tutte le reti, prima di ogni pubblicità passa un messaggio del Governo inerente all’emergenza Coronavirus. Il primo consiglio che viene diffuso è stare a casa, il secondo è mantenersi in movimento. E’ la prima cosa che appare sullo schermo.

L’esercizio fisico e il movimento sono e saranno sempre fondamentali. Più la gente sarà sana e meno impatterà sulla comunità, sui costi sociali e sanitari.

Il movimento può abbassare moltissimo il rischio per la nostra salute.

Servono degli aiuti economici immediati per i collaboratori dello sport, per poter far fronte ai compensi di questi mesi. Partiamo con il rendere gratuiti i certificati medici non agonistici, col poter scaricare la totalità delle spese sostenute per lo svolgimento di attività sportiva. Aumentare le ore di ginnastica nelle scuole.

Dobbiamo creare la cultura che muoversi fa bene a tutti!

Grazie ad Andrea Antoniazzi, Body Evidence

La pandemia del Coronavirus sta creando problemi senza precedenti all’intera industria del fitness in tutto il mondo.
EuropeActive ha pubblicato un e-book dal titolo “Strategie a breve termine e alcune riflessioni per ricominciare…

Pure_Club_IHRSA

Lo scorso 18 marzo, durante un webinar IHRSA, è intervenuto Colin Grant, CEO di Pure International Group, per condividere la sua esperienza di gestione dei club durante questo periodo di chiusura forzata, un’esperienza diretta, esercitata sul campo a seguito della pandemia COVID-19.

Pure Group possiede oltre 30 strutture con sedi ad Hong Kong, Singapore, Shanghai e Pechino, che comprendono sia studi yoga che palestre di grandi dimensioni

Durante il webinar, Grant ha illustrato in dettaglio il viaggio intrapreso dal gruppo dall’inizio dell’epidemia del Coronavirus, nel dicembre 2019.

I club a Shanghai e Pechino sono stati subito costretti, dal governo cinese, a chiudere l’attività mentre i club con sede in altre città, pur rimanendo aperti, hanno subito un calo delle frequentazioni che ha raggiunto i minimi storici.

“È stato un momento molto toccante” ha confermato Grant “ma consiglio a tutti i gestori e al team di lavoro dei centri sportivi, di mettere da parte le emozioni. Bisogna agire con calma.

Quindi per prima cosa è necessaria un’organizzazione strutturata e modificata rispetto al passato, sia internamente che esternamente. Il nostro compito principale è garantire un ambiente sicuro e salubre per il nostro staff così come per tutti i nostri frequentatori“.

Le misure, dal punto di vista pratico, che Grant ha raccomandato (per quei club che possono ancora essere aperti, seppur con misure restrittive) sono tutte focalizzate sulla sicurezza e sulla percezione di essa da parte degli iscritti.

“Abbiamo deciso di aumentare il livello di igiene all’interno di ogni club. Abbiamo ampliato la presenza di stazioni di sanificazione delle mani e dei punti di detersione, sia interni che esterni ai club. Ricordiamoci sempre che la percezione è realtà ed è quindi fondamentale che i nostri frequentatori vedano ciò che stiamo facendo: gli addetti alle pulizie continuamente all’opera sono un segnale tangibile molto importante. Contemporaneamente è partita la comunicazione di tali misure a tutti gli iscritti, tramite i canali social e gli avvisi all’interno del club”.

fitness_girl_workout

Nei centri ancora aperti, Grant ha adottato ulteriori misure di sicurezza tra cui la misurazione della temperatura all’entrata, la riduzione di affluenza alle lezioni di gruppo e la promozione (sia sui social media che all’interno del club) dell’importanza di rafforzare il sistema immunitario con una dieta e un costante esercizio fisico.

“Queste misure sono state ben recepite” ha affermato Grant “i frequentatori ci hanno ringraziato per averli fatti sentire in un ambiente sicuro”.

Per i centri che hanno subito la chiusura, Grant ha sottolineato l’importanza di continuare a comunicare con tutti gli iscritti per rassicurarli con una presenza seppur virtuale: “nei nostri club chiusi a Shanghai e Pechino, tutti i PT ed insegnanti di yoga hanno pubblicato ogni giorno allenamenti sulla nostra App ufficiale

Sebbene i club di Hong Kong e Singapore siano rimasti aperti, Grant ha comunque registrato un raddoppio del tasso di abbandono rispetto agli stessi mesi dello scorso anno e le sospensioni degli abbonamenti si sono decuplicate.

“La sfida più grande in quelle settimane, è stata proprio far capire ai nostri iscritti che non potevamo sospendere i loro abbonamenti. Il nostro impegno economico è sempre rimasto invariato tra affitti, stipendi ed altri costi da sostenere e garantire rimanendo aperti, in un ambiente ancor più pulito ed igienizzato”.

Grant ha inoltre sottolineato l’importanza della comunicazione interna allo staff.

“Abbiamo iniziato facendo ogni giorno una telefonata di report e confronto tra i dirigenti delle varie strutture.Mi rendo conto che ognuno di voi si trova in varie fasi di operatività lavorativa. Il virus si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo e quello che noi abbiamo vissuto diluito in 3 mesi, voi avrete la necessità di attuarlo in 3 settimane!

È un ottovolante, preparatevi: tenete unita la squadra e cercate di stabilizzare la nave il più possibile, siate dei leader!”

 

Fonte intervista HCM (Health Club Manager)

COVID 19 e sport in Europa

ANIF con IHRSA e EuropeActive sta lavorando in questa fase di emergenza, sia con le istituzioni nazionali che sul fronte internazionale

Nei giorni passati ANIF è stata invitata a rappresentare l’Italia in due importanti tavoli di confronto: EuropeActive e IHRSA.
Le due realtà, che a livello mondiale, rappresento e tutelano il settore sportivo a tuttotondo.

Martedì 24 marzo, è stata inaugurata la piattaforma digitale: European RoundTable, un appuntamento che si ripeterà ogni settimana, voluto da EuropeActive e che ha visto coinvolte 14 associazioni, ognuna in rappresentanza del proprio Paese.

Angelo Desidera, come delegato ANIF, ha partecipato all’incontro e sono emerse idee e prospettive che vogliamo condividere con tutti i colleghi italiani.

  • Nella maggior parte dei Paesi, i club sono stati obbligati a chiudere, esattamente come in Italia.
  • Nei Paesi nordici e in Irlanda, fino ad oggi, non c’è alcun obbligo di chiusura, ma molti operatori hanno volontariamente deciso di chiudere.
  • Tutti i governi nazionali stanno adottando misure per limitare conseguenze economiche drammatiche post COVID-19. Tali misure sono di natura simile nei diversi Paesi (ad es. sospensione del pagamento degli affitti, contributo ai salari, sussidi ai lavoratori autonomi, ecc.).
  • Diversi partecipanti hanno sottolineato che molti addetti ai lavori del settore sportivo e fitness stanno spostando le loro attività online per rimanere comunque in contatto con i loro iscritti.

Durante le domande e risposte i partecipanti hanno sollevato i seguenti punti:

  • EuropeActive può supportare il settore e le associazioni nazionali redigendo un protocollo d’intesa o un Manifesto che possano dare al settore una voce forte e unificata sia a livello nazionale che europeo.
  • EuropeActive può supportare iniziative nazionali mediante la firma congiunta di lettere o l’assistenza con webinar per avere un dialogo istituzionale di più ampio respiro.

Le principali misure anti crisi COVID – 19 adottate in Europa

  1. La Spagna ha richiesto una riduzione dell’IVA ed è in attesa di un pacchetto finanziario di aiuti ai titolari dei club.
  2. L’Inghilterra ha ricevuto dal governo un contributo per la copertura dell’80% dei salari dello staff dei centri stessi. Inoltre sta chiedendo un pacchetto di aiuti che va dalla riduzione delle tasse al congelamento degli affitti, alla possibilità di ricevere dei finanziamenti agevolati per il settore oltre all’abattimento dell’IVA.
  3. In Portogallo i club sono stati chiusi solo lo scorso venerdì e l’80% dei lavoratori del settore non ha un contratto diretto ma è inquadrato come “lavoratori indipendenti”. Riceveranno un rimborso del 46% del loro salario dal governo e il 20% dai club in cui lavorano. Perderanno quindi il 24% del loro salario, ma aspettano dal governo ulteriori misure di supporto.
  4. Nella Repubblica Ceca i club sono chiusi da due settimane e rimarranno chiusi per tutto il mese di aprile. Al momento non c’è ancora un supporto diretto dal governo, tuttavia la federazione del fitness ha già fatto richiesta per l’abbattimento dell’IVA o almeno una riduzione per i club stessi.
  5. In Polonia i club sono chiusi dallo scorso giovedì e il governo sta lavorando per delle misure di aiuto, ma al momento non si è ancora ufficialmente espresso. Ci sono delle proposte avanzate dal settore sportivo per chiedere supporto nel pagamento dei salari e un congelamento delle tasse in atto.
  6. In Ungheria i club possono rimanere aperti ma alcuni hanno deciso volontariamente di chiudere. I club aperti devono garantire delle condizioni igieniche e di distanza a tutto il personale e ai frequentatori. La federazione locale sta chiedendo al governo una riduzione delle tasse.
  7. In Francia i club sono chiusi da circa 10 giorni e lo saranno fino al 15 aprile. Al momento il governo ha disposto un rimborso fino all’84% del salario di tutti dipendenti dei centri sportivi e la federazione sta chiedendo allo Stato l’accesso ai fondi nazionali per le situazioni di emergenza sanitaria.
  8. In Svezia non ci sono ordinanze di chiusura per i centri sportivi ma comunque molti centri hanno deciso autonomamente di chiudere. Gli altri debbono osservare le indicazioni igienico-sanitarie da COVID-19 e il governo sta facendo una campagna sociale per promuovere l’attività fisica per rimanere in forma. Il governo comunque paga il 53% dei salari del personale dei centri che hanno deciso di chiudere.
  9. In Russia i club hanno chiuso lo scorso sabato ed hanno avanzato al governo una richiesta di supporto per poter pagare i salari, gli affitti e le altre spese fisse… sono in attesa di risposte concrete.
  10. In Finlandia ci sono sia centri aperti che centri chiusi. I centri aperti devono osservare alcune precise regole, come ad esempio: tutte le classi di group exercise devono avere massimo 10 partecipanti, tutti gli adulti con più di 75 anni non possono frequentare club o allenarsi nei centri sportivi. È vietato spostarsi da regione a regione (sempre all’interno della Finlandia). È stato creato un gruppo WhatsApp dai titolari dei centri sportivi per affrontare insieme il momento di crisi e hanno tracciato, con la loro confederazione industriale, dei suggerimenti e linee guida su come gestire in questo periodo le varie negoziazioni: il pagamento degli affitti, il rimborso o meno agli iscritti, …
  11. L’Irlanda, sulla scia della Gran Bretagna, ha chiuso i club ma solo da due giorni e si stanno preparando a presentare delle richieste al governo a sostegno del settore.
  12. In Bulgaria le palestre sono chiuse e il governo garantisce per un massimo di 3 mesi, la copertura del 50 % dei salari dei collaboratori di tutto il settore fitness.

Coronavirus, aspetti legali e operativi: ANIF invitata al Member Forum, da IHRSA

Un confronto sugli aspetti legali che i club stanno affrontando per questa emergenza sanitaria, ma anche economica, relativi ai contratti dello staff e dei propri iscritti.

Ad oggi negli USA ci sono Stati che consentono ancora ai club di poter essere aperti e svolgere i corsi, adottando misure igienico-comportamentali molto rigorose, altri Stati invece hanno già ordinato la chiusura dalla settimana scorsa.
Sono intervenuti l’Avvocato Adam Sloustcher, legale presso lo studio Fisher & Phillips in California, e Aaron Moore, Direttore dei 7 club VIDA Fitness nel distretto di Washington DC.

Negli Stati Uniti le dinamiche operative fanno quindi riferimento sia a direttive federali che statali e quindi ogni club deve rifarsi al proprio Stato. Ci sono già in atto sussidi da parte del governo per far fronte al salario dei dipendenti e agli sgravi fiscali.

Misure a favore dei lavoratori colpiti dalla chiusura dei club

In molti casi i dipendenti dei club sono stati sollevati dalle loro mansioni lavorative e messi in “malattia”, in altri casi alcuni club hanno aperto pratiche di rimborso alle proprie assicurazioni come “calamità naturali” e stanno mantenendo inalterato il salario dei trainer e dei dipendenti che continuano a svolgere il loro lavoro in modalità smart working.

Ogni club ha cercato di rimanere fedele al planning tradizionale dei workout, sebbene tutto in streaming o su piattaforme digitali

Stanno anche continuando a gestire gli allenamenti di Personal Training secondo la programmazione dei vari iscritti.

Il messaggio che stanno cercando di diffondere il più possibile è quello di rassicurare i propri frequentatori e di trasferire un atteggiamento positivo proprio grazie all’attività fisica.

Ora più che mai le persone hanno bisogno di sapere che, grazie al supporto del proprio club, posso stare bene ed avere un sistema immunitario più forte.

Nei prossimi giorni comunque l’IRS (Internal Revenue Service) si dovrà pronunciare ufficialmente con delle linee guida per l’intero Paese in merito ai sussidi economici.
Intanto al Senato stanno valutando un “Big Stage Economical Relief Bill” che, tra i vari punti, prevede anche un prestito fino a $10 milioni che i centri possono utilizzare esclusivamente per pagare gli stipendi e, nel caso in cui la cassa integrazione non abbia superato il 25 % dello staff, saranno a fondo perduto.

Nei prossimi giorni vi daremo nuovi aggiornamenti dal mondo, stay tuned…

Ecco gli emendamenti ANIF nel Decreto definitivo

Il Ministro Spadafora aumenta a 50 milioni il fondo per i numerosi contratti di compenso sportivo e amministrativo

ANIF è stata ascoltata, in questi giorni frenetici il lavoro dell’ Associazione è riuscito a far sentire la propria voce al Governo: in sintesi il Decreto economico Covid-19 contiene le nostre richieste

  1. Emendamento 1. Cassa integrazione per il personale dipendente (settore amministrativo, manutentivo e addetti alle pulizie) procedure semplificate per l’ accesso alla cassa integrazioene (articolo 19 e 22)
  2. Emendamento 2. Emanazione di provvedimenti urgenti per il Settore in tema di ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione in deroga, Sussidi per i collaboratori ex art 67 TUIR (ambito attività istituzionale) una tantum per personale iscritto al fondo Enpals non in forza alla data del decreto (articolo 38); previsione di un fondo per erogare indennità ai collaboratori sportivi ex art 67 lett.m del TUIR (articolo 96)
  3. Emendamento 3. Accesso al Credito, sospensione ratei mutui. Sospensione mutui (Circolare ABI), accesso al Fondo di garanzia per le PMI (articolo 49) misure a sostegno delle aziende (articolo 56)
  4. Prorogare di almeno 6 mesi il pagamento di acqua, energia elettrica e gas con rateizzazione nei 48 mesi successivi sospensione dei canoni di locazione e concessione per il settore sportivo fino al 31 maggio 2020 (articolo 95).
  5. Emendamento 5. Annullamento per 6 mesi delle imposte ritenute alla fonte, operate in qualità di sostituti d’imposta, nei confronti dei lavoratori dipendenti, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, relativi ai contratti a tempo indeterminato (manutenzione, pulizie ecc.) per le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche) oppure Sospensione e rateizzazione dei versamenti per 48 mesi. Sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali fino al 31 maggio 2020 con pagamento successivo in unica soluzione o fino ad un massimo di 5 rate (articolo 61) e sospensione dei versamenti fiscali (articolo 62), sospensione dei versamenti all’agenzie di riscossione (articolo 68).
  6. Emendamento 6. Annullamento per 12 mesi delle imposte (quali a titolo di esempio IRES, IRAP, IVA etc.) quando dovute. Solo sospensioni degli adempimenti fiscali (articolo 62).
  7. Emendamento 7. Accesso al credito sportivo per finanziamento di superamento crisi, per mutui di ri-partenza a 20 anni, proporzionali alla dimensione dei centri sportivi (volume entrate).
  8. Emendamento 8. Previsione di aiuti finanziari per il pagamento degli stipendi e compensi, per il periodo di chiusura. Congedi straordinari per dipendenti (Articolo 23) incremento permessi retribuiti (articolo 24), indennità una tantum per i COCOCO e liberi professionisti (articolo 27), Istituzione Fondo Speciale per il Covid19 (articolo 44), misure a sostegno delle imprese (articolo 56), supporto alla liquidità delle imprese (articolo 57), premio per lavoratori che svolgono attività lavorativa nel mese di crisi (articolo 63).

Cordiali Saluti

Giampaolo Duregon

Scarica il Decreto definitivo

sport e coronavirus

Cari Colleghi,

a seguito del DPCM dell’8 Marzo 2020 sono entrate in vigore nuove misure restrittive per gestire l’emergenza Coronavirus. La priorità in questo momento resta il contenimento del virus COVID – 19 e la salute di tutto il Paese per cui tutti i settori produttivi sono chiamati a cooperare.

Come è noto, il DPCM dell’8 marzo ha disposto la chiusura dei centri sportivi della regione Lombardia e delle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia, denominata zona gialla. Contemporaneamente le Ordinanze della Regione Lazio, Campania e Sicilia hanno rafforzato queste misure disponendo anche sul proprio territorio la chiusura di palestre, piscine, centri wellness.

Dunque, nel resto d’Italia i centri sportivi possono restare aperti e svolgere la loro attività, ma a quali condizioni?

Il prosieguo delle normali attività è subordinato al rispetto delle misure igieniche e di sicurezza ed, in particolare, come da articolo 1, lettera C del DPCM 4 marzo, alla seguente raccomandazione: mantenere una distanza interpersonale di 1 metro (allegato 1, lettera D).

Ecco perché abbiamo stilato un vademecum che si rifà, per quanto riguarda le misure igienico sanitarie direttamente al DPCM del 4 marzo (allegato 1) e, per quanto riguarda gli spazi idonei in una struttura sportiva, ad una delibera del CONI sulle norme per l’impiantistica sportiva, che già soddisfa la distanza di sicurezza imposta dal Decreto, a riprova del fatto che i centri sportivi si sono dati già a monte dell’emergenza, delle regole di vivibilità e salubrità.

Ecco le 16 regole anti-virus

  1. Affollamento degli spazi di attività. Attenzione alla distanza tra i frequentatori. In piscina: è necessario in vasca lo spazio di 2 m quadri per persona. Negli impianti chiusi (corsi, sala pesi ecc.): 4 metri quadri per persona, che significa che in una sala di 100 mq al massimo possono essere accolti 25 frequentatori.
  2. No al contatto fisico. Consigliamo di sospendere gli sport a contatto fisico (ad esempio le arti marziali) e di mantenere nel planning solo la preparazione fisica all’allenamento: preparazione atletica. Mettere a disposizione più erogatori (nelle sale attrezzi, almeno 2) disinfettanti.
  3. Distribuire anche agli istruttori fitness dei disinfettanti
  4. Chiunque abbia sintomi di raffreddore/influenza è pregato di stare a casa, per una maggiore sicurezza per se e per gli altri.
  5. Lavarsi spesso le mani e mettere a disposizioni soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
  6. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.
  7. Evitare abbracci e strette di mano.
  8. Mantenimento nei contatti sociali di una distanza interpersonale di almeno 1 metro.
  9. Igiene respiratoria. Starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie.
  10. Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva.
  11. Non toccarsi occhi naso e bocca con le mani.
  12. Non prendere farmaci antivirali e antibiotici a meno che siano prescritti dal medico.
  13. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
  14. Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si presta assistenza a persone malate.
  15. Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) e’ fortemente raccomandato di rimanere
    presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;
  16. Divieto assoluto di mobilita’ dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero
    risultati positivi al virus.
centri sportivi e coronavirus

Il contenimento del virus resta la priorità

Il DPCM, emanato il 4 marzo ha rafforzato le misure di contenimento del virus COVID – 19, sul resto del territorio nazionale ma, per il momento, è fatta salva la facoltà per i centri sportivi di restare aperti, nel limite del rispetto delle raccomandazioni igienico sanitarie.

Per la zona rossa (i comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini; in Veneto il comune di Vò ) e gialla (Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto, le province di Pesaro e Urbino, Savona) restano attive le stesse misure del decreto precedente del 1 marzo.

Ecco alcune tra le più rilevanti misure del DPCM del 4 marzo in merito al contenimento del virus

Misure contenimento virus e centri sportivi

  1. Fiere e convegni Sospensione di ogni attività convegnistica o congressuale
  2. Eventi Sospese manifestazioni, spettacoli, eventi di qualsiasi natura inclusi quelli cinematografici e teatrali.
  3. Competizioni sportive Gli eventi e le competizioni sportive sono sospese mentre si possono disputare le stesse negli impianti sportivi a porte chiuse o all’aperto in assenza di pubblico, come anche gli allenamenti, ma solo al di fuori della zona rossa.
  4. Precauzioni sportive Durante tali eventi e competizioni le associazioni e società sportive devono effettuare i controlli per contenere la diffusione del COVID – 19 tra gli atleti, i tecnici e i dirigenti, attraverso il personale medico.
  5. Zona rossa e gialla Nella zona rossa e gialla dunque restano valide le indicazione del precedente decreto del 1 marzo all’art. 1 e 2. (allegati 1, 2 e 3). Nella zona gialla le scuole restano chiuse mentre le competizioni sportive sono possibili solo a porte chiuse. Bar e ristoranti potranno espletare i servizi a condizione di servire solo clienti con il posto a sedere e gli avventori dovranno restare a un metro di distanza.
  6. Centri sportivi Le palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo restano aperti ma devono essere in grado di rispettare le raccomandazioni di cui all’allegato 1 lettera D., mantenere cioè nei contatti sociali una distanza interpersonale di almeno 1 metro.
  7. Formazione Sospese tutte le attività didattiche, dalle scuole fino all’Università e ai master, tranne i corsi post -universitari connessi all’esercizio di professioni sanitarie.
  8. Gite. Sospesi i viaggi d’istruzione, gite scolastiche, gemellaggi ecc
  9. Assistenza anziani L’accesso di parenti e visitatori alle strutture per gli anziani è consentita solo nei casi indicati dalla direzione della struttura.

Per approfondire tutte le misure scarica il Decreto

Misure di prevenzione e informazione

  1. Sanità il personale sanitario si attiene alle misure di prevenzione per la diffusione del virus dell’OMS
  2. Anziani e patologici Si consiglia alle persone anziane o affette da patologie cronche o immunodperesse di non uscire di casa se non per stretta necessità e di evitare i luoghi affollati.
  3. Prevenzione I sindaci e le associazioni di categoria promuovono le informazioni sulle misure igienico sanitarie

Scarica l’Allegato 1 sulle misure igienico – sanitarie

Scarica il vademecum dell’Ansa sulle misure anti – virus

Caro socio,
ANIF EurowWellness, nella persona del Presidente Giampaolo Duregon, preso atto fin da subito della criticità specifica causata dal Coronavirus che ha colpito in maniera allarmante anche lo Sport Dilettantistico, si sta attivando con determinazione presso il Ministero dello Sport per sollecitare l’emanazione di alcuni primi provvedimenti a sostegno del Settore su tutto il territorio nazionale. E cioè:

  1. Sospensione di versamenti, ritenute, contributi relativi ai contratti a tempo indeterminato (manutenzione, pulizie ecc.) per le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche).
  2. Sospensione del versamento delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituti d’imposta nei confronti dei lavoratori dipendenti, nonché contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.
  3. I versamenti sospesi di cui sopra siano effettuati in un’unica soluzione entro il 30 Aprile 2020 senza applicazione di sanzioni ed interessi.
  4. Tali provvedimenti dovranno essere successivamente procrastinati a causa di sopraggiunte esigenze.
  5. Emanazione di provvedimenti urgenti per il Settore in tema di ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione in deroga) accesso al Credito, sospensione mutui.

Sarà nostra cura tenervi informati sull’evolversi della situazione.

Cordiali saluti

Gianfranco

decreto coronavirus

Caro Collega,

ho il piacere di informarti che l’importante azione di ANIF Eurowellness a sostegno del nostro settore pesantemente colpito dagli effetti collaterali del CORONAVIRUS, sta producendo i primi importanti risultati. Le istanze del settore avanzate personalmente con grande determinazione nei confronti delle Istituzioni dal Presidente Giampaolo Duregon, supportato in particolare dalla DELEGAZIONE ANIF LOMBARDIA, unitamente con l’azione di altre organizzazioni, quali Federvarie Confindustria, di cui ANIF fa parte ed Enti Sportivi, hannofavorito infatti in data odierna l’emanazione del DPR recante alcuni importanti provvedimenti in favore delle attività dei centri sportivi ubicati nella ZONA ROSSA.

Nel trasmettere il DPR integrale evidenziamo, per tua opportuna documentazione, i contenuti del Decreto.

E’ questo un primo importante passo compiuto da ANIF sulla strada della normalizzazione della nostra attività. Ma l’azione del Presidente prosegue con immutato impegno nei confronti delle Istituzioni, perché, se è vero come è vero che sono inquesto momento i centri sportivi ubicati nella “zona rossa” ad essere particolarmente colpiti dal CORONAVIRUS, è altrettanto vero che tutto il settore sta attraversando una preoccupante crisi.

Ecco cosa ha chiesto ANIF al Ministero dello Sport!

Scarica il Decreto legge Presidenza della Repubblica

Scarica il Decreto legge sulla proroga termine zone rosse