sport e coronavirus

Caro collega, come è noto, nel DPCM “Cura Italia”, pubblicato oggi, 18 marzo, nella Gazzetta Ufficiale, sono stati recepiti 8 degli 8 emendamenti avanzati da ANIF al Governo.

In particolare, per quanto riguarda il versamento dei canoni di locazione degli impianti sportivi PUBBLICI inutilizzati causa Covid19 viene sospeso fino al 31 maggio 2020. Il versamento sarà effettuato in unica soluzione entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di interessi e sanzioni. Molti colleghi hanno molto apprezzato il nostro impegno con attestati che hanno gratificato la nostra azione.

Alcuni colleghi che gestiscono impianti sportivi privati pagando canoni di locazione lamentano tuttavia la mancanza di attenzione da parte delle Istituzioni alla loro situazione, penalizzata nei confronti di coloro che gestiscono impianti pubblici.

Pur comprendendo le loro condivisibili argomentazioni, ci corre l’obbligo di osservare che la Costituzione RICONOSCE I DIRITTI DELLA PROPRIETÀ PRIVATA E TUTELA IL RISPARMIO (ANCHE IN FORMA EDILIZIA) DEI CITTADINI.

Non potendo quindi agire sul piano politico per i suddetti motivi, riteniamo che l’attenzione al problema debba essere rivolta ai proprietari degli immobili facendo presente che, stante la grave criticità che sta attraversando il settore costretto a chiudere gli impianti e quindi impossibilitato a incassare le quote di frequenza, anche i proprietari dovrebbero cercare di venire incontro a queste reali e oggettive esigenze.

Il Decreto legge prevede per le A.S.D. ed S.S.D. Dilettantistiche e Professionistiche la sospensione fino al 31 maggio 2020 dei versamenti dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali. Per quanto riguarda le locazioni commerciali stipulate tra soggetti privati è rimessa alla volontà delle parti la rideterminazione, sospensione o annullamento dei canoni di locazione.

Considerando le difficoltà di questo momento di emergenza sanitaria, quindi, le parti potranno prevedere in via “amichevole” una dilazione oppure una riduzione dei suddetti canoni.

Si deve tener conto che in entrambi i casi si dovrà tenere traccia di tale accordo (ai fini di eventuali accertamenti) e tuttavia nel caso di riduzione si dovrà anche comunicare tale riduzione all’AdE

Vi consigliamo di contattare il prima possibile i vostri locatori, facendo presente la situazione di grave crisi in cui versa in questo momento il settore e di accordarvi con loro il prima possibile.

C’è anche una richiesta che è stata fatta nel Decreto per avere da parte dell’affittuario un recupero come credito d’imposta del valore dell’affitto pagato per il periodo di chiusura o più ampio di tale periodo.

coronavirus e centri sportivi

Si è svolta questa mattina, 11 marzo 2020, una riunione con il Direttore dell’Ufficio Sport Giuseppe Pierro congiuntamente ad Assosport, che fa parte insieme ad ANIF di Confinustria Federvarie. Il Presidente Giampaolo Duregon ha esposto al Direttore le necessità a livello normativo, fiscale e giuslavoristico della riqualificazione del settore, una necessità sentita e rivolta, tramite una richiesta formale, al Ministro ancor prima dell’emergenza COVID – 19.

Giuseppe Pierro ci ha confermato la sua volontà di interpellarci per conoscere le nostre istanze e proposte per i decreti attuativi e la riunione è stata indetta oggi in piena emergenza scatenata dall’epidemia di Coronavirus. Dunque, la riunione è stata incentrata su questo argomento e orientata alle richieste di sussidi e agevolazioni per il nostro settore, le stesse che sono state depositate al Ministro delle Finanze.

Ecco le richieste inviate al Ministro dello Sport e discusse nella riunione dell’11 marzo

ANIF EuroWellness (Associazione Nazionale Impianti per lo Sport e per il Fitness) è un organismo “NO PROFIT” che rappresenta e tutela sul piano gestionale, fiscale, tributario, giuslavoristico gli interessi dei gestori/proprietari dei centri Sportivi.

L’Associazione è affiliata a Confindustria-Federvarie, è membro del Board di Europe Active e Strategic Partner di IHRSA.

L’ Associazione ha sempre svolto un ruolo attivo nella costruzione del quadro normativo del settore dialogando proficuamente con le Istituzioni di riferimento (Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro, INPS, Ministero dello Sport, MEF, CONI)

ANIF, ultimamente, prima della diffusione del Coronavirus, ha contribuito alla costituzione di un tavolo di lavoro presso l’Agenzia delle Entrate volto ad affrontare alcune criticità gestionali dovute ad un vero e proprio attacco ai centri sportivi da parte degli Organi di Controllo, volto a demolire lo ” status giuridico” delle A.S.D./S.S.D. attraverso il loro disconoscimento e l’attribuzione della natura commerciale.

La frammentarietà delle norme d’altra parte è tale da non fornire un quadro organico della materia anche se appare evidente l’intenzione del Legislatore di creare un “corpus legislativo del settore”.

Le criticità riguardano soprattutto i profili civilistici (corretta qualificazione delle A.S.D./S.S.D.), tributari (regimi fiscali) e giuslavoristici (qualificazione dei rapporti con gli istruttori nella categoria co.co.co analogamente a quanto avviene per gli amministrativi gestionali non professionali).

Occorre tener presente che le circa 90.000 A.S.D./S.S.D. registrate presso il Coni svolgono una importante azione sociale attraverso la promozione di attività sportiva a favore dei cittadini di tutte le fasce di età (circa 20 milioni), finalizzata alla salute, all’agonismo e infine allo sport di vertice (Olimpiadi e Mondiali).

Presso questi organismi operano circa un milione di tecnici sportivi. Si tratta in sostanza di un grande movimento di cittadini degno pertanto di particolare attenzione da parte del Legislatore. Il tavolo di confronto ha dunque lo scopo di eliminare le criticità di cui sopra e di inquadrare il settore in un contesto normativo chiaro e non interpretabile in maniera soggettiva.

La necessità di una rivisitazione ragionata e coerente appare indifferibile soprattutto in relazione alle recenti prese di posizione assolutamente “fantasiose” assunte da alcuni Uffici Tributari Territoriali. Il Tavolo di cui sopra potrebbe fornire l’input a questo importante Progetto legislativo.

A questo tavolo non dovrebbero mancare i contributi determinanti, oltre a quelli dell’Agenzia delle Entrate, quelli del MEF, quelli del Ministero del Lavoro, quelli del Ministero dello Sport e quelli di Confindustria.

L’azione di Confindustria, in qualità di ente promotore del Progetto, è quanto mai determinante.

CORONAVIRUS e Centri Sportivi

Le istanze di ANIF avanzate a Confindustria da trasferire al Ministero dello Sport per sollecitare l’emanazione di alcuni primi provvedimenti a sostegno del settore su tutto il territorio nazionale sono:

  1. Cassa integrazione per il personale dipendente (settore amministrativo, manutentivo e addetti alle pulizie).
  2. Emanazione di provvedimenti urgenti per il Settore in tema di ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione in deroga, Sussidi per i collaboratori ex art 67 TUIR.
  3. Accesso al Credito, sospensione ratei mutui.
  4. Prorogare di almeno 6 mesi il pagamento di acqua, energia elettrica e gas con rateizzazione nei 48 mesi successivi.
  5. Annullamento per 6 mesi delle imposte ritenute alla fonte, operate in qualità di sostituti d’imposta, nei confronti dei lavoratori dipendenti, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, relativi ai contratti a tempo indeterminato (manutenzione, pulizie ecc.) per le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche) oppure Sospensione e rateizzazione dei versamenti per 48 mesi.
  6. Annullamento per 12 mesi delle imposte (quali a titolo di esempio IRES, IRAP, IVA etc.) quando dovute.
  7. Accesso al credito sportivo per finanziamento di superamento crisi, per mutui di ri-partenza a 20 anni, proporzionali alla dimensione dei centri sportivi (volume entrate).
  8. Previsione di aiuti finanziari per il pagamento degli stipendi e compensi, per il periodo di chiusura.
coronavirus e sport

Caro collega,

pur avendo iniziato le riunioni in un tavolo di lavoro fra ANIF, altre rappresentanze e il Ministero delle Finanze per riqualificare le normative vigenti per i centri sportivi italiani ormai sempre più interpretate negativamente dai vari organi di controllo abbiamo dovuto per ora concentrarci sull’emergenza COVID – 19 che ci ha visti collaborare con le autorità sanitarie al fine di ridurre il propagarsi dell’infezione. Inizialmente abbiamo cercato di trovare soluzioni diverse dalla chiusura ma, nel momento in cui, l’emergenza è diventata così importante ci siamo allineati chiudendo tutti i centri sportivi italiani.

E’ per questo che ci siamo subito attivati per far recepire al MEF, Ministero delle Finanze, tutte le richieste indispensabili di sussidi ed agevolazioni per i centri sportivi italiani. Un centro sportivo infatti, senza l’afflusso delle quote di frequenza non riesce ad andare avanti. Le nostre istanze sono state accolte e quindi, al pari di altri settori, anche il nostro settore beneficerà di misure di sostegno. Noi speriamo che tutti gli 8 punti che abbiamo richiesto vengano inseriti nel Decreto presidenziale per gli aiuti all’economia italiana.

Ecco gli 8 punti richiesti al MEF

I centri sportivi italiani, Società Sportive Dilettantistiche e Associazioni Sportive Dilettantistiche, ovvero circa 99.000 strutture in tutta Italia, ormai, dal 23 febbraio sono entrati in un profondo stato di crisi.

Nel settore, sono impegnati circa 1 milione di cittadini tra dipendenti e collaboratori.

I centri sportivi dilettantistici debbono affrontare: le spese per il personale, i consumi energetici, oneri fiscali e finanziamenti con le banche.

Non avendo nessun tipo di entrata di frequenza dalle attività sportive, si rischia la totale chiusura dei centri sportivi e quindi di un intero settore.

Si chiede, quindi, a causa di questo stato di crisi, dovuto all’emergenza salute di poter provvedere con sussidi e agevolazioni per una ripartenza non appena le autorità sanitarie riterranno possibili le aperture.

Questi i punti più critici da risolvere il prima possibile:

  1. Cassa integrazione per il personale dipendente (settore amministrativo, manutentivo e addetti alle pulizie).
  2. Emanazione di provvedimenti urgenti per il Settore in tema di ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione in deroga, Sussidi per i collaboratori ex art 67 TUIR).
  3. Accesso al Credito, sospensione ratei mutui.
  4. Prorogare di almeno 6 mesi il pagamento di acqua, energia elettrica e gas con rateizzazione nei 48 mesi successivi.
  5. Annullamento per 6 mesi delle imposte ritenute alla fonte, operate in qualità di sostituti d’imposta, nei confronti dei lavoratori dipendenti, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, relativi ai contratti a tempo indeterminato (manutenzione, pulizie ecc.) per le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche) oppure Sospensione e rateizzazione dei versamenti per 48 mesi.
  6. Annullamento per 12 mesi delle imposte (quali a titolo di esempio IRES, IRAP, IVA etc.) quando dovute.
  7. Accesso al credito sportivo per finanziamento di superamento crisi, per mutui di ri-partenza a 20 anni, proporzionali alla dimensione dei centri sportivi (volume entrate).
  8. Previsione di aiuti finanziari per il pagamento degli stipendi e compensi, per il periodo di chiusura.
centri sportivi coronavirus

Da oltre 20 anni, ANIF EuroWellness tutela e rappresenta gli impianti sport, fitness e piscine, avendo ben chiara come mission primaria la promozione della salute, di cui la pratica dell’attività sportiva si fa portavoce.

In questi giorni, a seguito della crisi, in primo luogo, sanitaria, sociale, economica che il nostro Paese sta vivendo per l’emergenza Coronavirus, ANIF EuroWellness non ha intenzione di tradire la sua prima mission che è la promozione della salute. Come Associazione che tutela e rappresenta gli impianti sport, fitness e piscine, l’attività fisica per ANIF è stato sempre un avamposto della salute pubblica.

Abbiamo sempre sensibilizzato opinione pubblica ed Istituzioni sul ruolo dello sport nella riduzione della spesa sanitaria grazie al suo potere di prevenzione e cura di malattie croniche non trasmissibili. ANIF, oggi più che mai, continua a promuovere la salute al fianco degli impianti sportivi che stanno affrontando questa crisi disastrosa, in due direzioni:

  1. collaborando con le Istituzioni nel diffondere le necessarie misure igienico-comportamentali, come da Decreto Presidenziale, il quale autorizza le Associazioni di categoria a diffondere le norme di contenimento del virus;
  2. sostenendo i centri sportivi di tutta Italia, in questo momento di estrema crisi del settore, costretto a chiudere tutti gli impianti per cooperare nel modo più efficace possibile al necessario, urgente e prioritario contenimento del virus COVID – 19.

Nonostante ciò, il settore è stato sempre compatto dalla parte della difesa del diritto alla salute: lo dimostrano le richieste che la nostra delegazione ANIF Lombardia, che si è battuta sul territorio giorno per giorno, rivolgeva il 3 marzo all’Amministrazione lombarda e all’ANCI, nei giorni in cui l’epidemia e le misure restrittive crescevano.

Lo stesso ha fatto ANIF su tutto il territorio nazionale con un’operazione d’informazione capillare sulle misure di contenimento del contagio mentre lavorava ad un dialogo serrato con le istituzioni per tutelare chi avvia allo sport i giovani, chi permette di far praticare esercizio fisico agli adulti ed anziani, chi, attraverso tutte le scuole di sport fa crescere e porta in vetta i grandi campioni d’Italia.

Oggi, ANIF, per fare in modo che questi stessi centri sportivi possano continuare, una volta riaperti, a tutelare la salute delle persone, chiede:

  1. Cassa integrazione per il personale dipendente (settore amministrativo, manutentivo e addetti alle pulizie).
  2. Emanazione di provvedimenti urgenti per il Settore in tema di ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione in deroga, Sussidi per i collaboratori ex art 67 TUIR ).
  3. Accesso al Credito, sospensione ratei mutui.
  4. Prorogare di almeno 6 mesi il pagamento di acqua, energia elettrica e gas con rateizzazione nei 48 mesi successivi.
  5. Annullamento per 6 mesi delle imposte ritenute alla fonte, operate in qualità di sostituti d’imposta, nei confronti dei lavoratori dipendenti, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, relativi ai contratti a tempo indeterminato (manutenzione, pulizie ecc.) per le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche) oppure Sospensione e rateizzazione dei versamenti per 48 mesi.
  6. Annullamento per 12 mesi delle imposte (quali a titolo di esempio IRES, IRAP, IVA etc.) quando dovute.
  7. Accesso al credito sportivo per finanziamento di superamento crisi, per mutui di ri-partenza a 20 anni, proporzionali alla dimensione dei centri sportivi (volume entrate).
  8. Previsione di aiuti finanziari per il pagamento degli stipendi e compensi, per il periodo di chiusura.

Vi sono stati centri sportivi che ancor prima di decreti e ordinanze di chiusura hanno scelto di chiudere le porte per sostenere il sistema sanitario al collasso.

Tutto questo dimostra che l’avanguardia di questo settore sa essere motore dell’economia, di sostegno al welfare sanitario ma anche compatta nel sostenere il bene comune di questo Paese.

Ecco perché ANIF chiede al Ministro dello Sport, al Ministro dell’Economia e Finanze, al Governo di non permettere che uno tra i più importanti network di promozione di salute e sani stili di vita si trovi al collasso quando il Paese ripartirà e bambini, adulti, anziani, patologici avranno bisogno di esercitare il loro diritto allo sport, come corollario del diritto alla salute, riconosciuto anche dall’Unione Europea.

Si tratta di un settore che dà lavoro a più di un milione di dipendenti e collaboratori e che non potrà permettersi da solo di affrontare i costi sociali ed economici che questa sciagurata epidemia sta proiettando sul nostro Paese e nel mondo.

centri sportivi lombardia

Alla C.A.

Presidente Regione Lombardia
Assessore allo Sport Regione Lombardia
Assessore Wellfare Regione Lombardia
Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia
Assessore Bilancio Regione Lombardia
ANCI – Sindaci

Milano, 02 Marzo 2020
Oggetto: provvedimenti Corona Virus

Gentili Prefetto, Presidenti, Assessori e Sindaci

ANIF rappresenta nelle diverse Regioni, i centri Sportivi, fitness e wellness, piscine e campi da gioco affiliati al CONI a livello nazionale di un settore che complessivamente rappresenta migliaia di società e associazioni sportive in cui lavorano più di 100.000 collaboratori sportivi solo nella Regine Lombardia , senza contare l’indotto, e che ogni giorno accolgono migliaia di frequentatori/tesserati affiliati agli Enti di Promozione sportiva/FSN che praticano esercizio fisico per prepararsi a varie discipline sportive, per migliorare il proprio stato di salute nel casi malattie metaboliche e per mantenere un ideale stato di forma fisica e salute generale.

Purtroppo verifichiamo che, anche se formalmente fuori, siamo ancora oggi operativamente e di fatto “all’interno della ZONA ROSSA”: le attività sono completamente bloccate per i nostri tesserati.

Ma, come da nostra tradizione di Cavalieri dello Sport e della Salute e, quindi, dalle caratteristiche e valori naturali di determinazione, costanza, fede e impegno siamo a richiedervi di rivalutare le decisioni prese proponendo quelle che potrebbero essere delle modifiche che consentirebbero al settore di ripartire, garantendo in diverse forme la massima tutela della salute nel pieno rispetto delle preoccupazioni che stanno alla base delle scelte effettuate.

Considerando che:

  • è indubbio che gli impianti sportivi e l’esercizio fisico nelle sue diverse forme, agonistico e amatoriale, rappresentano la prima difesa e rinforzo del sistema immunitario ;
  • chi si dedica ad una regolare attività fisica corre un rischio molto più basso di contrarre infezioni o di esporsi a contagi rispetto ai soggetti sedentari

Proponiamo:

  1. di eseguire e attenersi a rigidi protocolli di sanificazione
  2. identificare modelli di contingentamento relativo al numero degli ingressi alle strutture in funzione dei mq delle palestre/piscine limitando al massimo ad una contemporaneità di utenti per mq di superficie e utenti per mq di superficie delle vasche
  3. l’eventuale sospensione per una maggiore tutela sanitaria di particolari attività (minori sotto i ………. anni, corsi gestanti, etc.)
  4. definizione orari specifici di funzionamento degli impianti
  5. valutazione specifica per zona geografica

Siamo naturalmente disponibili ad un confronto fattivo per la realizzazione di modelli standard da adottare.

Tali parametri andrebbero verso soluzioni di garanzia per la salute pubblica da un lato e consentirebbero al settore di riprendere un percorso verso la normalità operativa che a prescindere da una lenta ripresa, avrà inevitabili ripercussioni negli equilibri economico/finanziari difficili da recuperare nel breve periodo.

Siamo infine a richiedervi l’estensione delle misure di compensazione/supporto previste per le attività commerciali e produttive della ZONA ROSSA al nostro settore e ai nostri associati che di fatto sono stati colpiti da un’ordinanza di chiusura praticamente totale che mette a rischio l’intero sistema e la tranquillità economica delle famiglie e società coinvolte direttamente dal punto di vista lavorativo.

Le misure dovrebbero prevedere:

  • Sospensioni per un tempo congruo delle incombenze fiscali
  • Sospensione delle bollette di energia elettricità, gas ed acqua
  • Sospensione delle bollette acqua con revisione della tariffa vigente da equiparare a quella “pubblica” almeno per gli impianti pubblici
  • Sospensione dei mutui contratti dalle aziende del settore
  • Possibilità di accesso a fondi di garanzia e/o solidarietà per la necessaria liquidità atta a sostenere i prossimi mesi di ripresa
  • Forme di indennizzo da valutare insieme a voi da proporre al governo centrale per il danno indotto da cause di forza maggiore per i giorni di chiusura.
  • Altre forme da definire

Ringraziandovi anticipatamente per l’attenzione, e in attesa urgente di vostri riferimenti, cordiali saluti.

Cordiali Saluti
Cicognani Massimo
ANIF LOMBARDIA
Vice Presidente ANIF NAZIONALE

Caro socio,
ANIF EurowWellness, nella persona del Presidente Giampaolo Duregon, preso atto fin da subito della criticità specifica causata dal Coronavirus che ha colpito in maniera allarmante anche lo Sport Dilettantistico, si sta attivando con determinazione presso il Ministero dello Sport per sollecitare l’emanazione di alcuni primi provvedimenti a sostegno del Settore su tutto il territorio nazionale. E cioè:

  1. Sospensione di versamenti, ritenute, contributi relativi ai contratti a tempo indeterminato (manutenzione, pulizie ecc.) per le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche).
  2. Sospensione del versamento delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituti d’imposta nei confronti dei lavoratori dipendenti, nonché contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.
  3. I versamenti sospesi di cui sopra siano effettuati in un’unica soluzione entro il 30 Aprile 2020 senza applicazione di sanzioni ed interessi.
  4. Tali provvedimenti dovranno essere successivamente procrastinati a causa di sopraggiunte esigenze.
  5. Emanazione di provvedimenti urgenti per il Settore in tema di ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione in deroga) accesso al Credito, sospensione mutui.

Sarà nostra cura tenervi informati sull’evolversi della situazione.

Cordiali saluti

Gianfranco

coronavirus e impianti sportivi

Cari Soci, cari Sostenitori e cari Amici,

ho iniziato molti anni fa questo lavoro che, per me, come per tutti voi, coincide con una grande passione.

Mai ho dovuto chiudere i miei centri un solo giorno.

Il solo pensiero di doverlo fare perché costretto da cause di forza maggiore mi è sempre sembrato qualcosa di impossibile e inimmaginabile.

In questi giorni alcuni amici cari, con i quali ho condiviso tante battaglie e tante soddisfazioni, sono “vittime” di una situazione che impone una doverosa e rispettosa chiusura. Chiusura inconcepibile fino a qualche giorno fa, eppure questa ordinanza potrebbe purtroppo allargarsi anche ad altri centri sportivi.

Sono quindi a chiedere personalmente a tutti i Soci, non coinvolti in queste restrizioni, a tutte le aziende nostre sostenitrici, agli amici in genere, di dare, oltre al sostegno morale che già state dimostrando, una “donazione liberale di sostegno crisi” che faremo pervenire divisa in parti uguali ai soci ANIF EuroWellness che sono in difficoltà.

Verrà redatta una relazione continua e pubblica delle donazioni ricevute e suddivise tra i soggetti in situazioni critiche. Anche se non riusciremo a coprire totalmente i danni economici, sarà un grande segno di amicizia e collaborazione che avrà un valore molto più profondo di quanto concretamente potremo ricevere.

Ci conto perché siamo una grande squadra fatta di amici, scendiamo in campo per dimostrarlo!

Con grande affetto per tutti voi,

Giampaolo Duregon

– – – – – – – – – – –
La donazione può essere effettuata tramite bonifico bancario intestato ad ANIF – Eurowellness, presso:
BNL Gruppo BNP Paribas – Ag. 2 – Roma
IBAN: I T 10 L 0 1 0 0 5 0 3 2 0 2 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 1 4

La causale deve essere “donazione liberale di sostegno crisi” con il nominativo di chi lo fa e il centro sportivo di riferimento

coronavirus e centri sportivi

 

 

Alla C.A.
Presidente Regione Lombardia

Assessore allo Sport Regione Lombardia

Assessore Wellfare Regione Lombardia
Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia

Assessore Bilancio Regione Lombardia
Sindaci

Milano, 27 Febbraio 2020
Argomento: provvedimenti Coronavirus

ANIF rappresenta nelle diverse Regioni, i centri sportivi, fitness e wellness, piscine e campi da gioco affiliati al CONI a livello nazionale di un settore che complessivamente rappresenta migliaia di società e associazioni sportive in cui lavorano più di 100.000 collaboratori, nella sola Regione Lombardia, direttamente, senza contare l’indotto, e che ogni giorno accolgono migliaia di frequentatori/tesserati affiliati agli Enti di Promozione Sportiva che praticano esercizio fisico per prepararsi a varie discipline sportive, per migliorare il proprio stato di salute nei di casi malattie metaboliche e per mantenere un ideale stato di forma fisica e salute generale.

Siamo a rappresentare con questa comunicazione l’estrema preoccupazione alla luce dei provvedimenti di carattere regionale e nazionale sul tema “apertura/chiusura centri sportivi pubblici e privati“, palestre e piscine e l’estrema difficoltà che abbiamo verso i nostri associati, ai quali non siamo in grado di fornire indicazioni uniformi, nei diversi territori regionali e a volte in comuni limitrofi.

Vi informiamo inoltre che i centri sportivi non potranno onorare a breve, per gli impianti fermi, gli impegni con i propri collaboratori che lavorano nelle società e associazioni sportive. Il settore impegna migliaia di persone (dai bagnini agli istruttori di nuoto, agli istruttori di sala fitness e corsi di ginnastica, agli addetti all’accoglienza e alla manutenzione) e sono a rischio molti posti di lavoro, essendo l’attività chiusa come da ordinanze.

Si tratta di Cittadini che irrimediabilmente si troveranno in una condizione di difficoltà economica rilevante. Tale situazione si ripercuoterà con effetti a cascata sugli altri settori del mondo del lavoro contribuendo al rallentamento dell’economia genera.

Sottolineiamo inoltre, l’apporto economico diretto ed indiretto che il nostro settore fornisce al welfare sociale e alle aziende, oltre a garantire l’importante tutela del patrimonio impiantisco pubblico comunale e regionale attraverso la gestione diretta degli impianti sportivi.

Siamo per questi motivi estremamente sorpresi da come il nostro settore sia stato penalizzato rispetto ad altri con le medesime caratteristiche di aggregazione quali ristoranti, bar, centri commerciali che invece non hanno subito i nostri stessi impedimenti.

Richiediamo dunque la possibilità di valutare, da Lunedì 2 Marzo 2020, la riapertura totale dei centri sportivi pubblici e privati ai tesserati, anche con eventuali precauzioni tecniche/comportamentali concordate con la vostra Amministrazione, attraverso protocolli standard, armonizzando la situazione nelle differenti Regioni.

Siamo naturalmente a disposizione per ogni e qualsivoglia elemento informativo e per esporre una serie di iniziative per il sostegno e la ripresa del nostro settore.

Cordiali Saluti

Massimo Cicognani

VicePresidente ANIF Nazionale

agevolazione fiscale imu

L’ANIF, dopo un lungo periodo di riunioni con l’Agenzia del territorio e con AequaRoma, ha ottenuto una circolare esplicativa sull’esenzione del pagamento dell’IMU sui locali accatastati e adibiti all’attività sportivo dilettantistica istituzionale.

Quindi, i locali adibiti ad attività commerciale appartengono alla categoria D8 mentre i locali adibiti all’attività sportiva dilettantistica sono D6.

L’esenzione è possibile quando i locali sono di proprietà della ASD o SSD oppure ne sono in possesso, diritto reale, attraverso un contratto, uso usufrutto, che trasferisce il diritto reale dalla immobiliare alla ASD o SSD.

Questa è una semplice nota con la finalità di introdurre la circolare che chiarisce l’esenzione per il nostro settore nei dettagli e che puoi scaricare più avanti.

Siamo, comunque, a disposizione per delucidazioni e per intraprendere un percorso analogo con i vari Istituti Comunali che si occupano di IMU su differenti territori.

Scarica qui la circolare sulle agevolazioni IMU

coronavirus forum club

A causa dell’emergenza CoronaVirus il Forum Club è stato rinviato, in osservanza alle attuali disposizioni delle autorità.

Leggi il comunicato del ForumClub 

Ne consegue che il Convegno ANIF del 6 marzo al Palazzo del Ghiaccio “Gestire i Centri sportivi: criticità, rischi e difficoltà interpretative sulle normative di riferimento” sarà anch’esso rinviato.

Non appena il Forum Club comunicherà la data del rinvio, vi informeremo immediatamente.

Cari Colleghi,

questo è il testo del Decreto Legge annunciato dal Premier Conte e approvato dal Consiglio dei Ministri sul CoronaVirus. Il nostro è fra i Paesi che ha adottato, fin da subito, le misure più garantiste ma, dopo i recenti casi, il Governo ha deciso adoperare misure di massima sicurezza, al fine di tutelare la salute di tutti noi cittadini.

Questo decreto è stato eseguito in Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna.

Noi crediamo che di fronte ad una situazione critica per la salute dei cittadini, si debba dimostrare di essere coesi con le Istituzioni.

Siamo certi che, “in primis”, ci sia la salute di noi tutti.

Pur coscienti di questo principio, non possiamo sottovalutare le forti ripercussioni economico/finanziarie che impatteranno sul settore se le decisioni prese si protrarranno oltre la settimana decisa.

Inoltre, non possiamo non considerare che i pareri di illustri scienziati contrastano riguardo la necessità di alcune restrizioni. Inoltre, l’interpretazione del decreto sopra riportato, non è per tutti chiara al punto (c):

“c) sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in un luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”.

Infatti, si parla di restrizioni per i soli eventi sportivi e non per la normale pratica sportiva, anche se alcuni organi istituzionali allargano la restrizione anche alla pratica sportiva, mentre altri no.

Noi pur non avendo l’autorità scientifica, per decidere in merito, per ora consigliamo di attenersi alle autorità locali che in alcuni casi hanno fatto continuare l’attività motoria nei centri sportivi e di usare tutte le precauzioni igienico – sanitarie ben rappresentate dalla Federazione di Medicina Sportiva.

Saremo attentissimi all’evolversi dello stato di criticità e vi terremo informati di ogni sviluppo.

Scarica la guida della Federazione Medico Sportiva italiana

Scarica il testo del Decreto Legge