Mai come in questi giorni lo sport di base era stato oggetto di una così alta e diffusa attenzione da parte delle Istituzioni.
Nel giro di un paio di giorni il mondo dell’associazionismo sportivo ha assistito ad una serie di pronunciamenti da parte del Governo, del CONI, degli Enti di Promozione Sportiva che non potevano non essere accolti con grande piacere. Il fenomeno è stato osservato con particolare interesse dagli Enti che da molti anni sono impegnati nella difesa dello sport  inteso nell’accezione più ampia del termine, non solo quindi sport agonistico, ma anche e soprattutto quello volto al miglioramento dello stato di salute psico-fisica della popolazione ed alla prevenzione ed alla cura di malattie cardiovascolari, metaboliche (diabete, obesità, ipercolesterolemia, malattie neurodegenerative) ed osteoarticolari.
E su questo terreno ANIF, Associazione Nazionale Impianti per il Fitness e per lo Sport, svolge, da oltre 10 anni sotto la spinta del suo Presidente Giampaolo Duregon, un ruolo determinante ponendosi quale punto di riferimento, sempre più autorevole, nei rapporti con  CONI, Ministero dell’Industria, Ministero delle Finanze, della Salute, del Lavoro, INPS, SIAE con cui interagisce istituzionalmente nella tutela dello sport di base: “lo sport per tutti”.  Vediamo quindi cosa si è mosso dopo anni di assoluto silenzio nel mondo delle Istituzioni. Ha aperto la discussione Graziano Del Rio, Sottosegretario “vigilante” sullo sport, Il quale, nel recente incontro con il CONI (Roma, 27 ottobre 2014), ha sottolineato l’importanza dello sport sul piano sociale, in particolare su quello del benessere collettivo che si riflette positivamente in termini di risparmio per il sistema sanitario nazionale.
Il CONI, afferma Del Rio, continuerà a ricevere da parte dello Stato un ragguardevole sostegno economico (438 milioni di euro nel 2013), ma dovrà impegnarsi maggiormente nella promozione sportiva di base anche a scapito di una minore attenzione allo sport agonistico di vertice e Del Rio chiede: “che serve arrivare ottavi nel medagliere olimpico quando si è ultimi fra 28 paesi OCSE nella classifica della pratica sportiva?”.
L’importante tema è stato affrontato il giorno successivo nell’incontro CONI – ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) volto alla formalizzazione di un accordo per la valorizzazione e la promozione dello sport nel territorio.
In sostanza nasce oggi una collaborazione tra CONI ed ANCI utile allo sviluppo della pratica sportiva ed alla diffusione dei valori dello sport sociale.
Nella stessa giornata la Giunta Nazionale del CONI approva la riforma degli Enti di Promozione Sportiva attesa da anni.
In realtà si tratta di un’autoriforma, in quanto realizzata all’interno dei 15 Enti riconosciuti dal CONI, ma è un’importante operazione volta a garantire una trasparenza sulle attività, a dare dignità e riconoscimenti a chi garantisce un peso oggettivo in termini di associati e di iniziative, e di contro a eliminare quelli che su questo piano non offrono nessuna garanzia. Questa selezione, assicura Massimo Achini Presidente del CSI, consentirà di ripartire i contributi (14.9 milioni di euro nel 2013) tra gli enti in modo chiaro e trasparente e conseguentemente fornirà forte impulso alla promozione sportiva di base.
Duregon segue gli esiti di questi fermenti con grande attenzione perché, da un lato vede finalmente le istituzioni impegnate su un problema su cui da anni si è trovato ad operare in perfetta solitudine, dall’altro riscontra la conferma della validità della proposta di Legge Quadro sullo Sport dilettantistico, recentemente varata da ANIF, che sta iniziando oggi il suo “iter” legislativo. Questa riforma é incentrata nella istituzione di un nuovo “status” giuridico della SSD volto ad eliminare l’incerto confine esistente tra profit e “no profit” che, purtroppo, lasciava spazio alle più stravaganti operazioni di verifica da parte del Fisco, del Ministero del Lavoro e dell’INPS.
I punti cruciali di questo disegno di legge sono rappresentati dall’IVA relativa ai proventi derivanti dalle attività istituzionali che passerebbe dall’attuale zero al 4%, dalla contribuzione previdenziale sulle collaborazioni che passerebbe dall’attuale zero al 10% per importi superiori ai 15.000,00 euro annui, dalla tassazione che passerebbe da zero al 50% dell’imponibile ed infine dall’IMU che rimarrebbe esente per i locali nei quali si svolge attività istituzionale, facendo astrazione, però, dal soggetto giuridico che la gestisce (proprietario, affittuaro, in comodato d’uso, ecc.).
Questa nuova società consentirà, assicura Duregon, agli imprenditori di investire nel settore con più fiducia perché potranno operare all’interno di un quadro normativo più chiaro, potranno valorizzare con il loro impegno la loro struttura e conseguentemente apriranno alla popolazione un’offerta di sport sempre più qualificata ed attenta alle esigenze di una domanda in continua evoluzione specie sotto la spinta proveniente oggi dalle Istituzioni.
Ma sulla strada delle riforme Duregon non si è trovato a procedere da solo, infatti è sceso in campo anche un gruppo di Deputati coordinati dall’On. Filippo Fossati, ex Presidente dell’UISP (Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI) che ha presentato presso la XII Commissione Affari Sociali un’altra  riforma sull’associazionismo sportivo.
La Riforma è incentrata nella valorizzazione dello sport sociale e del volontariato.  Stante pertanto la funzione sociale dello sport, i promotori della proposta intendono favorire la pratica sportiva attraverso l’introduzione di nuove e più efficaci agevolazioni fiscali, tributarie e lavoristiche a favore delle associazioni sportive, con una serie di modifiche all’art.90 della Legge n.289 del 27 dicembre 2002 .
Le due proposte, pur ispirandosi agli stessi principi generali, si muovono comunque su piani del tutto indipendenti .
Anche l’iniziativa di ANIF parte dal riconoscimento della funzione sociale e salutistica dello sport che costituisce la base del suo impianto normativo. Ma mentre la “Riforma Fossati” è incentrata nella valorizzazione dello sport sociale e del volontariato in ambito AS, la “Riforma ANIF” è essenzialmente orientata verso l’introduzione di una nuova forma di gestione dello sport dilettantistico attraverso la costituzione della suddetta società sportiva dilettantistica di capitali ordinaria.
Ovvero un soggetto giuridico che, per le sue particolari caratteristiche strutturali ed organizzative, opera con scopo di lucro pur godendo di alcune agevolazioni tributarie per l’alto valore dei principi cui si ispira.
I due iter parlamentari non si muovono in senso divergente, anzi si integrano creando un quadro di riferimento gestionale-amministrativo per le strutture sportive più moderno, trasparente ed efficace ma sempre in stretto collegamento con il CONI, con le FSN, con gli EPS.

Gianfranco Mazzia
Direttore ANIF-Eurowellness