preparazione atletica padel

Costi bassi di installazione e manutenzione con un campo che può costare dai 14 ai 18mila euro, passione crescente tanto che l’Italia si è piazzata 2° in Europa dopo la Spagna, 2 dei tanti fattori che hanno reso il Padel virale: in Italia gli appassionati sono già 10.000 con circa 300 campi da Nord a Sud. Coinvolgente, spettacolare per l’intenso numero di scambi rispetto al tennis e accessibile a tutti, grazie ad una maggiore facilità di apprendimento e immediati risultati soddisfacenti, il Padel è una mania, una partita da giocare fino all’ultima pallina senza esclusione di colpi.

Ma non basta: il Padel fa bene perchè fa dimagrire dato l’elevato sforzo aerobico e migliora l’umore in quanto sport sociale. Il Padel infatti si gioca in quattro, due contro due, e l’affinità con il partner è fondamentale tanta da diventare uno degli aspetti ludici più ricercati. Un gioco che può definirsi lo sport dilettantistico per eccellenza per tre motivi:

  1. si impara facilmente;
  2. grazie all’immediata accessibilità permette di entrare in un contesto competitivo anche amatoriale quasi da subito, incarnando in pieno lo spirito agonistico dello sport, ma rivolto a tutti;
  3. è sociale e l’affiatamento di gioco con il partner rappresenta un ingrediente di successo fondamentale in una partita.

Giocarlo al meglio significa anche fare la giusta preparazione atletica, al di là della posta in gioco: preparazione per un torneo amatoriale in un circolo sportivo, allenamento per un torneo agonistico oppure sfidare quella temuta e imbattibile coppia di amici. Abbiamo chiesto a Marco Mancini, personal trainer presso uno dei nostri storici club ANIF della capitale, della catena di circoli sportivi Nettuno Club, in cosa consiste la preparazione atletica al Padel.

Marco, tu sei uno dei primi trainer della Paddle generation e uno dei pochi che parla di preparazione atletica a questo sport, quali sono le differenze con la preparazione atletica al tennis?

Il Padel ha alcune caratteristiche che lo differenziano dal tennis: ha un gioco più dinamico con un’usura fisica importante. Aggiungerei che è anche più divertente perchè si gioca in coppia, due contro due. Diciamo che il risultato è un allenamento aerobico divertente che aumenta le endorfine grazie anche alla socializzazione che si origina dall’affiatamento di coppia, necessario per portare a casa il risultato.

E la paddle racket, con i suoi fori e la sua forma più maneggevole, permette proprio di dirigere e assecondare questo gioco così dinamico e veloce dove sono i giocatori a fare la tecnica: il Padel è uno sport spettacolare tanto che la tecnica segue di molto i guizzi di gioco dei giocatori che ne fanno la concreta differenza. Un giocatore di livello avanzato giocherà con un’organizzazione di gioco molto diversa rispetto ad un amatoriale.

Serve una preparazione atletica diversa in quanto differente è la velocità, la resistenza e maggiore la reattività muscolare: è come se fosse tutto più maggiorato.

D’altro canto i fondamenti del Padel sono gli stessi del tennis: velocità, lucidità, reattività, propriocezione il movimento nello spazio. I muscoli però subiscono un interessamento istantaneo, il dispendio energetico è immediato e bisogna anche avere un recupero immediato.

Qualche consiglio di preparazione atletica?

La preparazione atletica è sempre personalizzata in base agli obiettivi e all’anamnesi dello sportivo ma è possibile indicare alcuni esercizi molto utili:

  • mountain climber: agisce a livello neuromuscolare e va intervallato con un salto verso l’alto, di scatto;
  • plank: è un lavoro isometrico di contenimento muscolare;
  • kettlebell con lo swing per migliorare resistenza e lavoro muscolare;
  • bande elastiche che possono essere utilizzate in outdoor lavorando sulla forza esplosiva: potrebbe bastare un albero, un palo o un qualsiasi sostegno funzionale ad agganciare l’elastico e lavorare in opposizione con il corpo e sfruttando il rimbalzo. Reattività e velocità ringrazieranno;
  • per la parte aerobica consiglio l’ellittico, quindi un allenamento indoor in palestra, perchè lo considero più efficace.

Vi sono delle precauzioni da adottare Marco? A chi non è indicato il Padel?

Chiaramente io tendo a fare sempre prima una consulenza conoscitiva della sua situazione per avere un quadro clinico del cliente e verificare se ha patologie in atto o pregresse e mi faccio consegnare un buon certificato di idoneità normale. Poi spesso faccio effettuare spirometria ed elettrocardiogramma.

Grazie Marco!

 

 

 

AZIENDA CAMBIAMENTO

COMUNICATO
Assemblea generale straordinaria Anif

Roma, 14 giugno 2017

Massimo Cicognani, Past President di ANIF di Milano e Germano Bondì, Presidente del C.S. Oxigen di Palermo sono i nuovi Vice-presidenti di Anif che affiancheranno Pietro Tornaboni, Presidente del C.S. Dueponti di Roma eletto nell’Assemblea Elettiva del 22 febbraio u.s.

La crescita che Anif ha fatto registrare nell’ultimo decennio e i conseguenti mutamenti avvenuti negli assetti associativi territoriali hanno imposto una revisione delle norme interne che hanno fin qui regolato la vita associativa di Anif-Eurowellness. Attraverso L’Assemblea Straordinaria Generale, che si è tenuta, alla presenza del Notaio Togandi, a Roma il 14 giugno presso l’Auditorium del Forum Sport Center, l’ Associazione ha adeguato pertanto lo Statuto Sociale alle sue nuove esigenze organizzative . Tra le modifiche sostanziali della revisione si sottolinea l’aumento dei Vicepresidenti che passano da uno fino ad un massimo di tre. Questo consentirà all’ente di rafforzare la sua presenza istituzionale sia livello territoriale che politico.

Di particolare importanza si rivela anche la costituzione delle Delegazioni Territoriali volte ad intrattenere rapporti con le istituzioni locali per promuovere l’attività di Anif e dare impulso al suo sviluppo associativo .

Il Consiglio Direttivo riunitosi a seguito di formale convocazione dopo la chiusura dei lavori assembleari ha quindi nominato due nuovi Vicepresidenti di Anif : Massimo Cicognani di Milano e Germano Bondi di Palermo, che affiancheranno Pietro Tornaboni di Roma eletto nella precedente Assemblea Elettiva del 22 febbraio 2016 tenutasi a Bologna. Si rafforza pertanto fin da subito l’organizzazione periferica di Anif consentendo al Presidente Giampaolo Duregon, attraverso deleghe mirate, di ampliare i limiti istituzionali del suo mandato contando su Vice-presidenti di alto spessore professionale fortemente collegati alle loro basi associative di riferimento territoriale : nord, centro, sud.

nerio alessandri legge sport

“Manca l’ultimo miglio” e la legge di riforma dello sport dilettantistico può esserne lo strumento di percorrenza. Nerio Alessandri, al convegno ANIF, “Una riforma per lo sport dilettantistico“, del 1 giugno, al Rimini Wellness, interviene come relatore appassionato, massimo esperto e imprenditore illuminato del fitness e come socio fondatore di ANIF- Eurowellness. Due anime e due passioni che coabitano nell’uomo che ha esportato il wellness nel mondo e ha dato cittadinanza al wellness in Italia: al convegno a Rimini ha confermato la sua volontà di portare avanti il suo impegno nel settore sport dilettantistico facendo in modo che la legge , tramite ANIF e l’On. Daniela Sbrollini, sia un ponte per realizzare la visione di un’Italia che cresce.

I Millennials stanno arrivando e stanno prendendo il posto di noi baby boomers

Questo cambiamento sta avvenendo adesso, non tra 20 anni ma tra 6 mesi, 12 mesi, continua Nerio Alessandri, presidente di Wellness Foundation ed è necessario misurarsi con questa nuova realtà che domani sarà già vecchia perchè è in continua evoluzione. Nerio Alessandri fa riferimento alla 4° rivoluzione industriale, la rivoluzione digitale che è il contesto entro cui è necessario imparare a muoversi. Sono cambiate le esigenze e i desideri dei consumatori, i millennials ed è ora di andargli incontro. Come e quale ruolo giocherebbe la legge di riforma dello sport dilettantistico?

Il mercato, i Millennials, la legge

Tre realtà contigue ma molto diverse, eppure con un unico obiettivo ed è il fine comune che secondo Nerio Alessandri giustifica la legge di riforma dello sport dilettantistico che vuole dare nuova dignità aziendale ad alcune realtà sportive che, strette tra la possibilità di fare impresa e quella di restare in un no profit che non le rappresenta più, finiscono per essere perseguite dall’amministrazione pubblica e dal fisco, solo perchè gli manca uno statuto che le tuteli. Il numero di queste realtà, secondo le nostre indagini ANIF, vanno dalle 12.000 alle 15.000 strutture.

Una tutela che permetterebbe di continuare a competere in modo leale su un mercato che cambia molto velocemente a partire dai suoi confini. Nerio Alessandri parla di rivoluzione del concetto di market space: il mercato non ha più dimensioni territoriali e come tale non serve una legge che difenda la fetta di mercato di ognuno. Ciò che mio e ciò che è tuo sono concetti obsoleti nell’epoca della digitalizzazione e dell’empowerment del cliente di un centro sportivo che è, prima di tutto una persona, costantemente connessa che può scegliere di fare fitness a casa come a lavoro come in palestra. Ecco che la concorrenza non è più la difesa di uno “spazio” perchè il cliente che si allena tra le mura domestiche non può certo essere considerato un concorrente ma un’opportunità che si gioca nella valorizzazione del suo tempo libero. La sharing economy tende ad abbattere i confini tra cliente e fornitore.

Ecco che deve cambiare il modello culturale della palestra e del centro sportivo: un modello che segua le persone 24 ore su 24 e non più solo all’interno del centro sportivo attraverso canali di connessione e socializzazione, il modello della sharing economy. Ed in questo sistema anche lo sconto, il free pass hanno i minuti contati per il fondatore della più grande azienda del wellness nel mondo. Lo sconto sul prezzo d’iscrizione è una filosofia miope e a breve termine: bisogna trovare un modello di coinvolgimento che vada oltre e crei valore per la persona H24.

La domanda, dunque, è: come si fa ad affermare un nuovo modello culturale se prima non cambia la cultura nazionale? Ed è qui che, secondo Nerio, subentra la legge di riforma per lo sport dilettantistico, nel promuovere l’adozione di stili di vita corretti che è appunto l’obiettivo comune di tutti: mercato, cittadini e politica. La legge dunque come leva del cambiamento culturale per gettare le basi di un’esigenza di benessere che abbracci in modo olistico la totalità della vita del cittadino.

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Leggi gli obiettivi della legge

legge riforma sport dilettantistico

“Abbiamo bisogno di un’unica legge che non metta nelle condizioni voi del settore di andare ad interpretare norma per norma” ha esordito così l’On. Daniela Sbrollini al nostro convegno a Rimini rispetto alla riforma dello sport dilettantistico.  “L’approvazione della legge avverrà entro la fine della legislatura come ha detto anche il Ministro Luca Lotti” ha sostenuto fortemente di fronte alla platea gremita della sala Diotallevi a Rimini Fiera, riprendendo le parole del Ministro dello Sport che ha lanciato al convegno un messaggio video di grande sostegno. “Governo, Parlamento, associazioni di categoria e sportivi dilettanti convergono sulla necessità di una riforma e  sui punti chiave inseriti nel mio progetto di legge.” continua l’On. Daniela Sbrollini in merito alla legge di riforma dello sport dilettantistico (A.C 3936) depositata alla Camera dei deputati e già in corso di analisi presso la VII Commissione. Questa legge si indirizza al mondo dello sport non professionistico che da anni versa in una condizione negletta in quanto priva di una disciplina giuridica esclusivamente dedicata e, in tal senso, in grado di tutelarlo sul piano normativo, lavorativo, fiscale e amministrativo.

E’ stata portata avanti da ANIF  e Daniela Sbrollini, insieme, in un gioco di squadra che ha visto ANIF, come associazione di categoria dei centri sportivi, veicolare le istanze del settore essendone parte integrante e l’On. Daniela Sbrollini accogliere, traghettare e implementare le norme decisive che valorizzano le necessità, dal basso, in una legge.

Si tratta della A.C. 3936 e fa parte di un progetto di riforma organico che include anche un’altra legge, di cui è sostenitrice sempre l’On. Sbrollini, che vuole promuovere l’educazione motoria e la cultura sportiva all’interno di un nuovo e ampio sistema di welfare.

Non solo una legge che disciplina uno status giuridico dunque ma un progetto di cambiamento culturale che coinvolge il mondo del lavoro, i cittadini e lo Stato in un nuovo riconoscimento e legittimazione dello sport dilettantistico come leva di benessere sociale.

Le 4 parole chiave sono prevenzione, benessere, imprenditorialità, professionalità. Noi dobbiamo essere ambasciatori nel mondo di benessere e questo è possibile solo con un importante riconoscimento delle professionalità e dell’imprenditorialità trasparente, facendo anche emergere le realtà di sommerso e di abusivismo. Rispetto all’approvazione vi sarà un tavolo tecnico con il Ministro per aggiungere alcuni argomenti nella legge.

Ha affermato l’On. Sbrollini.

L’Onorevole ha fatto anche riferimento al volontariato e al no profit sportivo che continuerà a coesistere con il modello di società sportiva ordinaria dilettantistica continuando a rappresentare esigenze differenti rispetto a realtà economiche più importanti dove anche i lavoratori necessitano di un trattamento ad hoc.

La rivoluzione culturale continua per l’On. Sbrollini anche con l’approvazione al Parlamento Europeo del Manifesto per le Health city in collaborazione con ANCI e il Credito sportivo: una serie di linee guida per portare la salute a misura di cittadino che non fa altro che confermare l’importanza dell’attività fisica tanto da farne un elemento di progettazione urbana.  I contenuti principali del documento segnalati dal vicepresidente dell’ANCI sono tre: l’attenzione alla tematica dell’invecchiamento e dell’aumento della popolazione, su cui si gioca il futuro delle nuove generazioni; la gestione della cronicizzazione delle malattie; gli squilibri che l’urbanizzazione comporta per il sistema sanitario. 

Tre temi che sono alla base di questa proposta di legge e che il lavoro di squadra ANIF- On. Sbrollini, come ha sostenuto lei stessa, ha “Permesso di farci capire, ascoltare, sentire di fronte ai Ministeri”.

legge sport rimini

“Ci sono due strade percorribili per l’approvazione della legge quadro sullo sport dilettantistico” così l’On. Daniela Sbrollini al convegno ANIF del 1 giugno “una è l’approvazione della legislativa senza andare in aula, direttamente nelle commissioni di competenza di Camera e Senato, l’altra è attraverso un decreto legge dove il Governo fa proprie le proposte di legge in un decreto governativo”.

Dall’iter della legge quadro sullo sport dilettantistico alla sharing economy alle leve di acquisizione clienti in un club sportivo, il convegno ANIF del 1 giugno al Rimini wellness ha giocato a tuttotondo la partita della salute, del benessere e dello sviluppo del settore sportivo. Il convegno ha tracciato le traiettorie dello sport dilettantistico e i percorsi di crescita nelle varie direzioni: marketing, giurisprudenza, occupazione, salute. ANIF continua tutelare sul piano giuridico, fiscale, amministrativo i centri sportivi ma allo stesso tempo ha intrapreso sempre più la battaglia della salute dei cittadini attraverso la promozione dell’attività fisica.

L’On. Sbrollini sulla legge di riforma parla di tempi certi perchè la proposta di legge è già segnata come priorità nei lavori parlamentari, che significa che sarà approvata sia in caso di elezioni anticipate sia a fine naturale della legislatura a febbraio 2018.

D’altro canto Giampaolo Duregon, il presidente di ANIF usa una metafora sportiva sulla legge di riforma dello sport dilettantistico: un iter lungo, fatto di salite e discese di cui un ex sportivo del canottaggio come lui se ne intende ma una sfida è sempre tale e gli ostacoli restano nuovi e imprevisti anche per un campione. Eppure:

E’ nel nostro DNA produrre atleti, pensare ai bambini, alla salute degli adulti ed anche ad abbattere le spese della sanità.

ha continuato Duregon, obiettivi che questa legge vuole perseguire e che sono raggiungibili solo con un quadro di norme organiche che permettano alle ben 70.000 strutture in Italia di lavorare onestamente in ambito sport e salute.

Dunque è necessaria una legge che sia dedicata prettamente al settore sport dilettantistico perchè fin ora esistono due possibilità per gli impianti sportivi: o affidarsi ad una legge sul no profit che non li tutela in via preliminare ed esclusiva oppure ad un’altra legge sulla disciplina degli sport di base che delega al Governo a fare un testo unico sullo sport. Questa seconda soluzione potrebbe ricomprendere proprio la nostra legge.

Più è larga la platea di attribuzione di una legge, più le interpretazioni sono poco chiare.

Afferma l’avvocato Alberto Succi in merito all’urgenza avvertita dalla società di una legge chiara che non lascia adito ad interpretazioni persecutorie dall’amministrazione, dal fisco, dallo Stato.

Davide Faraone, sottosegretario al Ministero della Salute interviene in video-conferenza per impegni che gli hanno impedito di essere presente e riconosce l’importanza del lavoro che associazioni come ANIF devono perseguire in sinergia con i tre ministeri che si occupano di salute e sport: Istruzione che con il CONI ha avviato il progetto di aumentare l’attività fisica nelle scuole, Sport che insieme ad ANIF si occupa di sviluppo del settore e di benessere dei cittadini, Agricoltura con la sensibilizzazione alimentare, le tre voci della salute dei cittadini perchè

Il Ministero dello Sport e dell’Istruzione fanno più prevenzione del mio.

prosegue provocatorio Davide Faraone a sottolineare la corresponsabilità dei tre ministeri, con una boutade che ne lascia intendere la parità di interventi in tema di salute.

Il messaggio di in bocca a lupo e di sostegno alla legge del Ministro dello Sport Luca Lotti, ha rafforzato il clima di coesione ed impegno sociale. Il Ministro, nel suo saluto alla platea, ha confermato la condivisione del progetto di legge.

Nerio Alessandri, presidente di Wellness Foundation, si fa portavoce del wellness internazionale e della necessità, di un cambio di propettiva che veda la legge come uno strumento per far adottare nuovi stili di vita corretti tra la popolazione, e non come un punto d’arrivo: una mission che Technogym con Nerio che è anche socio fondatore di ANIF ha esportato nel mondo e che informa di sè l’azione di ANIF.

Luca Businaro, presidente Confindustria Federvarie riporta gli insight del settore industriale sulla riforma dello sport dilettantistico che ha il merito di consentire una crescita onesta, equilibrata e serena del settore grazie alla possibilità di incidere sull’erario dello Stato e di produrre un utile che ritorna sottoforma di benessere ai cittadini e di una minore spesa statale.

Il protocollo d’intesa ANIF – CSI che prevede formazione, eventi e sviluppo del settore viene esposto da Enrico Carmagnani, responsabile nazionale del CSI per il progetto “Fitness dei valori” promosso dal Centro Sportivo Italiano, in collaborazione con ANIF – Eurowellness ed EAA – European Aquatic Association, dove 120 giovani tra operatori, istruttori e atleti hanno partecipato con l’ obiettivo di definire nuovi standard sportivi per la ginnastica, propedeutica alla salute ed al fitness, come previsto dalle normative del CONI. Il format, come ha spiegato Carmagnani ha previsto i Fit games, delle competizioni tra operatori del settore volte a qualificarne le competenze.

Un progetto emblematico che si inserisce a pieno titolo nel percorso ANIF di affermazione e diffusione dei valori dello sport e dove le partnership giocano un ruolo strategico fondamentale, come ricordato dallo stesso Nerio Alessandri.

Fausto di Giulio, responsabile REX Europa e Medioriente e Edoardo Cognonato, esperto di psicologia relazionale sono intervenuti, in modi differenti in ambito formazione e sviluppo del mercato, un mercato quello del fitness e del wellness che è primo in Europa e dove l’Italia gioca una cospicua partita.