sport dilettantistico

Nasce un Coordinamento delle associazioni di categoria dei settori: sport dilettantistico, acqua, fitness

20 giugno 2016

Il 20 giugno u.s. si sono riunite a Bologna presso la sede della Confcommercio, le Associazioni di Categoria Nazionali che a vario titolo operano nel mondo dello sport dilettantistico, del fitness, dell’acqua. Hanno partecipato alla riunione anche alcuni rappresentanti della carta stampata del settore e del Credito.

Erano presenti: Andrea Biondi, Presidente Acquanetwork (ANWK); Gianfranco Mazzia, Direttore ANIF-Eurowellness; Antonio Fedon, Presidente Assopiscine; Luca Bettini, Presidente Assosport (AssoFitness); Consigliere SIMS, Società Italiana Management Sportivo; Michele Capurso, Consigliere Assopiscine; Francesco Confalonieri, membro Consiglio Direttivo EAA – European Aquatic Association; Lucia Della Valle, il Nuovo Club – “Il Campo; Enzo Ferrari Presidente Associazione Impianti Sportivi, Goran Fiorentini, Consigliere Agoracqua; Marco Fragomeno, Direzione Commerciale Banca Prossima, Consigliere SPIN, Sport Insieme (CONI, EPS, banche consorziate); Paolo Gecchelin, Vicepresidente ANWK; Manuela Lovo, Consigliere ANWK; Paolo Mele consigliere ANWK.

Le componenti di cui sopra si sono riunite per verificare l’opportunità di dar vita a un Coordinamento non vincolante statutariamente, agile sul piano operativo, non oneroso, orizzontale sul piano politico (ogni componente possiede peso = 1). Nel pieno rispetto delle autonomie individuali, l’organismo è stato ipotizzato per individuare alcuni punti di convergenza su problematiche di grande attualità e importanza su cui orientare la linea politica di tutti gli interessati. In questa prima seduta il Gruppo ha cominciato a valutare alcuni punti su cui riflettere e agire ai vari livelli di competenza istituzionale:

Legge Quadro sullo Sport Dilettantistico di ANIF;
– Nuove Norme in ambito costruzione di impianti, sicurezza, ammodernamento;
Ruolo sociale dello sport;
– Impiantistica sportiva pubblica e privata: dialogo con ANCI.

Le componenti sono convinte sulla necessità di contribuire per quanto di loro competenza a stimolare il processo di cambiamento culturale della società attraverso azioni e normative che favoriscano lo sviluppo, l’innovazione tecnologica, la promozione sportiva e quindi di impegnare le Istituzioni a sostenere l’azione degli organismi che agiscono per il bene collettivo attraverso il ruolo ricoperto nello sport inteso come benessere psicofisico del cittadino e occasione di incontro e aggregazione sociale.

L’incontro si conclude con l’intesa di creare, in una prossima riunione che si terrà nel mese di settembre, le linee guida, i gruppi di lavoro, le modalità operative, volti a muoversi di volta in volta verso gli obiettivi individuati a cominciare dalla Legge Quadro sullo Sport Dilettantistico e dalle nuove Norme in ambito costruzione di impianti sportivi, sicurezza, ammodernamento.

Fitness, benessere e salute per tutti, anche in acqua: la Legge Quadro per lo Sport promossa da ANIF avrebbe una ricaduta positiva anche sulla salute delle persone che scelgono la piscina e più in generale il settore acquatico, dal fitness al wellness acquatico, per mantenersi in forma. Marco Tornatore, vicepresidente Acquanetwork, ne ha parlato al convegno ANIF a Rimini, sottolineando la collaborazione ormai di lunga data con ANIF che vuole estendere i benefici della Legge Quadro per lo Sport all’industria delle piscine, palestre e centri polifunzionali con vasche.

L’industria conta 500.000 operatori e un indotto di 200.000, compresi i fornitori e, afferma Marco Tornatore al convegno del 3 giugno: “È un settore decisivo del sistema Italia che ha bisogno vitale di una norma coerente con i cambiamenti degli ultimi 15 – 20 anni. ANWK (Acquanetwork) sostiene, in ogni passaggio, questo grande lavoro profuso dall’ ANIF Team, Giampaolo Duregon, Albero Succi e Gianfranco Mazzia perchè i grandi cambiamenti in Italia sono possibili solo se qualcuno si batte con passione per migliorare quello che non va. E, in questo, ANIF ha agito per il bene del sistema sport nazionale.”

Sport dilettantistico e Criticità del settore acquatico

Tra le criticità, bisogna considerare quelle legate alla linea ispettiva adottata dagli Organi di Controllo che, fin ora, ha rischiato e ottenuto di deprimere la produttività di un settore così importante per la collettività. Marco Tornatore riporta, durante la sua relazione al convegno,  la testimonianza di un proprietario di piscine che è riuscito, in appello, a spuntare una sanzione di € 560.000 con € 82.000 di spese legali che, se non avessero potuto sostenere, avrebbe comportato forse la chiusura dell’attività. Tali sanzioni spesso derivano da un quadro legislativo incerto sul settore dello sport dilettantistico che comprende le ASD/SSD, il quale determina interpretazioni estemporanee da parte degli Organi di Controllo Ispettivi rispetto allo status di ente sportivo dilettantistico.

Ecco perchè solo una legge, come quella già proposta e portata avanti da ANIF, che fa chiarezza sulla natura degli enti sportivi dilettantistici  e non, potrà evitare che un “momento” interpretativo non aderente alla realtà sostanziale dell’attività della ASD o SSD si traduca drammaticamente nel tracollo economico del centro sportivo.

Acquaticità è stare bene, prevenzione, evasione, non necessariamente nuotare su e giù per una vasca

Non solo nuoto: fare piscina è salute

Marco Tornatore ha esposto le ragioni  e le istanze “vitali” di una legge quadro che finalmente si occupi di innovare lo sport dilettantistico tenendo in considerazione la ricaduta sociale positiva, perchè fare sport significa trasmettere etica e valori, la ricaduta sull’assistenza sanitaria locale e statale perchè lo sport, come tuona ripetutamente l’OMS è salute e prevenzione contro le malattie e, allo stesso modo, acquaticità=movimento=cultura/stile di vita motoriamente attivo=salute.

Per diffondere la cultura del movimento in acqua e avvicinarla ai cambiamenti demografici e culturali, bisogna cambiare un’infrastruttura ancora autarchica e sorda alla domanda:

  • solo per il 5,8% degli italiani la piscina = nuoto e appena, per il 2,6% dei frequentatori estivi delle piscine;
  • con il tasso di natalità più basso della UE e l’aspettativa di vita più alta, fino ad ora la piscina è stata collegata a corsi per bambini
  • l’agonismo è praticato solo dall’1,7% degli italiani mentre i modelli di gestione delle piscine sono ancora fondati su schemi legati a questa nicchia.

Intanto è nata una “nuova Italia sportiva” che ha modificato i suoi stili di vita slegando le abitudini dall’età anagrafica e collegandole all’età biologica: oggi gli over-65 sono il 21,4% in Italia e saranno il 34,5% nel 2050 a ricercare il benessere nello sport, nel wellness acquatico per garantirsi un invecchiamento in salute. È una domanda sempre più evidente e redditizia che richiede di prendere visione di un trend che lo Stato, il Governo, le istituzioni dovrebbero tutelare per la salute dei cittadini: “acquaticità è stare bene, prevenzione, evasione, non necessariamente nuotare su e giù per una vasca.” sintetizza Marco Tornatore.

 

 

ereps

Il benessere e la salute europei richiedono, nei centri fitness, professionisti dell’esercizio fisico con formazione avanzata e forte credibilità: è per questo che è nato EREPS, il progetto del nostro partner EuropeActive che potrebbe rappresentare per i nostri soci, centri fitness, una leva strategica eccezionale di incremento del business e per noi un altro importantissimo passo verso la promozione della salute in Europa.

ANIF, in collaborazione con il CSI, organizzazione leader nella formazione sportiva e diffusione dello sport, è tra le poche Associazioni autorizzate al rilascio della certificazione EREPS  per tutti gli istruttori che in Italia vogliono aderire al Registro.

Julian BerrimanDirector Professional Standard Committee di EuropeActive (EA) ha scelto la platea del nostro convegno sullo sport del 3 giugno al Rimini Wellness per parlare del registro EREPS, un progetto rivoluzionario per quattro principali attori del Fitness Europeo: istruttori fitness, frequentatori di palestre e wellness centre, enti di formazione sportiva e titolari/manager di palestre

Secondo dati dell’ Eurobarometro chi decide di andare in palestra (60%) lo fa principalmente per migliorare la propria salute e questo è il motivo per cui l’industria del fitness necessita sempre più di skills, competenze, un vero proprio know-how europeo attento all’esercizio fisico come strumento di wellness e salute.

Che cos’è EREPS?

EREPS è parte di un processo che EuropeActive ha portato avanti per 12 anni nella qualificazione del settore fitness (fitness sector qualifcation framework, SQF): si è trattato di definire un quadro di competenze per gli istruttori fitness basato su standard riconosciuti dall’Unione Europea. Il “Qualification Framework” è il completo riferimento al Quadro Europeo delle qualifiche dell’UE nel settore fitness e sostiene pienamente “Lifelong Learning Programme” della Commissione Europea. In questo contesto EREPS rappresenta il registro europeo dove gli istruttori fitness che lavorano in Europa possono registrarsi e vedere riconosciute le proprie competenze secondo 6 livelli di specializzazione, un programma formativo che permette di specializzarsi come

  • health specialist
  • pre-diabete excercise specialist
  • weight-management excercise specialist
  • children’s fitness trainer
  • altre qualifiche

E’ evidente come è possibile rivolgersi a target differenti, dal livello basic di istruttore fitness di gruppo per un target indifferenziato, al fitness dedicato ai bambini dai 6 agli 11 anni (children’s fitness trainer) e adolescenti che richiedono una diversa abilità e sensibilità, fino ai diabetici per diventare un vero erogatore di “salute in movimento” (health specialist) sia per i patologici sia per chi ricerca il benessere psico-fisico in generale.

Quali sono i vantaggi di EREPS per il tuo club?

In primo luogo, il miglioramento delle performance e il raggiungimento efficace degli obiettivi di business grazie ad una maggiore capacità di attrarre profili di fitness qualificati e una maggiore fidelizzazione del proprio staff che si ripercuote sulla costumer satisfaction.

In secondo luogo il coinvolgimento dei propri istruttori in un programma permanente di apprendimento migliora la reputazione del centro fitness e aumenta il grado di retention  del proprio staff.

Infine, forse il vantaggio più importante, in quanto parte di una strategia a lungo termine, la crescita di competitività del club fitness che può rivolgersi  a target differenti riuscendo a competere nel nuovo segmento concorrenziale del fitness & health dove sono richieste skills di livello avanzato e comprovata professionalità: la frammentazione del target “frequentatori di palestre” comporta anche un livello di rischio crescente per il professionista che si trova a trattare sia con sportivi che con profili specifici come, ad esempio, i patologici e gli over-60.

Legge Quadro Sport

La grande kermesse di RiminiWellness, che ha visto affluire alla Fiera di Rimini, dal 2 al 5 giugno, oltre 500.000 appassionati, operatori, tecnici, titolari e gestori di impianti sportivi, ha ospitato il 3 giugno il consueto convegno ANIF su temi di grande attualità. Ed anche quest’anno le aspettative del folto pubblico presente, proveniente da quel mondo dello sport che segue con crescente attenzione l’importante azione svolta da ANIF a favore del settore, non sono andate deluse. Nell’occasione ANIF ha affrontato un tema di grande importanza per la crescita del settore: Una legge per il futuro dello sport dilettantistico

L’argomento e i prestigiosi relatori che hanno dato vita all’evento ha richiamato infatti il pubblico delle grandi occasioni. Oltre 200 gestori e titolari di impianti sportivi hanno seguito infatti i lavori del Convegno con la massima attenzione. Si tratta di una proposta di Legge Quadro per lo Sport promossa da ANIF su cui il Presidente Giampaolo Duregon  ha profuso per oltre un anno enormi energie. L’iter della proposta nei meandri istituzionali non è stato infatti certamente facile. Duregon ha dovuto pazientemente aggiustare il tiro intorno agli obiettivi prefissati che sembravano spesso a portata di mano, ma che invece continuavano a sfuggire per incomprensioni e conseguenti dilatazioni dei tempi tecnici dei lavori. Ma alla fine la tenacia e la bontà delle idee sono state premiate. La via parlamentare si è infatti oggi aperta senza aver dovuto rinunciare ai principi ai quali si è ispirata la manovra. Duregon apre i lavori con un’ampia relazione introduttiva sui punti centrali su cui verte la proposta e sul lungo e tortuoso cammino che questa ha fin qui percorso. Occorreva fare chiarezza – precisa Duregon – in un quadro legislativo incerto e non privo di contraddizioni, non far gravare sulle casse dello Stato i costi della Riforma, garantire agevolazioni fiscali, tributarie, lavoristiche agli enti sportivi dilettantistici prescindendo dal loro “status giuridico” per l’importanza che la loro attività assume sul piano socio-sanitario e da ultimo garantire benefici ai lavoratori sul piano previdenziale.

Oggi, grazie alla sensibilità dell’On. Daniela Sbrollini, Vice Presidente della XIIª Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera e con recente delega del governo allo Sport, il progetto si sta avviando dunque verso il dibattito parlamentare con rinnovato ottimismo, giustificato dalla presenza con cui l’On.Sbrollini ha inteso onorare l’evento.

Ma come fare chiarezza? – si chiede Duregon – entrando nei meriti della proposta di legge quadro per lo sport – Semplicemente inserendo nel sistema associativo sportivo costituito, perlo più, da Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche senza scopo di lucro, una Srl ORDINARIA DILETTANTISTICA che goda anch’essa di particolari agevolazioni fiscali e tributarie ma di livello inferiore rispetto a quello di cui godono gli enti sportivi non lucrativi. Infatti anche queste società fanno lo stesso lavoro delle altre dilettantistiche e sono meritevoli di agevolazioni anche se in quantità inferiore, per l’alto valore che assumono sul piano sociale e sanitario. 

Tali società liberate dai lacci e lacciuoli che le vincolano sul piano del reinvestimento degli utili forniranno – assicura Duregon – una potente spinta allo sviluppo dell’intero mondo dello sport. 

Prima di cedere la parola ad Alberto Succi, uno dei più grandi esperti di diritto sportivo e societario, che ha curato gli aspetti formali del Disegno di Legge, desidera ringraziare vivamente tutti coloro che hanno condiviso il progetto e lo hanno supportato lungo questo cammino anche nei momenti più difficili, in particolare Nerio Alessandri, Presidente Wellness Foundation e Marco Tornatore, General Manager di Acquanetwork che interverranno dopo l’intervento di Succi.

Alberto Succi illustra nei dettagli la proposta di Legge Quadro per lo Sport evidenziandone i punti qualificanti, quelli cioè che consentiranno al mondo delle imprese di valutare con maggior attenzione l’opportunità di investire in un settore fino ad oggi rigidamente bloccato entro un quadro normativo che risale alla Legge sul Professionismo Sportivo n. 91 del 1981 che si limitava, in realtà, a regolare solo il mondo del professionismo sportivo. La proposta di Legge Quadro sullo sport dilettantistico di ANIF colma di fatto questa lacuna.

Particolarmente atteso ovviamente anche l’intervento dell’On. Sbrollini. L’On. Sbrollini, non solo ha condiviso e sottolineato la validità del Progetto messo a punto da ANIF dopo un lungo lavoro che ha visto la partecipazione di una vasta area del mondo dilettantistico. Questo mondo attendeva da tempo un segnale sull’argomento dalla politica. È pur vero – prosegue l’On. Sbrollini -che non esiste come è noto, il Ministero dello Sport e questo può aver creato qualche ostacolo in passato, ma è altrettanto vero che la Delega allo Sport da lei ricevuta dal Consiglio dei Ministri le consente di muoversi oggi con maggiore libertà nell’ambito delle Istituzioni che a vario titolo vantano competenze nel mondo dello sport dilettantistico: Affari Sociali, Sanità, Istruzione e Lavoro ecc. La Delega con cui opera le è stata assegnata da poco tempo – precisa l’Onorevole – ma la determinazione che ha sempre caratterizzato la sua azione politica le consente di nutrire un sia pur cauto ottimismo sui tempi dell’emanazione della Legge. L’impegno e l’entusiasmo di Duregon – sottolinea l’Onorevole – supportato dalla competenza e dalla professionalità dei suoi partners, che ho avuto occasione di conoscere e apprezzare quali in particolare, Nerio Alessandri, Marco Tornatore e Alberto Succi, ci hanno consentito di mettere a fuoco i vuoti di una normativa che la politica deve assolutamente colmare attraverso una Legge che non collide con quelle sul tappeto, compresa quella che porta la sua firma, anzi le integra, consentendo al mondo delle imprese sportive di guardare il futuro con rinnovato ottimismo.

Dopo l’applauditissimo intervento dell’On. Sbrollini, prende la parola Nerio Alessandri, che ripercorre il lungo cammino di una piccola azienda (Technogym) nata nei primi anni ‘80 che di successo in successo bruciando le tappe è arrivata a raggiungere la leadership del settore, fino al punto di essere quotata in Borsa, in un momento particolarmente critico sul piano congiunturale. Ma tutto questo-prosegue, Alessandri –senza dover mai perdere di vista l’obiettivo su cui ha sempre orientato la sua azione imprenditoriale: l’impegno sociale. Wellness Valley, il grande centro sportivo, culturale, sociale creato da Wellness Foundation, vero e proprio punto di riferimento per il mondo accademico, quello delle scuole, dell’associazionismo sportivo e culturale e soprattutto della società vista nel suo complesso, testimonia questa linea. I principi ai quali si è ispirato Duregon – conclude Alessandri – nel portare avanti la proposta sulla Legge Quadro per lo Sport Dilettantistico sono molto vicini a quelli che hanno guidato la sua azione. 

Chiude quindi la prima parte del convegno Marco Tornatore

Tornatore, quale esponente di Acquanetwork, ha creduto, sostenuto e condiviso l’azione di Duregon fin dal suo primo momento. Acquanetwork, precisa Tornatore, è un punto di riferimento per tutto il vasto mondo che a vario titolo ruota intorno al settore acqua: Assonuoto, Assopiscine, Assofitness, Consorzio Spin, SIMIS. Le piscine – precisa Tornatore – soffrono una giungla di norme che prestano il fianco a “incursioni” esasperanti da parte degli Organi di Controllo. Da qui nasce il sostegno convinto del mondo dell’acqua al lavoro profuso da ANIF e dal suo Team. I grandi cambiamenti in Italia sono possibili – conclude Tornatore – tra gli applausi del folto pubblico presente, solo se qualcuno si batte con passione per migliorare quello che non va. E Duregon ci è riuscito per il bene del sistema sport nazionale.

Chiusi gli importanti e seguiti  lavori sulla Riforma dello Sport Dilettantistico, il Convegno prosegue con un tema di sempre grande rilevanza per la crescita del settore sport: “Registro Europeo Istruttori Fitnesss (EREPS)”. Sull’argomento sono intervenuti due alti esponenti di Europe Active Julian Berriman, Director Professional Standard Committee di Europe Active (EA) e Gabriel SainzPresidente centri fitness GO FIT. Il progetto è finalizzato, a valorizzare il profilo accademico degli istruttori fitness attraverso il riconoscimento europeo dei loro percorsi formativi seguiti nei Paesi di origine edattestati da organismi affiliati a Europe Active, tra cui ANIF . Sono previsti ben sei livelli di specializzazione che consentiranno al settore di avvalersi di una struttura operativa sempre più ampia e tecnicamente articolata.

Il lungo e caloroso applauso con cui terminano i lavori del Convegno testimonia un successo che è andato ben oltre le più ottimistiche previsioni della vigilia.

attività fisica contro il tumore

Una nuova ricerca di Harvard per sconfiggere il luogo comune, spesso abusato anche mediaticamente, che qualsiasi cosa possa influire sull’insorgenza del tumore: l’attività fisica, unita a corretti stili alimentari rappresenta un fattore di riduzione del rischio di ammalarsi di cancro, un’evidenza comprovata da due ricerche che hanno molto da raccontare. Una verità che può cambiare il nostro modo di pensare e proferita dal CEO del Cancer Council Australia è la seguente: “Ogni forma di cancro è causata da una mutazione genetica ma ciò non significa che tutti i tumori siano ereditari.”

Le evidenze più significative della ricerca riguardano il collegamento tra l’attività fisica e il minor rischio di cancro al seno, al colon e al retto, all’endometrio; inoltre, stabilisce lo studio di Harvard, l’esercizio fisico contrasta l’obesità che accresce il rischio del tumore all’esofago, al pancreas, ai reni e al fegato. La ratio della ricerca e di un simile studio australiano, pubblicato nel 2015, sta nel mettere in guardia da alcuni atteggiamenti faciloni, se non irresponsabili nei confronti della nostra salute: le due ricerche dimostrano, con i dati che esporremo qui di seguito, come un terzo dei tumori siano prevenibili da fattori legati agli stili di vita e che lo stile di vita può prevenire la metà delle morti legate al cancro.

Vediamo i 4 comportamenti corretti che abbassano il rischio di tumore, basati sui risultati sulla salute di 135.000 uomini e donne tra i 30 e i 75 anni, riportati dallo studio di Harvard

  • Non fumare
  • Eliminare o moderare il consumo di alcol (un drink o meno al giorno per le donne; due drink o meno al giorno per gli uomini)
  • Mantenere una forma fisica salutare (un BMI di 18,5 e comunque minore di 27,5)
  • 150 minuti di moderata attività fisica a settimana, come richiesto dall’OMS, o 75 minuti di attività fisica intensiva a settimana

Attività fisica e stili di vita contro i tumori: i risultati 

Per converso, lo studio dimostra come il fumo, l’obesità, l’alcol e la sedentarietà siano correlate allo sviluppo dei tumori. Riassumendo:

  1. Il fumo contribuisce al 48, 5 % delle morti dei 12 tipi di cancro legati al fumo, negli Stati Uniti
  2. L’obesità accresce il rischio dei tumori sopra menzionati
  3. Un uso intensivo di alcol può causare tumori ai reni, colon, cavità orale, laringe esofago e al seno
  4. L’attività fisica riduce il rischio di ammalarsi di cancro al seno, al colon e al retto e all’endometrio

Questi risultati forniscono evidenze sul fatto che una gran parte dei tumori sono provocati da fattori ambientali e possono essere prevenuti da modifiche agli stili di vita.

Uno studio australiano, pubblicato lo scorso anno, perviene alle stesse conclusioni e rafforza la teoria ambientale: secondo la ricerca, se fumare sigarette è la maggiore causa prevenibile di cancro, assumere frutta e verdura fresca riduce l’obesità, la causa di 3.900 casi di cancro.

Dati e statistiche in Italia

Se questo è ciò che accade in Australia, in Italia non va molto meglio: secondo ciò che si legge sul sito del l’AIRC, “Molti tumori potrebbero, infatti, essere prevenuti o diagnosticati in tempo se tutti adottassero stili di vita corretti e aderissero ai protocolli di screening e diagnosi precoce”. Inoltre, in Italia, “I decessi dovuti a tumori maligni sono stati, secondo l’ISTAT, quasi 177.000 nell’anno 2012 (99.000 fra gli uomini e 77.000 fra le donne). La frequenza dei decessi causati dai tumori è in media ogni anno di circa 3,5 decessi ogni 1000 residenti uomini e circa 2,5 ogni 1000 donne. In media, un uomo ogni 3 e una donna ogni 6 muoiono a causa di un tumore nel corso della loro vita”.