Il 7 giugno p.v., in occasione del 70° anniversario del CSI, il Santo Padre incontrerà tutte le Società Sportive in Piazza San Pietro.
Protagonisti saranno tutti gli sportivi: atleti, amatori, tecnici, dirigenti e le loro famiglie, uniti per testimoniare la bellezza e la ricchezza dei valori dello Sport.
Saremo ben lieti se anche tu vorrai valutare l’opportunità di vivere con il tuo team questa giornata storica dello sport italiano.
Vi informiamo che la partecipazione è aperta a tutte le società sportive di ANIF e non solo a quelle affiliate a CSI.
Per partecipare e poter accedere a Piazza San Pietro occorre registrarsi compilando un modulo online. Su questo SITO troverete tutte le informazioni relative alla giornata.
Segnaliamo, inoltre, un accordo che il CSI ha stipulato appositamente con ALITALIA e TRENITALIA i quali per l’occasione applicheranno un particolare sconto sui biglietti.
Vi terremo comunque informati sugli sviluppi dell’iniziativa e del nostro coinvolgimento.
Vi preghiamo di inviarci, dopo la registrazione, una MAIL con la conferma della partecipazione della vostra Società indicando il numero dei partecipanti.

INCONTRO DELLE SOCIETA’ SPORTIVE ANIF CON PAPA FRANCESCO

Il 7 giugno p. v., in occasione del 70° anniversario del CSI, il Santo Padre incontrerà tutte le Società Sportive in Piazza San Pietro.

I soci ANIF potranno visionare il programma dettagliato dell’iniziativa e le modalità di partecipazione nella parte riservata del sito.

ECCO PERCHE’ FAR PARTE DELLA TUA ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA

ANIF – Eurowellness (Associazione Nazionale Impianti per il Fitness & per lo Sport) è un’organizzazione no Profit affiliata a Confindustria Federvarie che rappresenta e tutela sul piano gestionale, normativo, fiscale e amministrativo gli interessi dei gestori e dei proprietari dei centri sportivi italiani.
L’Associazione è nata nel 1996 e negli anni, soprattutto dopo il 2001, ha acquisito una credibilità tale da consentirle di realizzare importanti risultati sul piano dei rapporti con le Istituzioni di riferimento (Agenzia delle Entrate, Ministero delle Finanze, Ministero del lavoro, INPS, SIAE, CONI, ecc.).
I successi di ANIF  realizzati dalla “Legge Pescante” in poi sono molti e in questa sede non posso soffermarmi in una loro dettagliata descrizione.
Per soddisfazione personale desidero solo accennare ai risultati ottenuti negli ultimi tempi: l’esenzione IMU per gli impianti sportivi italiani dilettantistici e il chiarimento formale del Ministero del Lavoro riguardo alcune problematiche di carattere giuridico sulle realtà occupazionali delle AS/SSD.
Le istanze di ANIF (e del settore) da me sostenute con grande determinazione presso le Direzioni Generali del Ministero del Lavoro e dell’INPS, circa la preoccupante azione intrapresa dall’INPS riguardo i contratti di lavoro vigenti nel mondo dello sport dilettantistico (i “compensi sportivi” percepiti dai tecnici ed allenatori di cui all’art.67 del TUIR), sono state infatti pienamente accolte.
Le nostre puntualizzazioni sulla piena regolarità dell’applicazione di tali contratti sono state formalizzate attraverso una circolare emanata dalla Direzione Generale del Ministero del Lavoro in data 21 febbraio 2014, inviata alla Direzione Centrale Entrate INPS ed alla Direzione Centrale Vigilanza, Prevenzione e Contrasto dell’Economia Sommersa INPS.
Purtroppo in questa azione ANIF si è trovata a portare avanti la sua battaglia potendo contare solo ed esclusivamente sulle sue forze. Pertanto mi sono reso conto che per rendere sempre più efficace il nostro impegno a favore di tutto il settore sport non possiamo affidarci solo alla nostra credibilità, professionalità, determinazione.
Sono del parere che occorra fare quadrato a difesa del settore e creare “massa critica” coinvolgendo una base sempre più ampia e preparata in grado di dialogare con cognizione di causa con tutte le categorie professionali.
La condivisione di una linea politica in ordine alle problematiche che via via sorgono sul piano gestionale, fiscale, giuslavoristico, consentiranno così al settore di prendere piena coscienza dei propri diritti.
Da qui nasce l’idea di organizzare una serie di incontri territoriali non solo con i nostri soci (sui quali siamo certi di poter sempre contare),  ma anche e soprattutto quei centri sportivi non affiliati che non hanno avuto ancora modo di conoscere le potenzialità del nostro ente.
Ai soci chiediamo quindi la collaborazione per coinvolgere i colleghi a loro più vicini a partecipare a queste riunioni volte da un lato a rafforzare ed ampliare i rapporti con la base associativa e dall’altro ad approfondire temi assolutamente innovativi.
Il nostro percorso è iniziato il 14 marzo a Roma e proseguirà fino al mese di giugno p.v.

 Il 9 MAGGIO ore 14.00 – 18.00 l’incontro si terrà, con la collaborazione di ANCOT, (Associazione Nazionale Consulenti Tributari) a Firenze presso il Gran Hotel Adriatico – via Maso Finiguerra 9
scarica il programma

Credo molto nel lavoro in cui ANIF è fortemente impegnata con tutta la sua struttura operativa, ma credo anche che un ulteriore importante risultato potrà essere realizzato solo se i nostri soci creeranno una potente cassa di risonanza rivolta all’esterno della nostra base associativa.

17 aprile 2014

In allegato una prima rassegna stampa preliminare relativa al convegno nazionale di ieri organizzato dal Movimento per La Salute.

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INCONTRO TERRITORIALE DI ANIF CON GLI IMPRENDITORI DEL FITNESS

MILANO – 4 Aprile 2014

Il prestigioso HOTEL COSMO TORRI BIACHE di Vimercate (MI) ha ospitato, il 4 aprile scorso, l’incontro dei vertici di ANIF con gli imprenditori del fitness della Lombardia.
Proseguono, dunque, con successo i confronti territoriali dell’ente con i titolari/gestori di impianti sportivi sui temi di grande attualità.
Ha aperto i lavori Giampaolo Duregon, Presidente di ANIF – Eurowellness, con una seguitissima relazione sugli importanti obiettivi realizzati da ANIF nell’ultimo periodo, in particolare: esenzione IMU per le Società sportive dilettantistiche, Circolare del Ministero del Lavoro sui rapporti di lavoro esistenti nel mondo sportivo.
ANIF segue sempre con attenzione quanto accade sul piano legislativo – prosegue Duregon – ma grazie alla credibilità che l’ente ha raggiunto nei rapporti con le istituzioni, spesso riesce ad incidere anche nel percorso normativo. Così è stato per quanto riguarda l’ultima Circolare del Ministero del Lavoro del 21 febbraio 2014 dove il Presidente, a seguito di un’azione vessatoria portata avanti capillarmente dagli Organi di Controllo dell’INPS, è intervenuto in prima persona presso i vertici dell’INPS e del Ministero del Lavoro per un chiarimento sulle caratteristiche professionali del tecnico sportivo che opera presso le AS/SSD. Le istanze di ANIF, dopo un lungo ed incalzante dialogo, sono state accolte e formalizzate nella suddetta Circolare del ministero.
Molto interessante è risultato anche l’intervento di Luca Ercolani, esperto di marketing sui social media marketing.
Le opportunità che offrono i social media sono enormi ed il loro corretto utilizzo consente di realizzare risultati inimmaginabili nel mercato del fitness. Si tratta, a nostro avviso, di un settore a cui l’imprenditore, in un progetto di crescita, deve assolutamente avvicinarsi.
Ha concluso i lavori Alberto Succi, esperto di Diritto Societario e sportivo, che ha accentrato, come di consueto, l’attenzione sulle criticità e gli orientamenti giurisprudenziali in materia di Diritto Sportivo e in particolare ha approfondito gli argomenti aperti precedentemente da Duregon su IMU e Lavoro.

Informiamo che dal 6 aprile 2014 sarà in vigore il nuovo Decreto Legislativo del 4 marzo 2014 n.39 contro l’abuso, lo sfruttamento sessuale e la pornografia minorile.
Il decreto prevede l’obbligo di certificato penale per chi lavora a contratto con i minori, pertanto il datore di lavoro che impegna una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie a favore dei minori, ne deve obbligatoriamente richiedere il certificato penale del casellario giudiziale.
La mancata richiesta da parte del datore di lavoro prevede una sanzione amministrativa pecuniaria variabile dai 10 ai 15mila euro.
In particolare deve essere verificato che sul lavoratore impiegato non pendano condanne per i reati degli articoli del codice penale 600-bis (prostituzione minorile), 600-ter (pornografia minorile), 600-quater (detenzione di materiale pornografico – pornografia virtuale), 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile) e 609-undecies (adescamento di minorenni), e che il soggetto non abbia a carico sanzioni che gli impediscano di esercitare attività che comportano contatti diretti e regolari con i minori.
Il Decreto è stato emanato in “attuazione della Direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI”.
La Commissione Europea, in verità, era stata meno rigorosa. La direttiva infatti riconosceva “il diritto dei datori di lavoro di chiedere informazioni” sui propri collaboratori. In Italia il diritto è diventato un obbligo.
Da notizie apprese dalla stampa sembra che gli uffici del casellario giudiziale, esistenti presso ogni Procura della Repubblica, abbiano comunicato attraverso il Casellario Centrale di Roma di non essere al momento in grado di far fronte ad una massiccia richiesta di informazioni. ANIF dal canto suo si è attivata in sintonia con il CSI nella presentazione di una Istanza alle Istituzioni competenti incentrata su questi punti:

  1. La normativa è sacrosanta ed in perfetta linea con i principi ai quali ANIF si è sempre ispirata nel portare avanti la sua azione;
  2. Se è vero come sembra che le Procure non sono in grado di far fronte ad un fenomeno di così enormi proporzioni i tempi dell’entrata in vigore del Decreto devono necessariamente essere prorogati;
  3. Il certificato penale richiesto, che deve essere rinnovato ogni 6 mesi, deve essere rilasciato gratuitamente (oggi circa 30 euro di imposta);
  4. Il certificato deve essere rilasciato ON-LINE e, qualora le Procure non siano in grado di operare in tal senso per motivi tecnici, il Provvedimento deve entrare in vigore nel momento in cui tale servizio verrà assicurato;
  5. Il decreto è in contrasto con una normativa sulla “privacy”, ovvero il divieto per i datori di lavoro di acquisire informazioni in materia penale sui dipendenti. Le Istituzioni devono fare chiarezza su questo problema (circolare ministeriale).

Questo è quanto ad una prima rapida esamina.

Ci stiamo muovendo su questo argomento con la consueta tempestività e determinazione e sarà nostra cura tenervi continuamente informati sia su quanto sta accadendo che sulla relativa posizione che ANIF riterrà opportuno assumere.